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	<title>Poker online e tornei di Texas Hold&#039;em in Italia - Freeroll bonus promozioni e recensioni poker rooms online &#187; Viaggi e racconti</title>
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	<description>La guida italiana al Texas Hold&#039;em</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 18:26:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A Malta festa fino al mattino con Umberto Smaila al Party di BetPro</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 15:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack Bonora in Las Vegas - IPC@WSOP</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Vincerò!” echeggia in sala, grazie alla voce entusiasmante di Umberto Smaila animatore del party organizzato da BetPro Poker a Malta: i giocatori prendono fuoco, si immaginano con due assi tra le mani, pensano alle chips che si accumulano. Vorrebbero correre ad un  tavolo a gridare “all in!”, ma un istante dopo parte un “trenino” del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-067.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15022" title="party betpro malta" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-067-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>“<em>Vincerò!</em>” echeggia in sala, grazie alla voce entusiasmante di <strong>Umberto Smaila</strong> animatore del party organizzato da <strong><a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">BetPro Poker</a></strong> a <strong>Malta</strong>: i giocatori prendono fuoco, si immaginano con due assi tra le mani, pensano alle chips che si accumulano. Vorrebbero correre ad un  tavolo a gridare “all in!”, ma un istante dopo<strong> parte un “trenino”</strong> del quale divengono protagonisti e poi tutti insieme abbracciati sul palco, al ritmo delle “Notti magiche”.</p>
<p><strong>L’ex gatto di vicolo miracoli</strong> regala uno show piacevolissimo, impreziosito dalla bellezza di <strong>Melita Toniolo</strong>, impeccabile testimonial, <strong>Natalia Bush</strong>, giunonica spagnola, Alessia Fabiani, sempre vivacissima, Francesca Ferretti, di gran classe, e Raffaella Zardo, da grand soireè.<span id="more-15021"></span></p>
<div id="attachment_15023" class="wp-caption alignright" style="width: 150px"><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-072.jpg"><img class="size-medium wp-image-15023" title="cam 072" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-072-140x210.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Smaila, vero mattatore</p></div>
<p>Ma è Umberto a tenere banco e più che mai l’idea di <strong><a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">BetPro Poker</a></strong> di proporlo come animatore è azzeccata: mi piacerebbe che fosse il futuro, <strong>che ogni evento pokeristico vantasse la presenza di una grande “voce”</strong> capace di unire giocatori di ogni paese, come Smaila ha fatto con quelli di regioni diverse.</p>
<p>Immagino un EPT nel quale un danese e un italiano brindano insieme cantando a squarciagola “O sole mio”, nel quale “grinders” olandesi improvvisano una samba con attempati “rounders” tricolori. Questa brillante poker room ha aperto <strong>una nuova via</strong>, rivolgendosi ad un pubblico sempre più vasto e facendolo con il sorriso ma, nel contempo, con classe.</p>
<div id="attachment_15024" class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-095.jpg"><img class="size-medium wp-image-15024" title="Pompei e Paolini scatenati!" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/cam-095-140x210.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Pompei e Paolini scatenati!</p></div>
<p>Non c’è equlibrista, non c’è ballerino, non c’è imitatore che tenga:<strong> musica e belle donne </strong>e la serata prende il volo! Non resta che prendere l’ascensore, salire al ventiduesimo piano ed entrare all’<strong>esclusivo club 22</strong>: dove lo champagne scorrerà a fiumi.</p>
<p>Prima però, come diceva Caressa ai mondiali del 2006: “<em>abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene</em>”. Sale il ritmo e arrivano “<em>i migliori anni della nostra vita</em>” e forse sono davvero questi per i giocatori che con le carte in mano possono sognare come non mai. <strong><a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">BetPro Poker</a></strong> ha vinto la sua scommessa, loro possono continuare a giocare: domani, però, perché la notte è tenera con chi la ama….</p>
<p><em>Jack Bonora</em></p>
<p><em><br />
</em><br />
<em><br />
</em></p>
<p>Il Malta Poker Dream, passata la serata di festa, continua con il Main Event, i sit and go e i tavoli Cash Game dedicati nel Casinò Portomaso di Malta. <strong>Prova a qualificarti ai futuri eventi</strong>, e a divertirti col poker e con tutto il resto, su <strong><a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">BetPro Poker</a> </strong>dove saranno disponibili satelliti online a partire da pochi euro per qualificarti.</p>
<p>Se non hai ancora un conto gioco su <a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">Betpro.it</a>, puoi <a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank">scaricare il software e registrarsi cliccando qui</a>. Tutti i nuovi giocatori ricevono un <strong>bonus del 100%  sul primo deposito</strong> fino ad un massimo di 300€ (100€ per le scommesse, 200€ per il poker).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiapokerclub.com/links/betpro.php" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15025" title="banner betpro" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/02/banner-betpro-231x210.gif" alt="" width="231" height="210" /></a></p>
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		<title>Blog di Marco Trevix all&#8217;IPT Venezia</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 10:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Boh&#8230;non c&#8217;è verso di riuscire a fare qualcosa qui a Venezia (ma&#8230;supporters del satellite dove eravate??? io a &#8216;ste robe ci credo!).  Beh notizia numero 1: non ho subito una bad beat che sia stata una. Non è male. Notizia numero 2: Non le ho subite perchè non ho visto una carta una. (Sfido chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/trevix_tifo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13799" title="trevix_tifo" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/trevix_tifo-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Boh&#8230;non c&#8217;è verso di riuscire a<strong> fare qualcosa qui a Venezia</strong> (ma&#8230;supporters del satellite dove eravate??? io a &#8216;ste robe ci credo!).  Beh <strong>notizia numero 1: </strong>non ho subito una bad beat che sia stata una. Non è male.<strong> Notizia numero 2:</strong> Non le ho subite perchè non ho visto una carta una. (Sfido chiunque che era ai mei 2 tavoli a dimostrare il contrario)  <strong>Cronaca:</strong> Tavolo 12 seat 3, <strong>Candio </strong>al N. 7, <strong>Benelli </strong>al N.9. <strong>Cerruti </strong>al N.1 (poi arrivava pure Vitagliano&#8230;). E gli altri non erano da meno.  Ormai non ci sono più tavoli &#8220;facili&#8221;, si sa, perciò via e giochiamo &#8216;ste carte.<span id="more-13798"></span></p>
<p><strong>Ecco l&#8217;unica mano che ho mostrato allo showdown</strong> in tutto il torneo: Livello 1, dopo 10 minuti: Da middle Emiliano (in giornata decisamente NO) raisa, callo da SB con A-Q.   Flop: 10-7-7. Checko, Emiliano CB di 3250, callo. Turn: A. Check, check.  River K, Punto 500 Emiliano fa call. Vinco.</p>
<p>Mano 2: Da UTG Candio raisa a 150, io dal BTN callo con A[c]J[c]  Flop: Q[c]5[c]4[f]  Candio punta 425, faccio call.   Turn: 5[q]  Candio punta 875, faccio call (<em>one of the worst call I ever made</em>)  River: T[q]  Candio punta 2150, Trevix pensa, ha un tell mostruoso (che deve foldare)<strong> invece chiama da pollastro</strong>.   Candio mostra 5[p]4[c] per un full.</p>
<div id="attachment_12792" class="wp-caption alignright" style="width: 163px"><a href="http://www.italiapokerforum.com/blogs/bloggers/marco-trevix/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12792" title="logo_trevix" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/logo_trevix.gif" alt="logo_trevix" width="153" height="119" /></a><p class="wp-caption-text">Segui il Blog di Marco Trevix su ItaliaPokerForum</p></div>
<p>Inutile dire che sul turn devo foldare alla grande anche se Candio era stato molto aggressivo e, sappiamo, gli piace bluffare. Fino a quel punto avevo contato ben 4 raise da UTG di Candio (cioè: non aveva mani di qualità). Un reraise preflop era la mossa migliore, dopo il flop e il turn la mano era praticamente scritta (nel senso che se spingevo in semibluff subivo prob. un rilancio, etc).</p>
<p>Da questo punto,<strong> una serie di mani ingiocabili</strong>, intervallate da un 9-9 che vedeva un flop a 5 giocatori di: K-Q-7.  Foldo, poi alla fine ha vinto una coppia di 8 presa sul turn&#8230;..sigh</p>
<p>Poi la giocata con A[c]9[c] che descriverò dopo.   Da qui, ecco apparire carte che mi avrebbero fatto vincere<strong> le WSOP del LOW texas</strong>: 2-3, 2-4, 3-5, 3-7, 2-5, 4-6, 8-3, 8-4, 7-2.  Il tutto per circa 8 ore e mezza.<strong> Nota:</strong> in un piatto in cui mi pareva fossero tutti deboli, sparo un 1000 sul turn con il nulla siderale. Trovo, ovvio, un set sloplayato al flop e un avversario che si gioca un mega rilancio non so con cosa (poi perderà contro il full al river del set). Insomma: trevix lascia stare&#8230;&#8230;.  Impossibile fare una giocata, impossibile fare call o rilanciare.</p>
<p>Vitagliano, stack enorme, callava e raisava tutto (e Benelli pure). Inutile tentare fortuna con J-8 o Q-2 (lol)  Al cambio tavolo, resto con 8000 e le difendo strenuamente. Poi, dal bottone, (mancava 1 livello alla fine), vedo un Asso dopo un fold generale.  Rilancio a 2000 (blind 300-600). <strong>BB dice &#8220;vediamoci &#8216;sto flop&#8221;</strong>.  Eccolo: A-2-3  BB mi mette i resti su cui chiamo (se non ha scala non sono poi così drawing dead). Gira A-3. <img src='http://www.italiapokerclub.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Turn: 3  :) River: Q .</p>
<p><strong>Nota:</strong> Dopo il call mi andava ancora bene un 4, un 5, una coppia runner runner qualsiasi.<strong> </strong></p>
<p><strong> Nota 2</strong>: Se andavo all-in preflop, l&#8217;oppo in BB mi ha detto che faceva call al 100%, visto il suo stack considerevole.</p>
<p><strong>Mai visto un torneo così card dead in vita mia.</strong> Pazienza.</p>
<p>Ecco la Mano A[c]9[c]:  Benelli rilanciava preflop con tutto, c&#8217;erano stati 2 o 3 call, ecco perchè ho fatto call con A-9 suited. Anche se da SB. (poi il rilancio era di solo 2,25 volte il BB).  Il flop: 2-Q-4 (mi pare) con due cuori.   Punto 1000. Perchè? Se mi puntavano dopo il mio check, dovevo fare call e poi dovevo parlare per primo.</p>
<p><strong>Certo potevo rilanciare</strong> ma con un draw out of position non è il massimo&#8230;Insomma meglio, secondo me, provare a vincere il piatto da subito.   Benelli, grande giocata, rilancia a 2700. Onestamente non gli faccio un granchè ma credo che anche lui pensi la stessa cosa della mia mano. L&#8217;unica mano plausibile per puntare lì (eccetto il semibluff con fl dr) è Q-7 o Q-2. Ma generalmente non si fa call con quelle mani.  <strong>Ottima la sua giocata</strong> che mi mette sulla difensiva.</p>
<p>Io credo che se voglio progredire qualche rischio me lo devo prendere e chiamo anche perchè posso provare a fare una giocata sul turn.  Così chiamo.   Turn: 5 non di cuori (ovvio);  Qui adesso ho pescato anche un gutshot per una wheel (A-2-3-4-5) e pianifico di fare check-raise all-in.  <strong>Quindi checko, ma Benelli fa check behind</strong>.</p>
<p>Sul river esce un 7 (offsuit) e ormai credo che la giocata appartenga alla storia. Checko, lui fa check e vince con 10-2 (offsuit).   I commenti sono molti, secondo me.</p>
<ol>
<li>Preflop il call ci sta (pot odds, aggiunta di pochissimi gettoni). Un rilancio era una mossa ardita per quel livello e data la posizione peggiore ma probabilmente avrebbe vinto preflop.</li>
<li>Sul flop, secondo me, la bet ci sta. Inutile chiamare con il progetto e senza posizione. Spero di vincere da subito.  Dopo il rilancio di Benelli, le opzioni probabilmente erano 2: raise o fold. Certo, a carte viste, ma avevo subodorato una qualche debolezza di Benelli. Cmq chiamo (errore strategico) ma a carte conosciute tiravo al 54,50%.</li>
<li>Sul turn pianifico il check-raise dopo l&#8217;uscita del 5 ma purtroppo Benelli fa check. Non ho rimpianti qui. Se puntavo e mi rilanciava dovevo foldare nel 100% dei casi. Con il 5 scendo al 41% di probabilità di vincere.  Se Benelli puntava qualcosa tipo 2000 chiamavo.</li>
<li>Sul river potevo anche puntare (erroraccio) che so un 2500, una bet che sapesse di coppia di Q con kicker medio tipo Q-10&#8230; Ma l&#8217;avversario era Benelli non bau bau micio micio. Ormai la giocata pianificata era andata a farsi benedire e così si vanificavano le speranze di vincere il piatto (Se puntava, rivalutavo un suo eventuale improbabile K-10 suited a cuori o simili e rompermi la testa se chiamare o meno con il mio Ace high).</li>
</ol>
<p><strong> Note finali:</strong> Al di là del fatto che <strong>non ho visto una mano decente</strong> una in dieci ore (A-J, A-9, 9-9, 4-4, un paio di K-Q e l&#8217;A-4 finale) mentre gli altri chiudevano poker, full e colori nuts(lol), devo dire che<strong> il livello medio è davvero cresciuto</strong>.  La gente va a fare gli EPT, gioca on-line con molti giocatori in gamba, studia, si confronta.</p>
<p>Stavolta, a parte alcune solite giocate barbare (mai viste nei due tavoli in cui ero seduto) ho visto giocate di gran classe, soprattutto 4-5 call molto molto brillanti.   Sicuramente il vincitore sarà stato fortunato, ma difficilmente si potrà dire che i 9 finalisti non sanno giocare bene. Dopotutto c&#8217;erano tutti  i migliori giocatori live italiani.</p>
