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Il mio Main Event di San Remo 23/9/2006
“…Questa è l’ultima possibilità che ti do e il prossimo torneo te lo fai fra 6 mesi, altro che Nova Gorica a dicembre..!” queste le chiarissime parole di mia moglie in hotel la mattina dopo il primo torneo. Ok, ho detto, concordo con te: “O si va in premio o si eliminano per un bel pezzo i tornei live di poker…”. E in effetti il discorso che ci vuole fortuna nei tornei regge fino ad un certo punto. La fortuna va anche costruita e fortuna significa anche evitare scontri da perdenti in partenza e, comunque, la condotta di gioco deve essere più possibile priva di errori. Facile a dirsi molto difficile a farsi… Così, confortato psicologicamente da mia moglie, sono andato convinto ad iscrivermi al Main Event e cioè a versare 1100 euruzzi con molta fiducia e determinazione . 10.000 i punti-gettoni a disposizione e cioè lo stesso stack iniziale e gli stessi blinds di partenza del Main Event delle WSOP.
Il field è piuttosto strettino, siamo sui 110 giocatori (112 in totale), c’è un Luca Pagano in più da contrastare e ovviamente mi aspetto meno giocatori poco esperti (a certi livelli è preferibile come abbiamo discusso più volte con i colleghi-amici dopo l’insuccesso generale del primo torneo). Mi assegnano il tavolo N.6,posto 8. E con mia contentezza-rammarico noto Ryu (Dario Alioto) alla mia sx (pure posizione ha..mannaggia). Il resto del tavolo è un mix di giocatori che non ho mai visto o almeno così mi pare. La seconda mano della partita spillo K-K che per me è fonte di gioia da un lato e delusione estrema dall’altro con l’ago della bilancia che pende molto verso dx. Come dimenticare la mano persa a Nova Gorica nei due tavoli finali quando con KK ho fatto reraise all-in contro un A-7s (che aveva fatto un raise di mezzo suo stack) di un altro chip-leader: flop K-10-Q. Turn 2, river….indovinate un po’! E così la mia sensazione con KK è sempre sul negativo. Dopo un 3-4 limpers sul blind di 50 decido di fare raise di 350. Fa call solo il N.1 in BB, credo. Il flop per fortuna non mostra Assi ed è di Q-10-7 rainbow. Il caller punta e io faccio solo call. Sul turn esce un 3 e l’avversario punta ancora (400 euro). Il mio contendente mi dà l’impressione (impressione colta anche da Ryu) che non folderebbe in caso di mio raise e poi…sti Kings….Faccio solo call. Il river è un’altra Queen. Check, check. L’altro giocatore mostra Q-8off per un tris di Q. Perfetto! Bella partenza. Una consolazione: giocando più aggressivo o avrei vinto un piatto piccolo (facendo foldare l’avversario) o sarei uscito dal torneo alla seconda mano!!! Vedo più aspetti positivi che negativi e decido di giocare alla Dan Harrington (ultra tight). Recupero qualcosa su piatti uncontested e vedo che per ben altre 3 mani la coppia di KK viene cracked da mani inferiori (in un altro caso KK ha trovato AA e perso ancora). In un altro piatto faccio limp in early position con J-10off e il gioc. al N.2 fa raise di 300 o giù di lì. Questo giocatore aveva mostrato una certa propensione a fare parecchi raise in posizione, spesso con successo. Altre volte, dopo aver fatto raise, aveva perso la mano mostrando carte mediocri. Il flop è A-J-2 tutto di quadri. Check mio, l’avversario punta un 700 con l’aspetto di chi ha l’asso (o buone carte) ma certa insicurezza. Decido di fare call anche se non ho nemmeno un quadro in mano. Il turn è un 7 di quadri, magico per me. Punto 1100 euro e l’avversario dopo alcuni secondi fa fold. Mostro il mio J-10 per una coppia di Jacks e l’avversario con una certa eleganza e senza arrabbiarsi mostra