Come ho detto prima dei tornei di Sanremo, andando avanti così, fra pochissimo si dovrà giocare in un Palazzetto dello Sport! Enorme l’affluenza, tutti i tornei “sold out” con largo anticipo e un field di ben 355 partecipanti per il main event. Il torneo di 500 euro di buy-in ha consegnato al vincitore 30.000 euro!! Potere della TV, dei DVD della Gazzetta e della predisposizione cromosomica al gioco da parte di noi italiani. Migliorata ancora di più l’organizzazione che non mi è parsa sovraccaricata di lavoro come avvenuto nei tornei precedenti (nessun raffronto con Venezia, ovvio, dove le problematiche logistiche sono state quasi insormontabili).
Da rivedere l’obbligo (idiota) di indossare la giacca se si era sfortunati (o fortunati) di capitare nella sala attiva del Casinò. Addirittura un impiegato voleva categoricamente impedirmi di riaccedere nella sala (senza giacca, lasciata nella sedia) dove stavo facendo il main event (propositi di omicidio trattenuti a stento….)
Il cibo non l’ho trovato all’altezza della situazione (molti commenti analoghi al mio): ottimo il vino Merlot (eheh) ma il carpaccio di tonno (presenza cronica nel buffet) e l’insalata di piovra non hanno entusiasmato i più. Il solito problema dei piatti usati lasciati lì ha peggiorato il tutto. Basterebbe “consigliare” ai giocatori di utilizzare la McDonald “policy”: una volta mangiato si potrebbe “scaricare” personalmente il tutto in una zona apposita.
Meritatissimi i complimenti a Claudio Pagano (il papà oltre che del bravo Luca anche dell’esplosione del poker in Italia) ancora in fase riabilitativa dopo il tremendo incidente occorso a dicembre tornando proprio da Sanremo. E con loro tutto lo staff organizzativo fra cui menziono i due eccellenti Direttori del torneo.
Main Event.
Credo che il 99% dei migliori giocatori italiani siano tutti iscritti e nell’1% dei non presenti, fra gli altri, c’è ovviamente Luca Pagano (e ora sappiamo anche il super Cristiano Blanco, il secondo miglior cash-out italiano totale di sempre!)
Avevo deciso di partecipare solo a questo torneo (iscrizione vinta per i 5/6 on-line) dal momento che partecipare a due tornei di seguito (o separati) con un numero così alto di partecipanti non rientra nelle mie capacità psico-fisiche, cosa riuscita benissimo al mio amico-nemico (vedi poi) Carlo Braccini (Gubbio60) finito in the money consecutivamente nei due tornei più importanti e ad un’età che ha superato la ventina da un pezzo. Chiederemo lumi su quali integratori si appoggia.
Pesco la carta che mi assegna alla sala del casinò attivo e mi dicono che potrei anche cambiarla ma per cabala me la tengo anche perché nella sala “B” l’atmosfera è molto più calma e la temperatura più accettabile (nella sala principale il caldo ha regnato sovrano). In più ho il posto n.7 (uno dei posti che preferisco, insieme al n.8 al n.2 e al n.3) che mi consente una visione degli avversari facilitata.
Avversari che non conosco tranne un asiatico-romano visto a Venezia, confortato da fidanzata munita di minigonna pelvica. I miei primi colpi non sono così esaltanti ma i tornei finiti bene sono sempre partiti male. E così foldo A-2 su un piatto unraised con un flop di A-A-Q (fra la perplessità generale..) quando il mio avversario mi fa raise di 600 sulla mia puntata di 200 (A-J l’holding avversario). Oppure la mia scala casca nel colore (quest’ultimo giocato molto slowplay, per fortuna) al river di un altro avversario.
Cambio tavolo e pesco un altro manipolo di giocatori sconosciuti (eccetto un pokerista-amico veneziano). Qui l’atmosfera è molto più “allegra” e gli all-in fioccano copiosi (Bene! Attendiamo il momento propizio, dico io)
Il primo piatto chiave che mi fa raddoppiare lo stack è un 7-9 dal big blind con cui ho fatto call su un raise standard di un giocatore molto attivo nei piatti.
Flop 6-10-5 rainbow. Check, l’avversario punta 500 e io faccio call. Turn: 8 (magico per me, ho la scala nuts!). Check, puntata di 3000 dell’avversario (errorone!!) e immediato mio all-in. Faccia di chi non ha un tubo da parte mia (lazzarone) , 5 secondi e call avversario che gira A-10 (drawing dead). River: Asso (avrei vinto parecchio ugualmente nel caso avessi giocato slowplay).
Altra mano vinta con K-10 (raise standard preflop) su un A-Q (l’amico veneziano) che stranamente non ha fatto reraise preflop e il flop di A-K-K mi ha consegnato un'altra porzione di gettoni.
Lo stack aumenta ancora (senza mani particolari….) e cambio sala (incrociando Max Rosa che non si dice fortunato in riviera ligure…); sarà che la maleodorante laguna gli porta più benefici del bel mare turchese sanremasco.
In sala A capito assieme all’ottimo IPC player Diego Cavalla e purtroppo (per lui) ogni volta che mi fa raise dal bottone, io dal big blind ho sempre carte da difendere. In ogni caso nessuno scontro particolare, Diego sa foldare quando sa di essere battuto.
Stack in aumento e cambio ulteriore di tavolo.
Tavolo difficile, conosco il bravo Federico (arriverà poi 15°) con cui ho battagliato on-line; c’è l’amico Lele “Archangelele” giocatore rispettabilissimo, poi un componente dei vincitori del Campionato a squadre (tenutosi a dicembre proprio qui) e un francese ostico. E anche gli altri mi paiono piuttosto tosti.
E’ proprio con il francese che aumento il mio stack andandogli a vedere una puntata sul river di 10.000 con il mio K-9 (board nell’ordine: 9-Q-J-8-A) lui gira 7-7.
Eh eh.
Intanto cominciano ad arrivare voci sempre più concitate di quanto sia fortunato il Campione del Mondo, Max Pescatori. Mani vinte con 2-6, con coppia inferiore pescando il tris (tre volte), etc, etc.
Max sa muovere bene il suo stack (figurarsi se è chip leader) ma congiuntamente innesca il meccanismo d’alzata delle antenne “capta-fortuna” che sembra non avere fine. Pensavamo il 2006 come un anno eccellente per lui, speriamo che per il 2007 si prenda un po’ di ferie perché le sue sederate cominciano ad essere percepite come nauseanti.
Sarebbe un peccato offuscare l’immagine di un grandissimo campione (sia ben chiaro, tale è Max!) con la veste di ultra-stra-arci-iper-fortunato.
Stop your luck Max, please! You’ll win anyway!
Altro cambio di tavolo e, parlando di “sederate” o “scoppio”, ecco anche Trevix nella sua rara immagine (parlo di rara perché cerco di andare all-in sempre con la best hand e ciò, naturalmente, espone ad un maggior rischio di subire bad beats). NB: si escludono ovviamente i tentativi di stealing, semibluff, etc). Insomma, amo perdere da favorito, sennò non mi diverto…
Ecco la mano: c’è una discussione in corso (mai mai mai giocare una mano se c’è ancora una discussione in corso o un dubbio o qualsiasi altro evento non normale) mi ritrovo K-K e faccio un reraise di 10.000. Il Big Blind va all-in per 22.500 ed io, indovinalatugrillo, “rischio” un call (ho ancora 180.000).
L’avversario ha A-A e il flop di K-5-6 mette in disperazione il povero avversario che subisce la beffa totale con l’uscita di un King al river.
What a bad beat!!
Riassumiamo: Discussione, fermi qualche minuto, KK vs AA e poker di Kings come mano finale. Discussione significa dubbio se la mano è viva o morta: stavolta è andata bene ma se avevo io A-A e ero shortstacked mi sarei mangiato i due Kings del board con il contorno dell’insalata di polpo di cui sopra. Entrambi nauseabondi…
Allo stesso tavolo un altro bluff beccato (non dovete bluffarmi!!