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		<title>TonyG: Il mio EPT a Vilamoura (parte prima)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partenza un mercoledì mattina, destinazione finale Vilamoura, regione Algarve, Portogallo. Passo da un’aria intrisa di goccioline d’acqua in sospensione, umido che viene dalla terra veneta che circonda l’aeroporto di Venezia, alla ventosa ma soleggiata Lisbona per lo scalo intermedio, al clima mite e asciutto del pomeriggio che ci attende all’aeroporto di Faro. Dal taxi che ci conduce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/marina-vilamoura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13615" title="marina vilamoura" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/marina-vilamoura-280x210.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a>Partenza <strong>un mercoledì mattina</strong>, destinazione finale <strong>Vilamoura</strong>, regione Algarve, <strong>Portogallo</strong>. Passo da un’aria intrisa di goccioline d’acqua in sospensione, umido che viene dalla terra veneta che circonda l’aeroporto di <strong>Venezia</strong>, alla ventosa ma soleggiata <strong>Lisbona </strong>per lo scalo intermedio, al clima mite e asciutto del pomeriggio che ci attende all’aeroporto di Faro. Dal taxi che ci conduce a Vilamoura si percepisce già di essere in<strong> una diversa zona d’Europa</strong>. La vegetazione bassa ricorda molto la<strong> vegetazione del Nord Africa</strong>, anche se meno arido, quello che anticipa di molto le distese sahariane. E le costruzioni anche ricordano molto certi quartieri di cittadine nordafricani. Di tanto in tanto qualche richiamo o fregio decorativo stile arabo.<span id="more-13614"></span></p>
<p>Non posso fare a meno di pensare che nel costruire la propria casa più che seguire un piano regolatore il proprietario ha seguito<strong> la propria ispirazione artistica</strong>: non c’è una casa che sia uguale, o simile, quanto meno nello stile, all’altra. Si capisce che ciascuno si è recintato il proprio pezzo di terreno, e poi si è costruito la casa a suo piacimento! Questo contrasto, anche forte, in questa scorrere di case che una dietro l’altra mi appare dal finestrino del taxi è per certi versi comunicatore di un’allegria estemporanea.</p>
<p>Dopo 20 minuti, si arriva a Vilamoura, e qui, sorprendentemente, appar<strong>e un paesino, pulito, carino, ma soprattutto ordinato</strong>. Tantissimi condomini, anche grandi, si capisce che sono appartamenti per i vacanzieri. E diversi alberghi, molto grandi. L’albergo<strong> Tivoli Marina è un 5 stelle</strong>, nove piani, appoggiato sulla Marina del porticciolo interno di Villamoura. Dal balcone della mia camera al settimo piano si gode una magnifica vista sulla Marina. Non posso non notare che tra il migliaio di barche ormeggiate ce ne sono diverse decine molto grandi, sintomo che d’estate il posto deve essere meta anche di turismo abbastanza facoltoso</p>
<p>Visto che non è il caso di privarsi dei piaceri del posto, anziché precipitarmi nella poker room,<strong> mi dirigo a cena</strong>: lungo la Marina ci sono una serie continua di bar e ristoranti, tutti aperti sebbene non ci siano se non pochi e sparuti turisti. Ma anche il numero degli esercizi da un’idea del flusso turistico che deve esserci durante l’estate.<strong> Cena da “O Cesteiro”</strong>. All’entrata del ristorante c’è un maxi bancone con pesce, molluschi, gamberi reali e crostacei in bella vista. I clienti si avvicinano, scelgono quello e quanto preferiscono, una signora li pesa e poi li porta in cucina in modo che in breve vi saranno serviti.</p>
<p>Polipetti buonissimi, vongole buonissime<strong>, gamberi giganti del Mozambico</strong> buonissimi, triglie molto grandi buonissime. Ma il tutto pieno di aglio soffritto. E invero, pur non essendo particolarmente amante dell’aglio devo ammettere che si sposa bene con il tipo di cucina proposto. E per innaffiare il tutto, sangria!</p>
<p>Dopocena al casinò. La differenza rispetto ad una tappa EPT tipo Sanremo è assoluta ed enorme.<strong> Nella cittadina non c’e’ un solo richiamo all’evento che si svolge</strong>. Niente televisioni, niente radio, niente foto: c’è divieto di fare riprese sebbene tecnicamente siamo in un ristorante e non in un casinò. Il gioco si svolge in una sala che normalmente funge da ristorante del casinò, bella ampia, ma non si respira l’aria dell”evento”. Che differenza con la nostra Sanremo per la quale si è scomodata perfino <strong>mamma Rai</strong> con il suo pezzo grosso, il <strong>TG1</strong>. Insomma non c’è fusione tra la manifestazione e il resto che lo circonda, l’EPT sembra un corpo estraneo rispetto all’ambiente che lo ospita.</p>
<p>I <strong>tavoli cash </strong>sono gestiti direttamente dal casinò, 3 tavoli 5/10 e uno 10/20. Solo Texas no limit, niente omaha. Ai tavoli solo giocatori che son venuti per il torneo, niente turisti, niente giocatori locali. <strong>Decido che non è il caso</strong> visto che non sono proprio freschissimo e faccio ritorno in albergo. So di non essere al meglio mentalmente dopo il viaggio e quindi per stasera passo.</p>
<p>La mattina si presenta con un bellissimo sole splendente, l’albergo ha anche una piscina all’aperto, e alcuni sono sui lettini a prendere un po’ di sole.</p>
<p><strong>Al breakfast trovo Dario Minieri</strong>, scambiamo due chiacchiere, due commenti sui suoi programmi, progetti e previsioni per il 2010. Questo ragazzo è sempre allegro e ha sempre una parola per tutti. A bordo piscina c’è Luca Pagano che rilascia una teleintervista, non lo disturbo e me ne vado a fare due passi sulla spiaggia profonda che lambisce l’oceano.</p>
<p>Poi alle 11, alla spa, a farmi rimettere in sesto la schiena rattrappita da 3 ore e mezzo di aereo. <strong>Pranzo leggero, solo gamberi e vongole</strong>, e via sono pronto per il torneo di Omaha, obiettivo del mio viaggio&#8230;(continua)&#8230;.</p>
<p><strong><em>tonyg</em></strong></p>
<p>tonyglobetrotter@hotmail.com</p>
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		<title>Coin Flip</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 10:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Ferro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiunque abbia giocato a Texas Holdem sa che presto o tardi si troverà di fronte a scontri assassini che, pur oscillando su una lama di pochi decimali percentuali di differenza, possono determinare irrimediabilmente le sorti di una mano e il destino della serata. Allo stesso modo anche la linea di confine che separa le diametralmente antipodiche caratteristiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/coin-flip.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13341" title="coin-flip" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/coin-flip-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Chiunque abbia giocato a Texas Holdem sa che presto o tardi si troverà di fronte a <strong>scontri assassini </strong>che, pur oscillando su una lama di pochi decimali percentuali di differenza, possono determinare irrimediabilmente le sorti di una mano e il destino della serata. Allo stesso modo anche la linea di confine che separa le <strong>diametralmente antipodiche</strong> caratteristiche comportamentali dei giocatori è estremamente labile e pericolante.<span id="more-13339"></span></p>
<p>Ognuna di queste peculiarità, infatti, possiamo immaginarla governata da <strong>un ipotetico lancio di moneta </strong>che decreta il tuo ruolo in una partita senza possibilità di rientri e lunga quanto la tua futura carriera: <strong>armonici giri vorticosi </strong>che decretano se farai parte di chi ha deciso di studiare i segreti di una disciplina (solo apparentemente facile) divenendo ben presto cultore di statistiche e percentuali, o se ti tocca essere quello che gioca le prime carte che gli capitano perché <strong>“se le sente”</strong>, pensando che in fondo è un gioco di “sentimento”.</p>
<p>Un nuovo lancio e ti ritrovi ad <strong>apprezzare le ristrettezze del bankroll management</strong>, che però anestetizza ogni brivido emozionale e toglie gusto e sostanza alle tue vittorie, oppure preferire il sudore freddo che ti gela la schiena quando l’amore per il rischio ti catapulta dentro una mano sbagliata: troppo pesante per te che pensavi, sbagliando, di non poter perdere.</p>
<p>La moneta per la terza volta continua a roteare e sei di nuovo in bilico: forse sarai uno dei fortunati che riesce <strong>a convivere con la varianza </strong>accogliendo, seppur con irripetibili improperi e risate isteriche, la sua bieca e cinica crudeltà; un rimbalzo sbagliato, magari un giro di troppo, e ti sembrerà invece che<strong> ad ogni bad beat il mondo intero trami contro di te</strong>, riuscendo a placare la tua furia indagatrice esclusivamente ipotizzando, insieme ai tuoi simili, internazionali complotti orditi vigliaccamente alle tue spalle.</p>
<p>Lanci che possono cambiare il corso della tua vita pokeristica, che hanno la facoltà di renderti <strong>chipleader </strong>verso gloria e successo, oppure relegarti a perenne shortstack a lottare con bui e bollete sempre più elevate, imprecando contro la sorte e contro quella dannata moneta che ti ha mostrato sempre il volto sbagliato.</p>
<p>Un tris di decisioni, <strong>Tre fondamentali Coin Flip</strong> nei quali eccezionalmente hai la facoltà di giocare con una moneta truccata: ora, conoscendone l’esito, hai solo da scegliere la faccia giusta… cerca di non sbagliare!</p>
<p><em>Carmine Ferro</em></p>
<p><em>Editoriale pubblicato sulla rivista &#8220;Poker Sportivo&#8221;, magazine mensile sul poker  in edicola ogni mese!</em></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"><img src="http://www.pokersportivo.eu/images/banners/banner_abbonati2.gif" border="0" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"><strong>L’edicolante folda? Rilancia con l’abbonamento!</strong></a></p>
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		<title>Il Paradosso della Regina Rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 23:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Ferro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poker Sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Side Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[carmine ferro]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale poker sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[paradosso della regina rossa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto capita di far ordine in una piccola libreria personale, e succede di soffermarsi su libri e libricini ormai consumati, letti e riletti più volte, pagine ingiallite, odore di anni scivolati. Li apriamo con indifferenza, facciamo scorrere gli occhi su parole che dovrebbero essere ormai note, e rimaniamo stupiti e appassionati dalla sempre nuova emozione che trasmettono; sembra quasi che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/alice_nel_paese_delle_meraviglie_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13242" title="alice_nel_paese_delle_meraviglie_2" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2010/01/alice_nel_paese_delle_meraviglie_2-276x209.jpg" alt="" width="276" height="209" /></a>Ogni tanto capita di far ordine in una piccola <strong>libreria personale</strong>, e succede di soffermarsi su <strong>libri </strong>e <strong>libricini </strong>ormai consumati, letti e riletti più volte, pagine ingiallite, odore di anni scivolati. Li apriamo con indifferenza, facciamo scorrere gli occhi su <strong>parole </strong>che dovrebbero essere <strong>ormai note</strong>, e rimaniamo stupiti e appassionati dalla sempre nuova emozione che trasmettono; sembra quasi che, a riposo su una <strong>mensola laccata</strong>, questi vecchi amici siano cresciuti e maturati insieme a noi.<span id="more-13241"></span></p>
<p>Poi sorridendo capiamo che <strong>carta e inchiostro</strong> difficilmente hanno vita propria e che forse, forse, siamo noi ad essere cambiati: con il passare del tempo vediamo ciò che ci circonda con occhi sempre diversi e scoviamo in ciò che leggiamo <strong>significati nuovi</strong>.</p>
<p>Uno dei libri che mi ha fatto questo effetto è “<strong>Alice nel Paese delle Meraviglie</strong>“: simpatica favoletta per un ragazzino, invito <strong>psichedelico </strong>per un <strong>adolescente </strong>ed ora, da qualche giorno appena, <strong>spunto di riflessione </strong>per un <strong>apprendista pokerista</strong>!</p>
<p>Improvvisamente nello sfogliare, ricordando i (pochi) anni passati, mi è apparsa davanti agli occhi la fantastica <strong>Regina Rossa </strong>che, correndo senza sosta come inseguita da un nemico invisibile, motivava la sua folle frenesia dicendo di “<strong>correre per rimanere ferma</strong>“. Non avevo mai dato tanta importanza a questo avvenimento e a tale frase, ma stavolta mi ha <strong>aperto gli occhi</strong> e ho pensato a quante volte faccio altrettanto seduto al nostro bel <strong>tavolo verde</strong>.</p>
<p>Correre per rimanere fermi… <strong>meraviglioso ossimoro</strong>… combattere contro gli avversari e contro il tempo che avanza e che cerca di inghiottirci; <strong>accelerare </strong>dopo uno sfortunato rallentamento nell’affannoso raggiungimento del nostro obiettivo; <strong>scavalcare </strong>per non essere scavalcati, cercare di arrivare in vetta non disdegnando un posto nella media: non credo ci sia <strong>metafora </strong>migliore per descrivere cosa proviamo durante un torneo con l’<strong>avanzare dei bui!</strong></p>
<p><strong>Cambiare </strong>per rimanere ciò che siamo… ovvero evolversi: capire che quei piccoli stratagemmi che stupivano il circoletto sotto casa a poco a poco perdono efficacia e diventano un punto debole, <strong>le prede sono cresciute</strong> e il cacciatore deve cambiare armi per poter sopravvivere e per non essere sbranato; <strong>mutar </strong>pelle per non essere riconosciuto, adattarsi istantaneamente e vivere in simbiosi con gli avversario in un <strong>microcosmo ogni sera diverso</strong>, senza memoria e senza timori <em>river</em>enziali…non male come insegnamento da un libro che parla di <strong>conigli </strong>e <strong>cappellai</strong>!</p>
<p><strong>Carmine Ferro</strong></p>
<p><em>Articolo apparso sulla rivista “Poker Sportivo”</em></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"><img src="http://www.pokersportivo.eu/images/banners/banner_abbonati2.gif" border="0" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"> </a></p>
<p><a href="http://www.pokersportivo.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=41&amp;Itemid=79" target="_blank"><strong>L&#8217;edicolante folda? Rilancia con l&#8217;abbonamento!</strong></a></p>
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		<title>Marco Trevix a Las Vegas – Quinta Parte</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Ferro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Side Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[blog da las vegas]]></category>
		<category><![CDATA[giocare a poker a las vegas]]></category>
		<category><![CDATA[las vegas]]></category>
		<category><![CDATA[marco trevix]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina la data del rientro e mai rientro è stato così triste. Le altre volte ho lasciato sempre con un certo rammarico la città di noi giocatori ma soprattutto dopo le (dis)avventure WSOP anche un sano ritorno a patri lidi non è poi male.