A-K nero. Questa mano mi ha dato un pò di carica e una possibile immagine di bluffatore che può servire nelle mani future. Concludo che il N.2 è un buon giocatore, capace di foldare mani medie se il rischio è elevato. Dopo alcune mani comincio a fare un paio di errori tipo fare call con J-9 su un all-in di un giocatore impaziente e short-stacked proveniente da un altro tavolo. Perdo la mano ma lo stesso giocatore, un paio di giri dopo, va all-in con A-7off e mi trova con i fatidici K-K che per la prima volta in 6 mani di questo tavolo tengono e vinco la mano. Una curiosità: facendo solo call sull’all-in dello shortstacked (anziché andare io stesso all-in col tavolo ancora in gioco) avrei potuto ingolosire Ryu che alla mia sx aveva A-3. Il board finale, in sequenza, era 3-3-7-Q-10 Gulp! Meno male che Dario ha foldato. E intanto, mano dopo mano, Dario Ryu comincia a ricostruire il suo stack dopo un double up fortunato con la signora romana alla mia dx che aveva giocato 3 mani in tutto il torneo. A-9 per Dario, A-J per la signora; 9 nel flop e signora out. Il nostro Dario spinge dove vede debolezza con all-in o grosse puntate ben piazzate facendo foldare tutti. Non trova uno scontro tranne una mano dove saggiamente fa fold. “It’s all about surviving” e così continuo a difendere il mio stack che si aggira sui 12.000. Cominciano a fioccare le eliminazioni e, quando il tavolo N.6 si sfalda, Ryu va al N.4 e io capito al N.2. Qui non conosco nessuno e anche se non sono in “red zone” devo cercare di prendere qualche stand senza aspettare miracoli di carte. La terza o quarta mano un giocatore ben fornito in gettoni (ma non eccessivamente) fa un raise di 3 volte il blind da posizione early (UTG). Spillo A-Q off e a questo punto devo decidere. Se fosse stato il primo torneo avrei senz’altro fatto call ma nei late stages di questo evento devo pensare: la mia regola è che più avanti si va e più giocatori in gamba restano diluendo di molto il famoso “dead money”. Se uno fa raise in early position devo dargli credito per una mano buona (coppia o AK o AQ); in più il tavolo pareva abbastanza attivo mostrando molti raises e molti calls. Pensa e ripensa faccio fold dicendo all’amico Berga, dopo il fold generale, che avevo AQ. L’avversario che aveva fatto raise, anche qui con eleganza, fa vedere A-J. Arggg!!!! Che errore. Se non gioco le mani in cui sono molto favorito allora………Ma gli dei del poker sono capricciosi e la mano successiva rivedo AQ e faccio solo limp da UTG. Fold generale e call del BB (lo stesso giocatore di prima). Il flop è A-3-4 con due colori a picche. BB fa check e io punto l’ammontare del piatto e il BB va all-in! Due secondi solamente per eliminare il pensiero classico che capita a tutti noi: foldo una mano quando ero favorito e gioco la stessa mano da sfavorito!! Un incubo!. Ma stavolta non posso foldare, visto il mio stack, e scopro le carte. BB mi dice “ sei avanti” e scopre A-J. Nessuna sorpresa da turn e river e raddoppio lo stack. Dopo alcune mani pesco AA e recupero ancora gettoni da uno shortstack in all-in. Poi comincia una serie di fastidiosi scontri con un giocatore al N.8. Ogni mio raise o ogni mia puntata sul flop viene re-raisata all-in da questo giocatore, molto fornito in stack. In una mano con JJ faccio raise di 3 volte il blind, lui fa solo call. Il flop è K-K-Q. Punto circa metà piatto e lui va all-in. Fold, fold. Gira A-A. Se avesse fatto reraise sul preflop chissa’ come sarebbe andata…..In un’altra mano ho 9-4 e tento uno steal con un raise da early position e il solito N.8 va all-in. Foldo dopo una pensata (finta) e lui gira con