) su un board di (nell’ordine) K-K-Q-5-A. Io ho Q-3 e faccio call sulla puntata di 10.000 dell’avversario che mucka la mano.
Ora che ho detto che non dovete bluffarmi subirò un mare di bluffs, come al solito. (Si fa sempre il contrario di quello suggerito, è la natura umana..)
Altro cambio di tavolo e qui ecco un paio di errori (minori) di trevix, appannato da stanchezza (è tardi) e da tre Beck’s (e whisky-cola pomeridiano).
Sono in small blind con 9-2 offsuit (blinds 3000-6000) e anziché fare fold o raise (l’avversario nel big blind è shortstacked) decido di fare call. Check avversario.
Flop: K-Q-3 (due cuori). Punto 6000, call. Turn 7 offsuit. Check, check.
River 3 di cuori. Punto 20.000 e call avversario che mostra un 3 per un trips. A rivedere bene l’errore è stato quello pre-flop perché potevo rappresentare un colore e solo un 3 o un King dava un call “tranquillo” all’avversario che, va detto, ha fatto un bel call sul flop.
Un'altra giocata in bluff (che per fortuna non ricordo) mi ha reso benefattore per altri 40.000 punti.
Poi una mano particolare.
Ultimo colpo della giornata dichiarato dallo staff. Sono in UTG e faccio call di 6000 (blinds 3000-6000) con 10