Il bello di noi giocatori, almeno parlo per me ed alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/sands-casino-macau-18b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13071" title="sands-casino-macau-18b" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/sands-casino-macau-18b-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Si avvicina la<strong> data del rientro</strong> e mai rientro è stato così triste. Le altre volte ho lasciato sempre con un certo rammarico la città di noi giocatori ma soprattutto dopo le (dis)avventure WSOP anche un sano ritorno a patri lidi non è poi male.<br />
Il bello di noi giocatori, almeno parlo per me ed alcuni altri che conosco bene, è un <strong>discorso di questo tipo</strong>:<br />
Eliminati da un evento maggiore italiano (IPT, etc) con la solita sculata di turno o semplicemente per mancanza di carte, diciamo: &#8220;c<em>az, bisogna fare tornei seri non &#8216;sta roba qua</em>&#8220;.<span id="more-13070"></span></p>
<p>Dilapidati al <strong>cash live</strong> italico dai buontemponi di turno che sparano all-in a raffica basandosi principalmente sul fattore &#8220;C&#8221;, diciamo &#8220;<em>ma che gioco è questo qui? Ma giochiamo on-line con gli americani che è meglio</em>&#8221;<br />
Ecco allora che fioccano le iscrizioni ai vari EPT o alle WSOP con risultati non propriamente rallegranti. E dunque che facciamo? &#8220;<em>ma cosa ci iscriviamo a &#8216;sti tornei maggiori popolati da fuoriclasse&#8230;.torniamo ai tavoli italiani ricchi di polli..</em>.&#8221;</p>
<p>Insomma, se è cash italiano bisogna giocare in quello live internazionale.<br />
Se è un torneo IPT o un torneo italiano auspichiamo iscrizioni a tornei dal prestigio nettamente superiore.<br />
Se perdiamo on-line diciamo &#8220;meglio il live&#8221; e viceversa.<br />
Per poi <strong>rientrare sui nostri passi</strong>&#8230;asserendo l&#8217;esatto contrario. LOL.</p>
<p>La cosa che però non può essere fonte di dubbi è che alle WSOP o a Las Vegas in genere l&#8217;eterogenità dei giocatori ha sempre un&#8217;alta o altissima componente di <strong>professionisti </strong>(veri) con i controfiocchi.<br />
Detto in sintesi, a Las Vegas a limiti medio-alti un tavolo pieno di pollastri non è mai esistito. Al limite, ci sono i galletti, notoriamente più vispi dei polli comuni.</p>
<p>Le giornate a disposizione oramai sono al <strong>lumicino </strong>e nelle serate finali di un viaggio a LV di solito si dà o il meglio o il peggio di sè. Mi ricordo di un mio viaggio di qualche anno fa in cui ero alloggiato al Mirage. (OT ma parlando di LV non si è mai OT)</p>
<p>L&#8217;aereo era alle 6.45 del giorno dopo e ritenevo inutile (lol) andare a letto per non <strong>danneggiare </strong>il mio delicato equilibrio gioco/sonno. Insomma, può un giocatore dormire serenamente alle 10 di sera sapendo che sotto si sta scatenando il putiferio ludico?<br />
Direi di no, quindi è utile che faccia una capatina sotto (ero ad un improponibile ed incredibile, per LV, 3° piano e quindi avevo anche il vantaggio dei tempi rapidi ascensoristici, lol).<br />
La poker room offriva giochi che non mi interessavano e così ho shiftato diretto verso la lussuosa sala <strong>Baccarat </strong>del Mirage. In questa sala il nostro <strong>Tony G </strong>è di casa, così ho pensato che se ha successo lui potrei averlo anch&#8217;io&#8230;in ogni caso ormai il senso di preservazione dei soldi, utilissimo a LV, aveva raggiunto soglie minime e incontrollabili (traduzione: non me ne fregava una cippa di perdere soldi).</p>
<p>Vedo un tavolo con il solito <strong>asiatico </strong>stra munito di gettoni e una vecchiarda con capigliatura cotonata alla Empire State Building che giocava per i minimi ($100).<br />
Mi siedo e dico al floorman, non so perchè (nei casinò succedono connessioni logiche inusuali), che sono amico di Tony G (con il suo vero nome); questi sorride con inchini barocchi e mi dice se voglio giocare. Voglio giocare?Domanda veramente scema, sorvolo e mi siedo cambiando $1000.<br />
In un millisecondo arriva una cocktail waitress che mi chiede cosa vorrei bere. Ben sapendo che le bibite sono offerte mi sono frullate in testa le seguenti possibilità: aranciata, coca cola, birra, <strong>whisky invecchiato 75 anni</strong>. Ho artatamente optato per il whiskaccio che mi ha raggiunto dopo 1 minuto.</p>
<p>Qui si che sanno trattare gli ospiti. Altro che a Venezia dove un whisky-cola costa 13 euro!!!<br />
Tutti sanno che al baccarat la gente asiatica (il 90% di quella che gioca a baccarat e il 99% di quella che gioca a limiti alti) ama guardare il proprio punto <strong>stracciando </strong>le carte. Io non lo avevo mai fatto e onestamente mi capitava questa possibilità solo di rado poichè danno la possibilità di &#8220;violenza cartacea&#8221; solo a chi punta di più. Ovviamente se il puntatore era a banco, potevo vedere le carte se giocavo il punto e viceversa.<br />
L&#8217;asiatico puntava imperterrito sul banco e così mi sono immolato a giocare il punto, nonostante ci fosse un filotto mostruoso a banco (insomma stavo giocando da cane). Ma la voglia di <strong>stracciare, spiegazzare e violentare </strong>le carte era forte e così ho cominciato anch&#8217;io a dilettarmi nell&#8217;opera.</p>
<p>A -$500 la voglia spiegazzante era sparita e ho cambiato giocando anch&#8217;io il banco. Intanto la cameriera continuava a portarmi whisky senza che io li chiedessi e io, naturalmente, me li sbevazzavo avidamente.<br />
Finalmente, con il tasso alcoolemico a 4,00 ho cominciato ad avere intuizioni da favola. &#8220;<em>Ora esce il punto. Quattro volte.</em>&#8220;. L&#8217;asiatico mi guardava come si guarda una suola di scarpa che ha appena incocciato una cacca. All&#8217;inizio l&#8217;asiatico pareva giocasse il contrario di quello che giocavo io, <strong>il problema era che indovinavo sempre</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Ora una parità</em>&#8220;, dichiaravo con l&#8217;eloquio ormai appannato dal distillato. Solo gli scemi giocano le parità (Tie) a Punto banco-Baccarat essendo gravate da tassa mostruosa (gli ideatori del gioco devono aver preso spunto dall&#8217;Italia).<br />
Bum! <strong>6 a 6</strong> (ricordo perfettamente il punteggio). Vinti gli $800, il floorman mi dice <em>&#8220;Nice bet</em>&#8220;. E io: &#8220;<em>Now another one</em>&#8220;. Aribum! Altra parità ,questa volta più articolata con il pescaggio della terza carta miracolosa.</p>
<p>&#8220;<em>Ora un bel filotto di banco</em>&#8220;. E tac, il filotto di banco appariva. L&#8217;asiatico cominciava a puntare dove puntavo io, <strong>sorridendo </strong>all&#8217;amica (ma sicuramente dicendole che ero un idiota fortunello). La considerazione coram populo l&#8217;ho avuta quando l&#8217;asiatico, pur puntando molto più di me, mi faceva spillare le carte. Ma mancava ancora la catarsi della serata: <strong>l&#8217;abbraccio con l&#8217;asiatico</strong> che arrivava puntualmente quando il punto aveva 7, il banco (noi) zero e chiamando verbalmente un 8 scartocciavo, quasi a renderlo illeggibile, un magnifico 8.</p>
<p>L&#8217;asiatico chiudeva la serata raggruppando <strong>quintali di gettoni</strong>. Io, pure, avendo costruito una bella vincita. Lanciavo due &#8220;verdi&#8221; (gettoni da $25) di mancia andandomene in camera per aspettare le 3.30, l&#8217;ora fissata da mia moglie per l&#8217;alzataccia. Durante il viaggio aereo il mal di testa (da bibita) arrivava puntuale ma per chi ha vinto dopotutto sono solo piccoli <strong>inconvenienti </strong>di percorso. (Sondaggio: meglio le tasche piene con le bibite da smaltire o una perfetta forma fisica e portafoglio vuoto? Solo uno propenderebbe per la seconda risposta: il fegato.)</p>
<p>Insomma, l&#8217;ultima serata può dare soddisfazioni perchè non è importante il risultato, quello che conta è resistere finanziariamente fino alla fine del soggiorno. Questo però è probabilmente vero se si considera il viaggio come puro svago che magari riserva qualche soddisfazione pokeristica. Ma volevo catalogare questo viaggio come uno step importante nell&#8217;ottica di potersi difendere giocando a cash. E a Las Vegas.<br />
Al &#8220;<em>Vai a giocare anche questa sera?</em>&#8221; di Rita, rispondevo con un tranquillizzante &#8220;<em>Si, ma solo per pochissimo tempo. Faccio presto. O c&#8217;è la mia partita o torno a casa</em>&#8220;.<br />
Traduzione: &#8220;<em>vado a giocare in qualsiasi gioco in cui sia prevista la distribuzione di un mazzo di 52 carte e di tornare presto non mi passa nemmeno lontanamente per la testa</em>&#8220;.</p>
<p>Per un giocatore coniugato o che comunque ha un/una <strong>partner </strong>ed è a Las Vegas uno dei problemi che vanno risolti velocemente è quello del rapido ripristino delle attività psico-fisiche mattutine. Ciò significa che si torna spesso tardi e la mattina non si può stare a poltrire a letto. Pena la serena convivenza. Quindi, a letto alle 3 o alle 4 d mattina e sonno ristoratore &#8220;dimezzato&#8221; (SRD2): il SRD2 è un fondamentale fenomeno per il quale per rigenerarsi bastano la metà delle ore di sonno che si impiegano normalmente. Se di solito dormite 8 ore, <strong>qui ne bastano 4</strong>. O meglio, DEVONO bastarne 4.</p>
<p>Così parto alla volta del solito Bellagio dove ormai al mio avvicinarsi al banchetto N.2 il floorman mi dice: &#8220;<em>there&#8217;s an open seat at the Omaha 8 or better table</em>&#8220;.<br />
Nulla da segnalare qui, la stanchezza prendeva il sopravvento e, forse, la consapevolezza che nelle sedute precedenti mi ero difeso assai bene. Un attivo di soli $200 mi rendeva già soddisfatto dopo una sessione giocata in maniera così tight che se un conoscente mi vedeva avrebbe pensato fossi stato un sosia. (In un piatto kill in cui avevano fatto incredibilmente call tutti quanti, da BB foldavo per soli $10&#8212;-pot odds stratosferiche).</p>
<p>Le considerazioni finali di questo tipo di partita (Omaha hl e stud high) sono molte:</p>
<ul>
<li>Tutti sanno giocare più o meno bene e bisogna capire al volo chi è il più skilled.</li>
<li>Fondamentale è sfruttare i momenti di tilt degli avversari (li avevano tutti, nessuno escluso).</li>
<li>Importante è concentrarsi non parlando con nessuno e capire che immagine si sta dando al tavolo. Su questa costruire la propria strategia.</li>
<li>E&#8217; basilare saper foldare ma è altrettanto basilare che gli altri sappiano foldare. Qui (cioè a LV) lo fanno.</li>
<li>E&#8217; importante smascherare i bluff: a certi livelli nei giochi limit, se si smaschera un bluff poi non ci riprovano tanto spesso.</li>
</ul>
<p>Dare l&#8217;immagine di giocatore che sa foldare, non è loose, non è smodatamente aggressivo e sa beccare i bluff altrui è essenziale. In tal modo, quando si fa raise o si punta si ottiene il rispetto degli avversari.<br />
Altrettanto importante è non dare l&#8217;idea che si è timidi. Giocare tight è ok, ma non deve essere sinonimo di timidezza; inoltre mai giocare &#8220;money scared&#8221;. Meglio giocare con forza per un&#8217;ora, magari rischiando di perdere un bankroll esiguo che giochicchiare timidamente con la paura di perdere e non giocare più per quella sera. A mio parere, questo è validissimo anche per i tornei.</p>
<p><strong>Las Vegas: città triste se non si hanno soldi?</strong></p>
<p>E&#8217; un topic che mi torna in mente molte volte. Ok la città è bella, fantastica, offre tutto e di più (basta leggere i blog di Tony G), non basta una vita per frequentare tutti i ristoranti/locali che ci sono (calcolo vero fatto dal Las Vegas Journal), ma senza soldi come la mettiamo?</p>