ammirazione generale degli amici Q-J. Cavolata di entrambi, credo. Ed ecco la mano che mi ha un po’ innervosito: faccio limp con K-Jsuited, un giocatore fa call e il solito N.8 fa un raise. Il giocatore al N.10 (quello dell’AJ di prima) pensa che il N.8 stia un po’ esagerando e, da shortstacked, fa call all-in con A-6. Io faccio call. Flop: 2-5-9 con due colori e dopo il mio check il simpaticone N.8 va all-in. Ma come? C’e’ un terzo giocatore in all-in, siamo quasi in the money e tu vai all-in al flop? Boh! Gira 8-9 di picche (che non centravano con il seme del flop) e vince il piatto nonostante un ottimo King avesse toccato il suolo sul river (sigh). Mi rivolgo all’amico Berga e gli dico che gliela faro’ pagare…fra il serio e il faceto. Altro piccolo recupero con qualche steal o bluffettino (tralascio i particolari….) ed infine la mano che speravo, puntualmente. Spillo J-J in posizione early e faccio raise sperando che il N.8 (un giocatore ligure non male ma con poche nozioni di base torneistiche, forse) faccia qualche mossa. E, manco a dirlo, va all-in. Tutti foldano e io faccio call in un milionesimo di millisecondo. Voi giocatori sapete che c’è un certo feeling o positivo o negativo sull’andamento di una mano e stavolta avrei puntato 10.000 euro che l’avrei vinta. Comunque sia, il dealer gira la prima carta del flop che scorgo come un favoloso Jack!!! A completare una super coppia di 5-5- Wow! Floppato il full house (non si sa mai, i colori e le scale sono sempre in agguato..lo sapete bene) il turn non concede chances all’amicone del N.8 che resta con pochissime fiches. E qui fuoriesce l’anima più impetuosa di Trevix che si manifesta con una serie interminabile di “Yeeesss” e gestualità tipiche di un ginnasta. Il malumore interno durato per parecchie mani si è sfogato così e anche con queste righe chiedo scusa a chi ha avuto la sfortuna di assistere alla scena (forse sul WPT elevava l’audience…). Mi ricompongo promettendo solennemente agli organizzatori di non ripetere più le gesta, cosa che manterrò fino alla fine del torneo. Un altro piccolo recupero con un giocatore shortstacked che sul mio BB ha fatto solo call con A-K (Asso di quadri). Io ho J-6 di quadri e il flop è 5-7-9 con 2 quadri. Vado all-in e l’avversario fa call. Turn bianco e river 8 nero che completa una scala per me. Oramai sono inarrestabile o quasi. Al tavolo finale non succede nulla di particolare per me e attendo le eliminazioni piano piano facendo qualche raise tecnico (come lo chiama TheoVe) per non scendere in gettoni e sempre dopo una certa lettura degli avversari rimasti in gioco. Un AK mi fa vincere ancora contro un all-in di un A-10 (o giù di lì) shortstacked. Rimasti in quattro si decide di splittare (anche se l’amico e gran giocatore Luca Gandolfi, il vincitore finale, aveva solo poco più di 3 big blinds ed era il primo a postare il BB). Finisco terzo dopo aver perso con 5-5 contro l’A-10 di Luca che aveva fatto l’obbligatorio (a questi livelli del torneo) all-in. Resta la grande soddisfazione,oltre naturalmente al premio conseguito (17.100 euro non sono poi male…), di aver giocato tutte le mani importanti del torneo da favorito (eccetto la mano “gratis” AK vs il mio J6s che però è diventata favorita per me 56% a 44% dopo il flop). E di aver perso una mano da super favorito (KK) contro Q8 (86% vs 14%). Insomma, si può vincere anche senza fare le classiche “sederate” e questo deve indurre ottimismo a chiunque voglia cimentarsi alla forma più rischiosa del poker in torneo: il texas hold’em no limit.
©2006, Trevix, ItaliaPokerClub™
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