-2

.
Un giocatore fa call e il big blind, che aveva fatto numerosissimi raise nelle ultime mani, fa raise di 12.000 (totale 18.000). L’avversario ha circa 35.000 punti più di me).
Faccio call e fold del caller.
Piatto heads-up.
Flop: 8

- 9

– 4

L’avversario punta 15.000 (il piatto è circa il triplo) e io vado all-in per 88.000 circa.
Solita curiosità da parte degli amici sulle mie carte e solite mie risposte intimorenti del tipo “se perdo questa mano….”, “se ha flush draw almeno paga caro il privilegio di battermi” (forse quest’ultima era la frase più azzeccata..), etc.
Confesso di non essermi sentito molto in difficoltà durante l’attesa del suo call o fold perché in caso di call avrei avuto ancora parecchi outs (teorici) per vincere.
Perché questo all-in?
1- E’ l’ultimo colpo della giornata e pochi arrischierebbero l’intero torneo dopo più di 10 ore di gioco per un call molto rischioso. (Qui probabilmente un giocatore sano di mente farebbe un call “tranquillo” solo con 9-9 o 8-8 o 4-4).
2- L’avversario ha il mio stesso stack e quello che penso io lo pensa anche lui; cioè lui pensa che se va all-in un giocatore che è praticamente in finale (in the money) sfidando uno stack grosso, ciò significa che ha una mano piuttosto forte.
3- La sua puntata modesta sul flop mi fa credere che sia debole
4- E’ un giocatore che ha fatto troppi raise per avere tutte le volte mani giocabili in quel momento della partita.
Dopo 5 minuti di pensata il mio avversario folda quello che gli spettatori dietro di lui dichiarano A