<p>Bisogna fare un distinguo. Senza soldi non si può giocare a poker (ma, un attimo..vd poi) e manco pernottare (o pagare le bollette). Però ci sono una miriade di opportunità per mangiare a<strong> pochissimo prezzo</strong> o, addirittura gratis.<br />
E&#8217; mio intendimento fare in futuro una sorta di &#8220;surviving trip&#8221;: vedere se si riesce a &#8220;sopravvivere&#8221; sfruttando le varie opportunità offerte dalla Sin City. Intanto alcune note.</p>
<p><strong>Trasporti</strong>: Ci sono numerosi sistemi completamenti gratuiti (i vari Shuttle, i collegamenti sopraelevati Mandalay bay-Luxor-Excalibur e il Mirage-Treasure Island oltre ad altri minori). Si riescono ad avere biglietti gratuiti per la Monorail tramite coupon rinvenibili in alcune riviste distribuite gratuitamente.</p>
<p><strong>Cibo</strong>: a parte i numerosi fast food a prezzo irrisorio (nemici cmq di stomaco, fegato, assetto lipidico e&#8230;alito), sempre tramite i soliti coupon delle riviste si può assaggiare un <strong>hot dog e bibita gratuiti </strong>oppure un caffè e un donut gratuiti (il donut è una ciambella americana). &#8220;Free drink&#8221; o &#8220;free ice cream&#8221; sono un pò dovunque. Basta cercare.<br />
Con $6,99 si può andare al Buffet dei casinò di downtown (o al Terrible, non distantissimo dal casinò) e rimpizzarsi a dismisura (ho visto vegliardi far sparire dentro borse gigantesche tonnellate di pane e dolcetti&#8230;ma non si fa&#8230;)<br />
Poi ci sono i &#8220;<strong>comp</strong>&#8221; cioè tagliandi che danno diritto a pasti gratis; questi però sono ottenibili solamente dopo aver giocato un tot di tempo (registrandosi tramite tessera, gratuita).</p>
<p><strong>Alloggiamento</strong>. Qui si riesce a dormire gratis solamente tramite i suddetti &#8220;comp&#8221;. Ci sono dei motel a prezzo ridicolo (tipo $29 a notte) ma li sconsiglio (con poco più si dorme al più accogliente Sahara). E&#8217; ovvio che con i comp di un comune pokerista difficilmente si riesce a dormire in una suite del Wynn&#8230;.</p>
<p><strong>Gioco</strong>. &#8220;Free slot play&#8221; ne ho immagazzinati un pacco. Si può giocare perfettamente gratis alle slot sperando di essere fortunati (alcuni richiedono l&#8217;iscrizione tramite una tessera, cmq gratuita). E&#8217; un freeroll, perchè non provare? I tagliandini sono reperibili ovunque, basta cercare.</p>
<p><strong>Poker</strong>: ci sono dei tornei freeroll (ok il primo premio non è 1 milione di dollari) nei casinò minori. Sono distanti dallo Strip ma c&#8217;è sempre lo Shuttle gratuito.<br />
Ne ho registrato uno al Sam&#8217;s Town (ovviamente un NL hold&#8217;em) con primo premio di $100 (il secondo e il terzo vincono una maglietta). Problemacci in caso di split a 3: $33 a testa, ok; ma 1,33 di manica a testa sono difficili da gestire. Sono organizzati ad orari improponibili (tipo le 8 di mattina), mega turbo, affollatissimi ma perchè non provare?</p>
<p>Poi c&#8217;è un sistema quasi italico ma legittimissimo e simpatico: s<strong>i va a vedere un torneo qualsiasi</strong>, ci si apposta dietro (discretamente) ad un giocatore che sta andando a gonfie vele. Nei break si cerca di scambiare una parola con lui (i fumatori qui sono avvantaggiatissimi), si prova a empatizzare. Si butta lì un &#8220;<em>se vinci magari poi mi allunghi un $100&#8230;</em>&#8220;. Non mi crederete, ma il problema non è che il torneista beneficiante ci cataloghi come viscidi approfittatori ma è che dopo il suo benestare le carte, malefiche, girano da tutt&#8217;altra parte. Un suo &#8220;player out, out of the money&#8221; è per noi un ordine hitleriano di <strong>sparire dalla sua vista </strong>alla velocità della luce. E di cambiare frequentazione casinonesca di almeno 7 miglia.</p>
<p><strong>Souvenir gratuiti</strong> (poco utili per il surviving immediato). A casa (e distribuiti agli amici e parenti) ho:<br />
Tazze (per es. Il Riviera ne dava sempre una in omaggio, non so ora), magliette, borselli, chips, asciugamani, portachiavi, cappellini, ciabatte da piscina, palloni da spiaggia, abbronzanti, creme, accendini, borse termiche, ventilatorini, mazzi di carte, orologi (funzionamento cinese quindi più utili come arma impropria), cinture, perfino una tuta ginnica.<br />
Nell&#8217;immediato nulla di contingente, ma &#8221; a caval donato&#8221;&#8230;</p>
<p>A tal proposito un <strong>aneddoto</strong>: anni fa ho giocato un torneo NL da $325 al Binion&#8217;s Horseshoe (si tenevano ancora le WSOP). Rimaniamo in 19 e pagavano i primi 18. In una mano ho A-Q e vado all-in contro un tipo che aveva 6-6 (e che aveva, ovviamente, più gettoni di me anche se di poco). Il flop è Q-7-5. Turn 9, river 8. Al mio &#8220;player out&#8221; si alza un odioso &#8220;Yeahh&#8221; generale con stupidi (dico io) battimani. Il floorman si avvicina e mi consegna un portachiavi di gomma morbida come &#8220;consolazione&#8221;.</p>
<p>Prendo il portachiavi come un sanitario prenderebbe una siringa infetta e con gesto alla Michael Jordan lo infilo nel cestino dei rifiuti. Poi ci ripenso e improvvidamente vado a riprenderlo fedele alla frase &#8220;<em>What happens in Vegas stay (and &#8220;take the stuff&#8221;, nel mio caso) in Vegas</em>&#8220;.</p>
<p>Ciaooooooooo</p>
<p>Trevix</p>
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		<title>TonyG a Nova Gorica</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eravamo rimasti a Las Vegas, e la fortunata trasferta ottobrina. A Novembre ho fatto rotta sul Portogallo, Vilamoura, regione Algarve. Come sia andato il mio torneo e la mia trasferta lo trovate nel numero di Dicembre di Poker Sportivo, non vi rovinerò il piacere di raccontarvi in anteprima il finale. E a Dicembre (6-7-8 dicembre) torneo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/tony-g-nova.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13035" title="tony g nova" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/tony-g-nova-290x193.jpg" alt="" width="290" height="193" /></a>Eravamo rimasti a <strong>Las Vegas</strong>, e la fortunata trasferta ottobrina. A Novembre ho fatto rotta sul Portogallo, Vilamoura, regione Algarve. Come sia andato il mio torneo e la mia trasferta lo trovate nel numero di Dicembre di<strong> Poker Sportivo</strong>, non vi rovinerò il piacere di raccontarvi in anteprima il finale. E a Dicembre (6-7-8 dicembre)<strong> torneo al Park</strong>, a Nova Gorica, organizzato da Betbest.it. Il torneo e’ un 700+70 Texas No Limit, con day 1a e 1b e tavolo finale al day2.<span id="more-13036"></span></p>
<p>La prima moneta e’ 11.550, quindi sono ben intenzionato e <strong>concentrato</strong>. I giocatori sono quasi tutti ragazzi toscani qualificati on line, un paio mi paiono forti, il resto regolari, non sprecano nulla, ma sono forse un po’ automatici e perciò forse leggibili.</p>
<p>Decido di prendere pochi rischi, aggredire forte ma stando pronti a ritirarsi. E giocare molto <strong>“small ball”</strong>. La cosa, con giocatori che comunque rispettano e non si lanciano ad occhi chiusi, può riuscire. E infatti mi riesce. Tutto il torneo sono <strong>sopra average </strong>e viaggio sempre un 20-30 per cento sopra l’average. Uso lo stack per dare forza, ma rischi quasi zero. Al tavolo ho anche la fortuna di non avere iperaggressivi.</p>
<p>Restiamo in due tavoli e sono ben messo in chips. Ma quando restiamo in 12<strong> non esce più nessuno</strong>! La bolla e’ a 9 giocatori, ma nessuno si muove e gli short non escono. E così i blind salgono, io sbaglio un paio di raise sui quali vengo reraisato o mi mandano all in, decido di non vedere, ma il mio stack si assottiglia e con l’aumentare dei blind mi trovo automaticamente short. Cosi’ da 100.000 chips e <strong>dominatore </strong>al mio tavolo con 80 big blind mi ritrovo a 40.000 e 7 big blind nello spazio di un paio di ore.</p>
<p>Siamo in 10, i blind sono 3000/6000 e sono utg+2. Trovo K-10 e vado all in. Vengo chiamato da un giocatore che mostra Q-Q. Un K al flop mi salva, e mi consegna al giorno successivo e al tavolo finale.</p>
<p>Al tavolo finale mando un altro giocatore al posto mio.<br />
Tanto prudente e accorto il giorno precedente, cos<strong>ì risoluto e iper aggressivo il secondo</strong>. Al tavolo siamo 4 “vecchi” di Nova Gorica e 5 ragazzi provenienti dalle qualificazioni. Probabile che questi ultimi “sentano” il valore del montepremi, provo ad approfittare di un’eventuale loro “prudenza”. In breve<strong> ritorno chip leader </strong>e da lì all’heads up finale sono in pieno controllo. Alla fine restiamo in tre, io e due ragazzi toscani. Aspetto che i due si scontrino tra loro, visto che sono in vantaggio di chips. Non fanno a tempo ad accorgersi che ho tirato il freno a mano che le loro chips sono<strong> in mezzo al piatto</strong>. Il giocatore che fa un call di dubbia qualità all’all in dell’avversario e che al flop è sotto vince il piatto e siamo così all’heads up finale.</p>
<p>Il montepremi prevede 11.500 per il primo e 6500 per il secondo. Come stack siamo quasi pari. Propongo all’avversario di giocare per 9500 per il primo e 8600 per il secondo. Ricevuto l’ok dell’avversario, proseguiamo. Valuto l’avversario in sofferenza, quasi <strong>impaziente </strong>di concludere. La sensazione è giusta. Infatti in breve chiama un all in dove sono nettamente avanti al flop: le carte reggono e concludo con il primo premio e la targa da portare a casa.</p>
<p>Sono contento per come ho giocato. Faccio l’analisi del torneo e i numeri che mi soddisfano sono i seguenti: fino a quando non siamo rimasti in 10 sono andato allo show down solo una volta e in netto vantaggio (80/20). Praticamente non ho mostrato le mie mani a nessuno, prendendo il piatto in preflop, al flop o al massimo al turn. Questo significa buone letture e buon feeling nel “pesare” gli avversari.</p>
<p>Mani fortunate: una.<strong> Quella sulla bolla</strong> e sopra descritta.<br />
Tavolo finale: ho eliminato 4 giocatori, andando in show down essendo sempre al 75/80 per cento e sempre con avversari più short. Insomma al di la del risultato, torno a casa soddisfatto. Sono in periodo positivo, dove riesco ad esprimere le mie capacità al meglio. Vediamo il futuro cosa ci riserva</p>
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		<title>Marco Trevix a Las Vegas – Quarta Parte</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vacanza, di relax e pokeristica, continua, non smettendo però di pensare ai $1590 immolati per inseguire&#8230;boh&#8230;..chissà..traguardi a me ancora preclusi. In ogni caso, meglio aver giocato 8-9 ore con giocatori piuttosto in gamba, cercando di captare i miei errori e sopratutto le strategie sensate degli avversari, che stare lì a recriminare per un coin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/binions-las-vegas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12996" title="binions-las-vegas" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/binions-las-vegas-280x210.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a>La vacanza, di <strong>relax </strong>e <strong>pokeristica</strong>, continua, non smettendo però di pensare ai $1590 immolati per inseguire&#8230;boh&#8230;..chissà..traguardi a me ancora <strong>preclusi</strong>. In ogni caso, meglio aver giocato 8-9 ore con giocatori piuttosto in gamba, cercando di captare i miei <strong>errori </strong>e sopratutto le strategie sensate degli avversari, che stare lì a recriminare per un <strong>coin flip </strong>non riuscito in tornei dal prestigio, forse, inferiore. Chi butta soldi nelle <strong>WSOP </strong>(l&#8217;illuso trevix) deve tendere a migliorare giorno per giorno e non sperare semplicemente in una infinita serie di carte positive.<span id="more-12995"></span></p>
<p>Il sole, come dicevo, è una <strong>costante </strong>a las vegas anche fuori stagione e sprona l&#8217;umore in senso positivo. Durante le ore più calde la temperatura arriva anche a 22° e la cosa non può altro che farci piacere; perfino la bella piscina del complesso in cui ho l&#8217;appartamento è ancora aperta anche se l&#8217;idea di fare una nuotata non ci sfiora nemmeno. Le giornate scorrono fra le solite incombenze legate ad una casa che, per ora, viene abitata solo per pochi giorni l&#8217;anno (sigh) ma che si spera diventerà l&#8217;abitazione principale.</p>
<p>Il sistema d<strong>i riscaldamento/climatizzazione </strong>è comandato da un unico sistema che &#8220;soffia&#8221; aria fresca o calda e che presenta un vantaggio e uno svantaggio facilmente intuibile: d&#8217;estate l&#8217;aria si rinfresca velocemente e d&#8217;inverno si riscalda in un lampo ma al prezzo di un rumore non propriamente impercettibile. Così di notte mettiamo il termostato ben al di sotto dei 72 F consigliati, in modo che non si accenda di notte.</p>
<p>Incredibilmente, l&#8217;atmosfera generale è di <strong>assoluto silenzio</strong> e questa non nego è stata una sorpresa: i &#8220;muri&#8221; delle case americane (nessuna esclusa, sono tutte così, anche quelle da milioni di dollari) sono fabbricati con pannelli &#8220;<strong>Tyvek</strong>&#8220;, una sorta di cartongesso permeabilissimo ai rumori. Fortuna vuole che in zona abiti gente che di notte va a letto presto e di giorno si alza altrettanto presto.</p>
<p>Gli unici scossoni che perturbano il sonno di un pokerista indemoniato sono i rumoracci del camion immondizia, proprio di fronte alla nostra casa, e lo &#8220;scroscio&#8221; metallico dei portoni elettrici dei <strong>garage</strong>. Per il resto sembra di vivere in pieno deserto. Un avvertimento che devo sempre tenere presente è quello di stare alla larga dal sensibilissimo telecomando del mio garage perché rischierei di riaprirlo dopo essere uscito con la macchina. I garage americani sono connessi all&#8217;appartamento internamente e lasciare aperto il portone del garage non è il massimo.</p>
<p>Checko la mia posta nella sala apposita e nonostante l&#8217;abbia svuotata appena arrivato, è già colma di depliant pubblicitari vari e di inviti, lol, a partecipare a riunioni di tipo religioso. A tutt&#8217;oggi registro cartoncini con inviti a partecipare a &#8220;convegni&#8221; spiritual-gastronomici della <strong>Chiesa Luterana, Evangelica, dei Mormoni, Apostolica</strong>. Mia moglie sorride ma entrambi decidiamo che la nostra Cattolica vada più che bene. Abbiamo un rispetto stratosferico per i Mormoni che hanno colonizzato per primi las vegas ma almeno per questo topic ci teniamo fedeli alla Chiesa Romana.</p>
<p>Dobbiamo pagare la &#8220;<strong>Property Tax</strong>&#8221; (la nostra ICI) e ci dirigiamo verso il &#8220;Treasure Department&#8221; a Downtown. L&#8217;ICI USA è piuttosto cara e questo va tenuto conto per eventuali investimenti; allo sportello una gentilissima impiegata di colore ci fa compilare un assegno con l&#8217;importo dovuto (la tassa è divisa in tre rate annuali). Contenti come pasque (lol, chi l&#8217;avrebbe mai detto..pagare una tassa ed essere felici&#8230;) usciamo non dimenticando di lasciare come souvenir anche i miei occhiali da sole (mai più ritrovati)&#8230;sostituiti con malcelato disappunto con un paio di <strong>Ray-Ban</strong> acquistati all&#8217;Outlet di fronte al Wynn (che bello, comperare negli US un paio di occhiali con la dicitura CE! Sigh!). Almeno ho risparmiato per il cambio euro/dollaro&#8230;</p>
<p>Un altro aspetto curioso, durante i nostri shopping oltraggiosi, è la risposta con cui ci apostrofano i commessi alla Cassa: &#8220;<em>Are you from Italy? And why you buy this stuff here?</em>&#8221; Lol. L&#8217;Italia per gli americani, giustamente, è la N.1 per l&#8217;abbigliamento, ma vai a dirglielo che un paio di Adidas &#8220;serie&#8221; qua costano intorno ai 100 euro&#8230;(Ho visto completi di <strong>Dolce e Gabbana</strong> anche a $450&#8230;.qui forse si riesce ad avere la camicia e la cravatta&#8230;).</p>
<p>Tornando dall&#8217;Ufficio &#8220;ICI&#8221;, facciamo un giretto a downtown. Downtown è la parte più &#8220;storica&#8221; di LV e non ci si stanca mai di tornare nel mitico <strong>Binions </strong>(ex Binion&#8217; Horseshoe); ultimamente le frequentazioni non sono delle migliori visto che downtown è a ridosso della malfamata zona d<strong>i North Las Vegas.</strong> Il parcheggio non è così immediato come nei casinò dello Strip, alla fine optiamo per il parcheggio del Fitzgerald.</p>
<p>Raggiungiamo il Binions dove i proprietari hanno effettuato un sano riammodernamento; vicino ad una delle uscite ci sono due tavoli di black jack e come dealer hanno piazzato delle ragazze prosperose in stile <strong>Cowboy</strong>. Cappello nero, guepiere nera, calze a rete nere, sguardo molto simile ad una <strong>entreneuse</strong>, trucco pesante che un chilo di ferro risulta leggero al confronto. La loro capo, parruccone biondo improbabile, sembra uscita da un nostro casino (senza accento finale) degli anni 30: le osserva con fare truce. Entrando nel casinò, poi ne vediamo altre disposte su altri tavoli. Pare che tutto questo sia dovuto al fatto che in città si stanno svolgendo le finali di <strong>Rodeo</strong>. Certo che i maquillage delle cowgirls erano più consoni alla Convention dell&#8217;Hard che si tiene regolarmente qui ogni anno&#8230;</p>
<p>Ovviamente, è obbligatorio un salto alla poker room, totalmente rifatta ed incastonata in uno spazio alla sx di quella storica. Due tavoli aperti, giocatori più vicini ai 90 anni che ai 70; il floorman, visto il nostro (mio) indugiare, ci chiede se vogliamo giocare a limit hold&#8217;em $2-$4 o a no limit $1-$2. Decliniamo sorridenti (mia moglie molto veloce, non si sa mai cosa passa in testa ad un giocatore&#8230;) e cerchiamo la mitica Hall of Fame, cioè la galleria fotografica dei giocatori che hanno fatto la storia del poker. Non la troviamo, ma incrociamo la serie di fotografie dei vincitori dei Main Event WSOP: impossibile non ammirare ancora una volta la foto di Stu Ungar.<br />
Ci portiamo, vista l&#8217;ora, verso l&#8217;ex snack bar che ci sta a cuore; anche questo rifatto, reso più moderno e per questo ai nostri occhi diventa più &#8220;normale&#8221;, meno invitante, meno originale&#8230;</p>
<p>Ordino una zuppa del giorno ed un classico &#8220;burger&#8221;. Mi portano una zuppa di fagioli con pezzi del diametro di 3-4 cm di prosciutto grassoccio: roba da cowboys, roba per gente dallo stomaco forte (come la Jerky Beef, pezzi di carne essiccata che però non ho mai assaggiato non sentendone tuittavia la mancanza). In realtà è buonissima anche se il livello del colesterolo LDL (quello cattivo) avrà subito un&#8217;impennata stellare.<br />
Timbriamo il biglietto del parcheggio per non pagare (rischiando l&#8217;amputazione di tutte e 5 le dita) e usciamo da Downtown.<br />
Ci dirigiamo verso la<strong> Main Street </strong>dove c&#8217;è il <strong>Gamblers Shop</strong> (paradiso dei giocatori). Vi sono molti libri che non ho (e ne ho davvero tantissimi), scelgo l&#8217;introvabile on-line &#8220;Deal me&#8221; che raccoglie le storie di 20 fra i più famosi professionisti di poker. Un libro che consiglio a più non posso. Non troverete tecniche o strategie, troverete le storie di chi ha fatto del poker la propria professione e senza scorciatoie (sottolineo senza scorciatoie).</p>
<p>Decidiamo di fare un giretto nelle zone meno conosciute di las vegas, la parte north east, quella dove avevo intenzione di acquistare un altro appartamento. Purtroppo questa (Lake Mead East Blvd) è un&#8217;area frequentata da poveracci, gente che<strong> cammina per strada </strong>con il classico carrello della spesa o che ai semafori chiede, peraltro educatamente e sommessamente, un dollaro. I negozi qui non sono i classici mega store americani ma piccoli locali gestiti perloppiù da ispanici; la strada è un brulichio di persone che vanno e vengono dalle loro abitazioni molto modeste. La casa che volevo comperare è <strong>a ridosso delle montagne </strong>che aprono al Lake Mead Park (stupendo) ed è carina ma la zona, come detto, non convince. In linea generale, nelle città americane (grosse metropoli escluse) più gente circola a piedi per le strade e minore è il livello economico dell&#8217;area. Non a caso, nelle areee lussuose di <strong>Summerlin </strong>(la zona più &#8220;ricca&#8221; di LV) al massimo si vede passeggiare un joggista o una persona che porta a spasso il cane.<br />
Sono cose risapute, ma vedere queste zone porta un tremendo senso di tristezza, particolarmente in questo periodo di crisi.</p>
<p>Un&#8217;altra zona simile è l&#8217;area attigua a<strong> Rancho Drive</strong>, la via dove è sorto il primissimo hotel-casinò di las vegas (contrariamente a quanto sostengono alcuni che credono che il primo hotel-casinò costruito sia il Flamingo).<br />
Un altro appunto che vorrei fare è che fare benzina di notte in aree &#8220;sconosciute&#8221; non è consigliabile. I report della polizia (ottenibili on-line o su apposite riviste che mi vengono recapitate per posta) parlano di frequenti &#8220;assault&#8221; o &#8220;robbery&#8221; in aree attigue ai distributori di benzina (a proposito, <strong>quasi 4 litri di benzina a $2,62</strong>&#8230;..fare i confronti con l&#8217;Italia è obbligatorio&#8230;sigh)</p>
<p>La sera riaffora il &#8220;problema&#8221; pokeristico di dove andare, cosa giocare e soprattutto perchè giocare.<br />
Non è un weekend (presumibilmente meno polli), è crisi, non voglio giocare a no limit texas (il 95% dei giochi offerti a lv è NL).<br />
Ok, ma voglio o no testare le mie <strong>skills</strong>? Sono stati due fuochi di paglia le mie vittorie precedenti a stud e omaha hl? O, peggio, ho solo avuto culo?<br />
In Italia le strade portano tutte a Roma, a Las Vegas per un pokerista le strade portano tutte al <strong>Bellagio</strong>. La strada è facile, è quel casinò con quel cacchio di lago davanti e quel casinò dove si fa una fatica boia ad entrare (da Nord) perché c&#8217;è la fila di macchine che ammira il gioco d&#8217;acqua delle fontane. Non bastasse, il &#8220;verde&#8221; capita quando è verde pure per i pedoni che in quel punto raggiunge la densità più alta di tutta la città.<br />
Uhm dove parcheggiare? Al 2° piano è impossibile anche di lunedì, al 3° mai stato, al 4° ha portato bene. La cabala è cabala. Vabbè, bando alle superstizioni, vado al 3° piano.</p>
<p>Entro e noto il casinò dannatamente vuoto (in realtà è una specie di sollievo, visto che d&#8217;estate è stra full di turisti). Raggiungo la zona della poker room in un millisecondo e prima di vedere che partite ci sono, pisciatina d&#8217;obbligo fra un mucchio di persone che sta aspettando di andare a vedere &#8220;O&#8221;, lo spettacolo de<strong>l Cirque du Soleil</strong>, di cui è proprietario quel mona di Guy Lalibertè che ha perso milioni di $$$ ai tavoli da poker.<br />