– Q

.
Una sua amica mi dice “che c..lo che hai avuto”.
Io, sorridendo non rispondo e penso “che erroraccio che ha fatto!”.
Del resto in quel momento e con un board del genere nemmeno un set di 9 sarebbe risultato così tranquillo come si potrebbe credere.
Confesso che mai mi sarei aspettato un flush draw da parte sua.
Attoreggiando con la mia vera mano (il mio flush draw) ho forse messo in difficoltà una mano identica ma molto più forte.
Con 10-2 non si entra in gioco? Il discorso è troppo lungo…
Il giorno dopo alle 12 ci sono i 40 finalisti ma poiché sono pagati solo i primi 36 posti si decide di comune accordo di sfoltire il montepremi e estendere il premio anche ai primi 4 sfortunati che usciranno dal torneo.
Ehm, non proprio di comune accordo visto che solo dopo alcune insistenze si è convinto il chip leader del torneo, Max Pescatori (i grandi amano attirarsi gli improperi altrui), fermamente contrario a tale deal.
5 tavoli di 8 giocatori ciascuno e veloci eliminazioni fino al numero di 27 dove l’azione si è un po’ cristallizzata.
Max, giustamente e sfigatamente al mio tavolo, fa valere il suo peso di chip-leader ma sempre con un certo controllo. Io non vedo un tubo tranne un K-8 che mi tenta dopo 2 all-in di due shortstacked. Decido per giocare prudente, foldo e il board mostra K-K-9-2-7 con cui avrei stravinto. Nice fold, sigh!
Prende mano la solita “stupida” ma necessaria azione del tipo “vado all-in e prego” oppure “faccio call perché costretto” e in 4 ore si vedono solo tre flops giocati. Il classico bingo (crapshoot americano). Conto un call, pot committed, con 7-10 suited a fiori che vince contro un A-K di uno shortstacked. Subito dopo, l’ennesimo raise all-in dell’amico del N.3 che ha scelto la tattica super-aggressiva (con successo). Spillo A-J offsuit, Piero Compagnoni, dietro di me, che conosce la mano si sta chiedendo cosa aspetto a fare call (ho 80.000). Cerco indizi e leggo debole l’avversario ma credo di potermi giocare un all-in in situazione migliore. Foldo e l’avversario gira A-9 suited a fiori. Azz, che occasione mancata!
18 giocatori rimasti e con i blinds di 8000-16.000 (ante 700) difendo il mio stack di 112.000.
Ecco la mano assassina.
Carlo Braccini (Gubbio60) non sta pescando carte decenti e pare un pò insofferente e così dal bottone, dopo un fold generale, va all-in con 94.000 circa. Lo small blind folda e io, in big blind, spillo K-K con cui in un nanosecondo faccio call.
Carlo, un grande giocatore (basta vedere i suoi risultati), esegue smorfia di disgusto e scopre 7-8 offsuit.
Il flop di 8-Q-J non mi rende entusiasta, il turn (un 4) dà sollievo e un tremendissimo, dannatissimo, orribilissimo, maledettissimo 7 al river consegna il piatto a Carlo. Credo che il mio sguardo sia rimasto fra l'impietrito e il mummificato (le differenze sono minime ma palpabili

)
Nessuno mi crede ma se avessi avuto AK probabilmente avrei pensato prima di fare call e Carlo sa che avrei potuto foldare anche A-Q. Naturalmente ero felicissimo di fare call con una probabilità del 81,6% di vincere il piatto e raddoppiare lo stack. Invece…..
Vabbè, i Kings mi avevano beneficiato nel torneo fino ad essere i miei implacabili nemici nella mano in cui ero strafavorito.
E il poker è terribile…visto che poi Carlo Braccini ha perso con A-K vs A-10 del giocatore N.3 con un malefico 10 sul river.
Il successivo mio J-9 (call obbligato) non ha avuto fortuna contro 8-8 di un avversario e i 2600 euro leniscono poco la bad beat subita.
Una mano interessante è stata quando Max ha fatto raise standard con KK, Carlo Braccini folda 6-6 con cui aveva pensato di andare all-in, ci sono due all-in, uno con A-4, un altro con A-Q e un giocatore al n.2 ha fatto fold con Q-Q! Call di Max e il board di 2-J-4-3-5 ha consegnato la vittoria alle due scale (insomma i Kings sono mano dispettosa: Bifferali, poi secondo assoluto, ha perso con KK contro J-9). Da notare che nella mano con i tre all-in Carlo avrebbe probabilmente triplicato lo stack con la sua scala più alta!
Buone notizie: anche Max perde qualche mano!!!
Una volta costituito il tavolo finale mia moglie mi ha chiesto chi vedevo favorito per la vittoria finale e stavolta ho indovinato in pieno.
Max Pescatori ha grande classe ed esperienza e merita in pieno il titolo appena conquistato. Mi chiedo però quali mani abbia foldato di fronte ad un raise all-in dal momento che quelle giocate le ha vinte tutte. Eccetto quella con K-K, naturalmente.
Mal comune mezzo gaudio.
Si’, ma con 64.400 euro in più si gode meglio…
Alla prossima.
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