Minzione <strong>nello stesso pisciatoio di sempre </strong>(mai cambiare se le cose vanno bene!). Il campione è limitato (due sedute) ma se si vince mai cambiare cesso.</p>
<p>Raggiungo il floorman di centro (quello degli stack medi) e questo è già un piccolo risultato. &#8220;Limit games?&#8221; Chiedo. $30-$60 limit hold&#8217;em, $30-$60 with a kill omaha hl, mix game $200-$400. Lo stoppo. So che andrà a parare su limiti improponibili. Omaha hl, dico. &#8220;<em>You&#8217;re second on the list</em>&#8220;. &#8220;Ok. MT, my name&#8221;. <strong>MT </strong>è il mio nick su ogni poker room americana. Il mio vero è di difficile estrapolazione perfino per un professore dell&#8217;Accademia dei Lincei. Potrei dire &#8220;Trevix&#8221; ma qui scriverebbero &#8220;<strong>Travis</strong>&#8221; che esiste e mi starebbe sulle balle.</p>
<p>Nell&#8217;attesa vado nel bar attiguo e mi pappo una <strong>Bud Light </strong>a $6. Pago gli esatti $6 e il barman mi guarda disgustato dicendomi &#8220;Thanks a lot, man!&#8221;. Traduzione: <em>&#8220;Coglionazzo, ti sei dimenticato di spararmi una mancia, deficiente con il codino</em>&#8220;. Sorvolo e mi allontano verso il vicino night-club (discoteca). A LV i &#8220;night club&#8221; sono discoteche, i &#8220;gentlemen club&#8221; sono&#8230;&#8230;esatto. Esempi di night club (mai stato) sono il <strong>Pure</strong>, il Tao, etc. Esempi di gentlemen club (super mai stato sennò avrei sperimentato il Trauma Center del Sunrise Hospital) sono il Treasure, il Sapphire (famoso perchè sponsorizzato al Rio da girls in bikini durante le WSOP), l&#8217;O.G. (Olympic Garden, frequentato da Stu Ungar), lo storico Cheetah. Vi chiederete: e perchè ***us trevix conosce così bene i nomi dei gentlemen club? Risposta: perchè sulla strada che mi porta a casa, la I-15, le insegne campeggiano luminose ai lati. Le insegne sono accompagnate da biondine accattivanti e così&#8230;sigh&#8230;.</p>
<p>Finalmente mi chiamano. O meglio, vedo che un tipo abbandona il posto per recarsi ad un tavolo appena aperto di un mix game $50-$100. Il mix game è una partita che mi piace e molto ma vedo giochi che non conosco tipo il Baducey&#8230;.(mix fra badugi e 2-7lowball). Tralascio e<strong> mi siedo cambiando i soliti $1500</strong>.<br />
Facce solite, quello che mi preme è cercare di capire cosa voglio giocare. Adattarsi al tavolo, ok, ma devo pur avere una pre-strategia.<br />
Avere una pre-strategia a mio parere è molto importante: non bisogna giocare le carte, bisogna giocare sulla propria immagine. E&#8217; una partita di omaha high low LIMIT, e a limit gli americani sono i numero 1.<br />
E&#8217; praticamente un $40-$80 (è un 30-60 ma con il frequentissimo kill dventa 40-80) e cioè un limite non propriamente basso.<br />
Insomma, giocherò molto accorto o giocherò come fanno on-line, cioè con una strategia piuttosto moderate tight-aggressive?</p>
<p>Giocare tight qua non porta da nessuna parte, giocare loose manda sul lastrico. Essere moderatamente aggressivi è altamente consigliato. <strong>Dovrò per forza fare un mix dei due</strong>.<br />
Purtroppo al tavolo ci sono ben 3 asiatici e, come sapete, ritengo gli asiatici americani (su tavoli medio e alti) molto molto pericolosi. Per fortuna uno gioca in modo abbastanza prevedibile (mai dire prevedibile se non sai il loro running di cards a lungo termine), uno è in sit out e un altro, alla mia sx (sigh) è estremamente aggressivo e munito di montagne di gettoni.<br />
<strong> Foldo spesso</strong>, e questo mi consente di vedere le mani che giocano fino alla fine (se si arriva allo showdown). Foldando si perdono &#8220;solo&#8221; 50 dollari a giro (BB $30 + SB $20) e presto mi accorgo che sto giocando &#8220;troppo&#8221; tight. Sfrutto finalmente la mia immagine di<strong> iper tight</strong> (una vera novità per chi mi conosce) e sparo un reraise su un giocatore che mi pareva in stealing preflop. La mia mano è un non entusiasmante 7-6-5-4 double suited. Il tipo fa call con smorfia.<br />
Il flop è A-A-J (ho il nulla cosmico) su cui sparo una bella puntata ottenendo il fold dell&#8217;oppo.<br />
<strong> Manco l&#8217;asso aveva &#8216;sto lazzarone&#8230;..</strong></p>
<p>Con fiducia continuo a giocare ma esagero nei call preflop (cioè giocando passivamente, a &#8220;pescare&#8221;) e mi ritrovo a -500$.<br />
Piano piano riacquisto un pò di fiducia, grazie soprattutto al fatto di vedere carte decenti. Poi, un piatto gigante mi fa volare in alto e da lì continuo a vincere fino a che dichiaro che la mia partita è finita.<br />
Il piatto gigante l&#8217;ho vinto con un K-4-2-3 su un board di K-4-7-4-Q. E&#8217; una mano marginale (ma non orribile) che ha fatto andare in tilt un A-K-2 suited e un altro che aveva A-A e low draw.<br />
I punti chiave di questa giocata vanno visti all&#8217;inverso. E cioè: se avevo una delle mani suddette perdenti mi sarei difeso? Poi, <strong>ho ottenuto il massimo rischiando il meno possibile? </strong>Cioè, se un avversario aveva K-K o 7-7 avrei potuto limitare le perdite?<br />
Notare (entro nei dettagli del gioco) che se il turn fosse stata una carta low diversa dall&#8217;asso avrei dovuto slowdownare di brutto e forse foldare.<br />
Ne sarei stato capace? (SI= trevix sei sulla buona strada NO= trevix sei mangime per i vegasiani)</p>
<p>Il poker è un gioco di <strong>piccoli margini</strong>, particolarmente qui, e le cose vanno sempre viste dalla parte opposta e cioè se le cose fossero andate male. Attribuire alla propria bravura una vincita senza valutare attentamente i pro e i contro è altamente controproducente e per ogni mano vanno visti gli eventuali errori altrui in modo da non commetterne in futuro. In effetti, mani simili al contrario ne avevo foldate parecchie (con ragione) e questo ha contribuito all&#8217; &#8220;ottimismo&#8221;.<br />
Naturalmente, non trovarsi K-K o 7-7 è stato un caso fortunato ma le carte dovranno pur uscire&#8230;<br />
E così mi torna in mente il mio fold di 6-6-A-2 su un board di 6-J-K-J (oppo aveva J-K) o il fold con una scala su un board accoppiato (oppo aveva full).<br />
I soldi non sono derivati dalla mano vinta con il full di 4 e K (che cmq ha aiutato ) ma dai fold precedenti.<br />
Aggiungo inoltre che a LV<strong> la gente sa foldare </strong>(e io pure!) e per me questa è una notizia fantastica (se la gente non folda il poker è uno showdown poker&#8230;con i pro e i contro annessi e connessi)&#8230;</p>
<p>To be continued (meno male che era una &#8220;sintesi&#8221;&#8230;..)</p>
<p>Ciaooo</p>
<p>Trevix</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marco Trevix a Las Vegas – Terza Parte</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mattina successiva (anzi il proseguio della mattinata ai tavoli) resta il non facile problema di convincere la moglie alla mia partecipazione al torneo di omaha da $1500. Da un pò di tempo ho detto stop ai tornei per una serie di ragioni (in primis la convinzione che un giocatore con ambizioni vincenti deve giocare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/bellagio-fontane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12954" title="bellagio fontane" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/bellagio-fontane-290x194.jpg" alt="" width="290" height="194" /></a>La mattina successiva (anzi il proseguio della mattinata ai tavoli) resta il non facile problema di<strong> convincere la moglie</strong> alla mia partecipazione al torneo di <strong>omaha </strong>da $1500. Da un pò di tempo ho detto stop ai tornei per una serie di ragioni (in primis la convinzione che un giocatore con ambizioni vincenti deve giocare a cash) eccetto, ovvio, le <strong>WSOP </strong>(dove magari le chance di vittoria/piazzamento sono infinitamente inferiori ma il prestigio dei tornei è impagabile).<br />
La butto sul &#8220;<em>ho il buy-in pagato dal cash</em>&#8221; e un più promettente (e utopistico) <em>&#8220;se vinco ho il buy-in pagato per il $25.000 buy-in di Aprile con primo premio da paura</em>&#8220;. <span id="more-12953"></span></p>
<p>Dopotutto il tipo conosciuto la sera prima mi aveva detto che saremmo stati in una ottantina. Rispetto ai tornei di NL (dove i giocatori sono molto più numerosi ma il premio di buy-in di 25.000 pagato è lo stesso) le aspettative sono deisamente più rosee.</p>
<p>Riesco nell&#8217;intento con promesse di <strong>regalini </strong>vari (e Las Vegas riserva diverse opportunità su questo topic).<br />
Il torneo è a mezzogiorno. Sono le 9 di mattina. Bisogna fare tutto in fretta, non si sa mai perdessi il posto. Girovagata per LV, pranzo (snack) in un fast food molto apprezzato qui (<strong>In and Out Burgers</strong>) e via alla volta del Bellagio. L&#8217;iscrizione è su un lato diverso della poker room e il buy-in è di $1590.</p>
<p>Pago, deludo la cassiera non lasciando la mancia di $10 come ha fatto un altro giocatore (sicuramente un non professionista di LV) e mi dirigo verso la più bella poker room che abbia mai visto. Si tratta della <strong>Fontana Lounge</strong> dove sono stati allestiti i tavoli nel loro impeccabile colore beige chiaro. Sullo sfondo un&#8217;ampia vetrata che dà sul lago finto del Bellagio e sulla<strong> Torre Eiffel</strong> finta del Paris casino. Tutto finto ma l&#8217;emozione è vera. Esco dalla vetrata per godermi lo spettacolo dalla parte opposta da dove l&#8217;ho sempre visto. Rientro dando ad un floorman il cartoncino che attesta il buy-in pagato. I posti vengono assegnati con un minuzioso e complicatissimo sorteggio: il floorman in pratica mi dice &#8220;<em>Tu ti siedi qui</em>!&#8221;. Lol.</p>
<div id="attachment_12792" class="wp-caption alignright" style="width: 163px"><a href="http://www.italiapokerforum.com/blogs/bloggers/marco-trevix/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12792" title="logo_trevix" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/logo_trevix.gif" alt="logo_trevix" width="153" height="119" /></a><p class="wp-caption-text">Segui il Blog di Marco Trevix su ItaliaPokerForum</p></div>
<p>E&#8217; il tavolo 17, posto 7. Cominciano i soliti corsi e ricorsi storici sulla bontà o meno del numero 17 ma presto svaniscono alla chiamata dello s<strong>huffle up and deal</strong>. Sono solo tre i giocatori presenti al tavolo e con fare sornione penso che avremo un vantaggio a fregare i bui degli assenti che dovranno postare a vuoto. Azz, in tempi degni di Lewis, il tavolo si riempe in ogni ordine di posti eccetto uno, alla mia sx. Lo stack è di 10.000 e i bui iniziali sono di 25-50. Un&#8217;enormità di stack visto che è un gioco limit e con frequenti divisioni del piatto (e nessun ante da mettere).</p>
<p>Gioco un paio di mani, intanto sbircio il numero degli iscritti: 94 (poi alla fine saranno 128 ). Più o meno in linea con quanto preventivato dall&#8217;&#8221;amico&#8221; con moglie veneziana che fra l&#8217;altro siede al N. 9, due posti più a sx. Questi, anzichè l<strong>imitarsi a salutarmi </strong>se ne esce con un &#8220;Welcome and good luck!&#8221;. Mi tocco tutta la parte <strong>a sud dell&#8217;ombelico</strong>, in modo da non escludere zone anti-sfiga. Al N. 2 riconosco Barry Shulman, un giocatore molto noto perchè è uno dei fondatori di Card Player.</p>
<p>Tutti sembrano concentrati e poco sembra il dead money (eccetto il mio che brilla come l&#8217;acqua del lago del Bellagio). Vinco un piatto in <strong>scoop </strong>e navigo più o meno lì con lo stack per circa 3-4 livelli. In una mano rilancio preflop con A-3-4-5 e ottengo il call del big blind, un giocatore giovane (uno dei pochi) munito alle spalle di zaino antisommossa poliziesco. Il flop è 8-8-2. Il tipo fa check, io punto, lui rilancia e io controrilancio (un semibluff con il mio low draw molto potente). Lui fa call. So al 100% che minimo ha una mano tipo A-8, insomma che abbia una mano molto forte. Il turn è un J. Qui inizia un suo <strong>studio della carta</strong> e poi una lentissima valutazione della mia faccia per vedere la mia reazione. Interpreto questa mossa come un tentativo di prendermi in giro avendo i mega nuts e aspettando la sua decisione lenta gli dico &#8220;<em>Go on, this is not no limit!</em>&#8220;. Lui mi guarda e dice &#8220;What?&#8221; Rispondo &#8220;I was speaking on myself&#8221; che credo sia grammaticalmente una cazzata.</p>
<p>Lui finalmente punta e io call. Il river è un 5 (faccio il low draw nuts) e alla fine diviamo il piatto (lui aveva 8-2 per un full sul flop). Solo successivamente mi accorgo di aver pensato una scemata e cioè che il tipo volesse tentennare per farmi credere di essere debole; in realtà era semplicemente allo studio dell&#8217;uscita dell&#8217;overcard sul turn. Magari esageratamente lungo ma bonario (penso).</p>
<p>Il clima è, come in molti tornei americani, gioviale e molti giocatori parlano fra loro (io non capisco una mazza o quasi anche perché cerco di rimanere concentrato).<br />
Il torneo si svolge così senza sussulti fino a quando ho una serie di mani rush che mi portano a 24.000 di stack. Dietro di me scorgo<strong> Scotty Nguyen</strong>, uno dei più forti giocatori di omaha high low del mondo. Ha uno stack modesto e magari almeno mi resterà la soddisfazione di uscire dopo di lui (cosa che si verificherà).<br />
Da qui ecco partire <strong>trevix in versione Dario Minieri</strong>: non ovviamente per qualità di skills ma per le sue turbolenze allucinanti in termini di stack. Prima perdo con A-A double suited, poi con A-2-3 su un board di A-2-x-x-3. Sigh.<br />
Torno a 10.000 per poi riportarmi a 17.000 per poi ridiscendere a 9000. A 9000decido di giocare iper mega ultra stra tight e resto lì per un&#8217;ora.</p>
<p>Poi vedo che i giocatori cominciano ad uscire, ne sono rimasti circa una cinquantina. Purtroppo le mie mani di qualità soccombono e i limiti sono diventati elevati. Resto con 3000, poi con 2000, poi con 1200. Fine delle speranze. La bionda in bikini sullo schermo (che presumibilmente doveva augurare buona fortuna) era un <strong>bluff</strong>&#8230;del resto cosa aspettarsi a las vegas?</p>
<p><strong>Break</strong>. Fuori le fontane spruzzano getti altissimi con il sottofondo musicale di uno dei pezzi che preferisco. Si tratta di &#8220;Ecstasy of gold&#8221; del grande Morricone, tratto dal film &#8220;Il buono, il brutto e il cattivo&#8221;. Mitico.<br />
Non si sa mai che mi porti&#8230;&#8230;oro&#8230;..<img title="Asd" src="http://www.italiapokerforum.com/images/smilies/asd.gif" border="0" alt="" /><br />
Torno, sono di big blind di 800 e non guardo le carte. Casomai foldassero tutti&#8230;..<br />
Fa raise e call anche una cameriera del Sahara che dista 4 km dal Bellagio. Sono talmente pot committed che manco guardo le carte, mi alzo e butto tutti i gettoni restanti nel piatto. Side pot. Il board è qualcosa tipo 4-7-J poi un 4. Spillo le mie carte e <strong>vedo un 4</strong>&#8230;WOW!<br />
Il river mette una possibile scala, un low, un possibile colore, un full. La classica carta bianca che speri, insomma&#8230;<img title="Gringo" src="http://www.italiapokerforum.com/images/smilies/gringo.gif" border="0" alt="" /><br />
Io ovvio, non chiudo full ma vedo che dichiarano tutti o doppie coppie o mani low. Giro il mio trips e prendo la parte alta del piatto. Mi porto a più di 3000. Il simpaticone con moglie veneziana mi dice &#8220;Almost triple up!&#8221;<strong>. Comincia a starmi sulle palle</strong>. Decisamente. Sai che soddisfazione! Tutti con stack grattacieleschi e io con la casupola in fango.<br />
Torna in mente Ecstasy of gold.</p>
<p>Piatto successivo: Ho una mano tipo 6-8-J-3 (orribile) e metto i soldi di un raise perchè c&#8217;è un altro piatto multiway (devo aggiungere 1200 perchè di SB). Il board vede K-4-10-7. Per dirla velocemente arrivo a dover mettere tutti i soldi con la mia bilaterale (vado per un 5 e un 9) e un progetto low inguardabile. Il river è un simpatico 9. L&#8217;oppo (il giovinastro con la casa sulle spalle) esclama &#8220;One pair&#8221;. Risposta di trevix fra sè e sè (censurata) &#8220;attaccatela al &#8230;&#8230;&#8221;. Risposta diplomatica: straight! Il tipo aveva giocato per me rilanciando a più non posso per giocare HU con me (lol).<br />
Mi riporto sopra i 10.000.<br />
<strong> Ecstasy of gold.</strong></p>
<p><strong></strong>Altri piatti qua e là e sono a 20.000.<br />
I blind cominciano a fare male e nonostante il mio gioco controllato tendo a ripiombare nel baratro. Anche nel limit solo due mani andate a male distruggono lo stack. 35 left.<br />
Ed ora la serie che da trevix non t&#8217;aspetti.<br />
Riesco a foldare, ricevendo l&#8217;ammirazione (o la presa per il culo) degli avversari questi spot:</p>
<ol>
<li> Ho K-4-4-6 e il board finale è 4-7-A-K-A - (oppo rilancia la mia bet sul river. Dopo un&#8217;ora e mezza foldo e oppo, con cui avevo stretto in precedenza una sorta di non belligeranza implicita, flasha A-7). Ok nice fold ma che sfiga&#8230;.</li>
<li>Ho 5-5-6-J giocato free dal big blind e il flop è 5-9-K. Rainbow.</li>
</ol>
<p>Punto e ricevo un raise dal giocatore più tight della storia del poker.<br />
Flasho ma oppo non mostra. L&#8217;asiatico mega-stra chipleader (ovvio, gli asiatici sono molto in gamba qui) mi dice &#8220;It&#8217;s sick!&#8221; Ma gli altri dicono &#8220;Nice fold&#8221;. Mah.</p>
<p>Arriva, inesorabile per tutti, <strong>la mano finale d&#8217;uscita</strong>. Solo uno nei tornei non viene gravato dall&#8217;infamia di perdere la mano finale.<br />
Ho la best hand preflop su un piatto a 3 giocatori, tutti shortstacked (ma uno ne ha più di me).</p>
<p>Io: A-K-Q-10<br />
Oppo 1: A-Q-4-5<br />
Barry Shulman: 2-3-4-5</p>
<p>Il board fino al turn è buono per me: 7-7-J-10 ma con due picche.<br />
Shulman ha 4-5 a picche e, naturalmente, come per magia astrale, un maledetto 6 di picche si materializza sul river.<br />
Ciao. Alzo le terga oramai quadrate dalla sedia vellutata (ma avrei preferito un pancaccio cosparso di chiodi pur di rimanere in gioco) e incredibilmente mi stringono la mano ben 5 giocatori dicendomi un classico &#8220;good game&#8221;.</p>
<p>Il tipo con coniuge veneziana, naturalmente ancora in gioco dopo due sculate da ergastolo, mi chiede se domani farò un torneo di Hold&#8217;em no limit. Non rispondo per non indurlo a cercare lumi dalla moglie sul significato di certe parole veneziane. &#8220;Bye&#8221; è il mio commento sommesso, sbirciando che adesso i players in gioco rimasti sono 27 (9 a premio).</p>
<p>Stavolta Las Vegas è meno piacevole della serata di ieri. Resta la piacevolezza delle note di Ecstasy of Gold inebriate sul lago del Bellagio.<br />
Certo che pagarle $1590 mi pare eccessivo.<br />
Anche per una città come Las Vegas.</p>
<p>Ciaooo</p>
<p><strong>Trevix</strong></p>
<p>To be continued</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marco Trevix a Las Vegas – Seconda Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff IPC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno dalle Hawaii di sera, stavolta l&#8217;aereo è pieno di americani non hawaiiani, noleggio altra macchina (&#8220;Dollar&#8221;, la rent-car company che dovrebbe darmi un premio, magari un buy-in per le WSOP&#8230;) e via a&#8230;casa. Non vorrei apparire sbruffone ma &#8220;arrivare a casa&#8221; a Las Vegas per un giocatore è come una sorta di &#8220;orgasmo&#8221;. Questa città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/bellagio-las-vegas-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12920" title="bellagio las vegas 2" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/bellagio-las-vegas-2-280x210.jpg" alt="bellagio las vegas 2" width="280" height="210" /></a>Torno dalle <strong>Hawaii </strong>di sera, stavolta l&#8217;aereo è pieno di americani non hawaiiani, noleggio altra macchina (&#8220;Dollar&#8221;, la rent-car company che dovrebbe darmi un premio, magari un buy-in per le WSOP&#8230;) e via a&#8230;casa. Non vorrei apparire sbruffone ma &#8220;<strong>arrivare a casa</strong>&#8221; a Las Vegas per un giocatore è come una sorta di &#8220;orgasmo&#8221;. Questa città la ami anche quando semplicemente fai la <strong>215-west</strong> (la freeway che mi porta a casa) soprattutto se c&#8217;è poca gente in giro. La senti più come &#8220;tua&#8221;.<span id="more-12919"></span></p>
<p>Il clima di notte a LV, come detto, è <strong>freddino </strong>(sui 4-5°) ma di giorno c&#8217;è sempre il sole. Ora che sto scrivendo sta piovendo e il cielo coperto di questa mattina deprime a più non posso. Credo che i <strong>giocatori italiani</strong>, nessuno escluso, siano molto a proprio agio nel deserto del mohavi anche per il bel clima. E infatti, generalmente, i risultati sono confortanti. Da non dimenticare che è proprio in Italia che ne vediamo di tutti i colori, pokeristicamente parlando. Insomma&#8230;<strong>siamo abituati al peggio che più peggio non si può</strong>.</p>
<p>Le giornate scorrono in cerca degli abbellimenti e soprattutto delle &#8220;utilità&#8221; per l&#8217;appartamento, non tralasciando le solite visite al negozio di<strong> libri di poker</strong> (Gamblers sulla Main Street, a nord dello Stratosphere), dei ricordini vari (che a LV cambiano ogni volta che andiamo) e dello shopping oltraggioso che facciamo. Come resistere all&#8217;acquisto di un paio di Adidas (accento sulla I) a $27 quando in origine costavano $134??? O un bel giubbotto in pelle della Guess a $49 (80% di sconto)? E le vitamine dove le mettiamo? Una forbice? $1! Un detersivo per i piatti dalle dimensioni utili per pulire i piatti di tutti i buffet di LV? 1$!</p>
<p>L&#8217;aspetto stonato, come sempre, deriva dal <strong>cibo</strong>. Il cibo è ottimo, per carità, ma siamo italiani, cioè dove impera la gastronomia migliore del mondo&#8230; Dopo due settimane di USA ritorna insistente il pensiero ai<strong> piatti classici italici</strong>, fra tutti, la pasta. Per ora non abbiamo allestito la cucina e i continui pasti &#8220;fuori&#8221; sono un attentato al nostro stile culinario.</p>
<p>Per tali ragioni, tendiamo a preferire i <strong>buffet </strong>dove c&#8217;è la verdura (praticamente sconosciuta nei fast food, nei ristoranti o nei caffè dei casinò) e la frutta. Vero è che la verdura c&#8217;è ma viene condita con salse della consistenza della malta o del cemento a presa rapida. Odioso è il Ranch dressing (condimento) per non parlare della Cream Souce.<br />
L&#8217;aceto e l&#8217;olio finalmente cominciano ad apparire anche nei buffet ma l&#8217;olio tende ad essere più utile in un motore che non in un piatto d&#8217;insalata.</p>
<div id="attachment_12792" class="wp-caption alignright" style="width: 163px"><a href="http://www.italiapokerforum.com/blogs/bloggers/marco-trevix/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12792" title="logo_trevix" src="http://www.italiapokerclub.com/wp-content/uploads/2009/12/logo_trevix.gif" alt="logo_trevix" width="153" height="119" /></a><p class="wp-caption-text">Segui il Blog di Marco Trevix su ItaliaPokerForum</p></div>
<p>C&#8217;è, infine, la <strong>&#8220;Italian Dressing&#8221;</strong> che di italiano ha pochissimo: un miscuglio oleoso con origano (lol), pepe (lol) e mostarda (ari lol). forse è più vicina alla &#8220;Vinaigrette&#8221; francese. Cmq è la meno peggio delle salse.<br />
Dei buffet, il migliore in assoluto per rapporto qualità/prezzo è quello del <strong>Rampart Casino</strong>, a Summerlin (dove abitano molti giocatori di poker professionisti). Circa $9, scelta non amplissima, ma cibo sempre di qualità (evitare accuratamente la sezione &#8220;Italian&#8221;!). Pensate che un panino del cacchio all&#8217;aeroporto di NY costa $7,99 (più tasse)&#8230;..<br />
L&#8217;<strong>acqua minerale gassata</strong> non esiste nei buffet e dovete chiedere una &#8220;Club Soda&#8221;. L&#8217;ho imparato dopo anni di frequentazioni americane, anche se al Whole Foods Market (un negozio di generi alimentari di tutto il mondo) si trova a circa $1 a bottiglia. Dimenticate di condire la pasta con il <strong>parmigiano </strong>reggiano&#8230;spacciato (giustamente) per &#8220;il miglior formaggio del mondo&#8221; costa $23-25 alla libbra (32-35 euro al chilo).</p>
<p>Dei buffet, consiglio quelli distanti dallo Strip che costano poco, sono frequentati dai locals e offrono cibo decente.</p>
<p>Rampart, South Point, Red Rock, Suncoast sono i casinò che offrono i buffet migliori per rapporto Q/P.<br />
Di sera siamo andati a mangiare una <strong>pizza </strong>che non ha nulla da invidiare a quella italiana. E&#8217; un locale di Henderson (a sud est di LV) dove i gestori, napoletanissimi, fanno una pizza che è una meraviglia. Ovviamente approfittatene in fretta giacchè quando i figli erediteranno la pizzeria il tutto si trasformerà nei classici gusti americani con salse, condimenti improponibili e cotture sbagliate. Si chiama &#8220;<strong>Settebello</strong>&#8221; (ottimo nome!) ed è nel District di Henderson.<br />
Agli amanti della <strong>aragosta </strong>(onestamente è un astice del Maine) consiglio il <strong>Red Lobster </strong>(munirsi di navigatore..ce ne sono 3-4 a LV).</p>
<p><strong>Capitolo Poker:</strong></p>
<p>Parto con questo presupposto: è autunno, c&#8217;è poca gente, c&#8217;è crisi&#8230;&#8230; Se vado in una poker room giocando a limiti medi non è che sia io il pollo? Ok, nei weekeneds fanno la loro comparsa i vari &#8220;provinciali&#8221; dello Utah, California, Colorado, etc&#8230;.Ma durante i giorni feriali che fare? Giocare a limiti troppo bassi non rientra nel mio ego (LOL), ma ai limiti più alti s&#8217;incontrano i giocatori migliori. E vabbè&#8230;.<br />
Scarto a priori, come detto, il no limit hold&#8217;em&#8230;I mix games e i giochi alternativi sono solo al <strong>Bellagio</strong>. Uhm, dove vado? Avete indovinato! Vado al Bellagio! E&#8217; un lunedì sera. Mi preparo al peggio.</p>
<p>Entro nel parcheggio del Bellagio dopo il solito <strong>check del bagagliaio</strong> (ma infondo fiducia e non me lo fanno). Percorro tutto il casinò verso la poker room. Poca gente. Ma la poker room, stranamente, è molto attiva.<br />
Corro a vedere i tabellini delle waiting list, molto appannate, e scorgo un $20-$40 Omaha high-low. Niente mix games, niente stud. Mi dirigo nel banco a mezza sala e dico che vorrei giocare nell&#8217;omaha game 20-40.</p>
<p>Il floorman mi risponde &#8220;actually it&#8217;s a $30-$60 with a kill&#8221;.<br />
Il &#8220;<strong>kill</strong>&#8221; significa che se un giocatore fa scoop (vince cmq il piatto da solo, il che in questa partita capita il 90% delle volte) deve mettere un buio addizionale che aumenta i limiti di puntata, in questo caso diventano $40-$80. Penso che $40-$80 con gli shark di LV sia un pò troppo e declino. Dopotutto non è il mio gioco migliore.<br />
Mi inserisco in una partita di $2-$5 no limit con l&#8217;idea di fare un pò di stack da immolare, poi, nel tavolo di omaha (In realtà avevo bankroll sufficiente e oltre ma volevo aumentarla non so per quali motivi&#8230;).<br />
Mi danno il posto 5 (quello che odio di più) di un tavolo con gente che mi pare concentrata. Ma ho un brutto presentimento&#8230;avevo detto che non avrei giocato a no limit&#8230;..Vabbè, dopotutto<strong> ho pur scritto un libro</strong> che è stato molto apprezzato&#8230;. Cambio $300.</p>
<p>Dopo un paio di giri non vedo una mazza. Foldo sempre. Almeno, penso, darò l&#8217;immagine di giocatore tight, così potrò sparare qualche bluff&#8230;. I giocatori sono un misto fra loose-aggressive, iper tight e normali.<br />
Pesco 7-8 offsuit da UTG. Faccio limp con un piano in mente.<br />
Un giocatore fa call, un <strong>asiatico </strong>che mi pareva in tilt rilancia a $25 ottenendo 3 call. Tocca a me. Ci sono $105 nel piatto. Annuncio &#8220;All-in&#8221; per circa $275 con la faccia più concentrata che posso di uno che A-A ma l&#8217;asiatico (con circa 180 di stack) fa instant call. Giustamente gli altri pensano parecchio non per il mio all-in ma per il call dell&#8217;asiatico che pareva in tilt. Tutti i caller avevano molti gettoni più di me e quindi il loro stack non era deturpato dall&#8217;eventuale perdita. Foldano tutti, meo male.</p>
<p>Il board è J-3-4-7-Q.<br />
L&#8217;asiatico gira A-Q a quadri e si becca il piatto con coppia di Q ma vuole vedere le mie carte. Mostro, vergognato, il mio 7-8&#8230;.(maledetto river&#8230;.)<br />
Di lì a poco perdo anche i restanti gettoni.<br />
Cambio altri $300.<br />
Devono ancora portarmi i gettoni e spillo Q-Q. Wow. Un tipo loose fa raise di 20, un asiatica alla sua sx fa call. Scelgo di rilanciare a $60, ma entrambi fanno call.<br />
Il flop è 4[c]J[c]6[f]</p>
<p>Il tipo loose, primo a parlare, spara il suo all-in (che copre abbondantemente i nostri stack). L&#8217;asiatica fa instant call. Io ci penso ma credo che la mia QQ sia buona mettendo l&#8217;all-iner su un progetto (sul quale sono favorito). In più ho la Q di cuori.<br />
Call!<br />
Il turn è un 10 nero, il river un 8 di fiori.</p>
<p>L&#8217;asiatica gira, lol, Q-Q, il tipo gira 5[c]7[c] e vince con scala (aveva un combo draw sul flop).<br />
Poichè avevo un&#8217;immagine di bluffatore giro le mie Q-Q facendo sorridere l&#8217;asiatica che mi dice &#8220;I had no outs!&#8221;. Mah! Bastava non subire la chiusura del draw e non pescare una Q!!!!<br />
Meno 600 e comincio ad incazzarmi. Ordino una<strong> Bud Light </strong>(magari porta bene) e cambio, lol, $200.<br />
Solito piatto mini-raised, faccio call con A-K suited a fiori, l&#8217;asiatico di prima fa un reraise di $65, un tipo va all-in per $180, tocca a me: all-in!<br />
L&#8217;asiatico pensa un pò e poi fa call (intanto aveva accumulato uno stack di circa 600-700).<br />
Flop: 7-8-10<br />
Turn: 6<br />
River: boh<br />
L&#8217;asiatico gira 10-9 offsuit, l&#8217;altro che era andato all-in K-Q, io mucko e mi alzo.<br />
$800, porca miseria, regalati&#8230;.</p>
<p>Incavolato come un <strong>ramarro </strong>esco dalla poker room e conto i soldi che ho. Ho $1900 (caz, $2700 per un $40-$80 erano sufficienti&#8230;). Ovviamente prevale in me lo spirito di gambler e decido non di andare a casa ma di tentare all&#8217;omaha high low.<br />
Mi danno subito un posto e il <strong>floorman </strong>di prima mi guarda come dire &#8220;ma hai i soldi per sederti?&#8221; Il mio sguardo di risposta è stato del tipo &#8220;Imbecille, vent&#8217;anni fa giocavo a draw poker no limit con module da 4 milioni di lire, che vuoi?&#8221;<br />
Gli dò in mano 30 biglietti da $50 (che fanno più volume) e l&#8217;aspetto del floorman cambia.<br />
Mi siedo. Facce concentrate del tipo &#8220;qua, non regaliamo niente!&#8221;</p>
<p>La prima vera mano vinco un piatto molto grande con un full e ammasso i gettoni davanti a me (in America amano i gettoni di piccole dimensioni&#8211;se cambi $3000 in un $40-$80 ti danno $3000 da $10&#8230;).<br />
Aumenta la fiducia ma presto devo ricredermi. In mezzora perdo almeno 1/3 di vincita. A $40-$80 i soldi da $10 volano via veloci, soprattutto in questi tavoli dove i rilanci sono molto frequenti e il flop spesso va visto a prescindere.<br />
Per la prima volta in vita mia apprezzo questa caratteristiche:</p>
<ul>
<li>Nessuno mi parla e resto molto più concentrato;</li>
<li>Cerco di capire ogni singola e dico singola puntata o rilancio fatto dagli avversari;</li>
<li>Cerco di capire se gli avversari possono pensare di sfruttare la mia immagine piuttosto tight</li>
<li>Cerco a più non posso di rappresentare mani che non ho ma che siano congrue con l&#8217;azione svolta carta per carta.</li>
</ul>
<p>E così, con A-2-2-6 su un flop di 10-10-J (nulla cosmico) faccio check per poi rilanciare su una puntata di un tipo capace di foldare e anche capace di pensare che abbia qualcosa di forte e, nel contempo, che pensi io non creda lui stia sfruttando il classico board a carte alte che  non consente mani low (insomma che io foldi sulla sua bet). Non mi dà credito per pensieri di questo tipo o più semplicemente stava tentando di rubare il piatto. Folda e vinco.<strong> Ok, Trevix, welcome to Las Vegas!</strong></p>
<p>Il fatto di giocare ad un gioco che non è il mio Top e a limiti non propriamente bassi e il fatto di essere in un tavolo del Bellagio a Las Vegas mi aiuta tremendamente. E&#8217; un fenomeno che chiamo &#8220;rispetto dei soldi, rispetto degli avversari, costruirsi un&#8217;immagine, pensare sempre a quello che possono pensare gli avversari&#8221;.<br />
In Italia questo non mi accade per molti motivi e che voi sapete bene.<br />
In questa partita gioco bene ma faccio anche boiate mostruose (due) dettate dell&#8217;entusiasmo e il bello è che riesco ad avere un controllo del gioco. Devo solamente controllare me stesso.<br />
Sto vincendo bene e il tipo alla mia sx mi chiede da dove vengo. Ahi, ahi.<br />
Qua casca l&#8217;asino. Come dare un&#8217;immagine positiva se dico che sono italiano? (Scusatemi, ma godiamo di scarso credito, soprattutto in questi giochi e non a torto).</p>
<p>Dico che sono italiano e mi risponde che sua moglie è di&#8230;<strong>Venice</strong>, Italy!!!<br />
Lol&#8230;.Un veneziano a fianco di un americano sposato con una veneziana!!!<br />
meno male che non mi sono lasciato sfuggire amenità del tipo &#8220;va in mona..&#8221; o altro&#8230;<br />
Lo sondo un pò ed effettivamente la moglie deve essere veneziana&#8230;mi parla di <strong>calli</strong>, campielli, &#8220;bacari&#8221;, etc. Il tipo sta vincendo bene e gli chiedo se è un PPP. Lui mi dice &#8220;What?&#8221; Professional poker player, dico. No, no. Risponde.<br />
In effetti per vincere vince, ma non pare essere super skilled. Mi dice se l&#8217;indomani parteciperò ad un torneo di omaha high low da $1500.<br />
Rispondo: &#8220;Maybe&#8221;. Ma nel mio io la risposta si è già delineata: &#8220;YES!&#8221;.</p>
<p>E&#8217; un torneo del<strong> Five Diamond Classic</strong> del Bellagio che onora il vincitore (oltre ai soldi) di un ambitissimo seat al $25.000 delle Finali del WPT. Non lo sapevo ma come declinare? La difficoltà sarà nel dirlo a mia moglie cui avevo promesso di non giocare alcun torneo.<br />
Lascio il tavolo un&#8217;ora dopo con un buon attivo che copre ampiamente la perdita del nefasto no limit giocato in precedenza.<br />
Durante il rientro a casa, lo Strip appare sempre più scintillante: una bionda in bikini appare sul mega schermo del Planet Hollywood e pare ammiccarmi per portarmi fortuna. Non è che magari domani vinco il torneo?</p>
<p><strong>To be continued</strong></p>
<p><strong>Trevix</strong></p>
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