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il 7 Gen 2018

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I segreti del successo live di Andrea Shehadeh: “Adattamento, linee low variance, pazienza e concentrazione!”

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I segreti del successo live di Andrea Shehadeh: “Adattamento, linee low variance, pazienza e concentrazione!”

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Si è presentato al Casinò di Campione da detentore del titolo: la vittoria all’IPO25 è stata la ciliegina sulla torta di un 2017 live davvero incorniciare, in cui già aveva vinto l’Only The Barracudas e l’888poker Festival di Barcellona.

Oggi Andrea Shehadeh tornerà a sedersi al Day3 dell’IPO by PokerStars con uno stack di circa 900.000 chips, pronto a dare battaglia per un back-to-back che avrebbe davvero dell’incredibile.

Il ragazzo milanese di origine siriana ci ha spiegato che nei tornei live, a suo avviso, l’approccio di partenza deve essere focalizzato sull’adattamento agli avversari:

“Sto cercando di adattarmi il più possibile, soprattutto nel field low buy-in italiano ormai conosco la maggior parte dei player, gli omini e i regfish sono sempre gli stessi che girano nella zona della Lombardia”.

Oltre alla capacità di adattarsi ai giocatori che ha di fronte, Andrea ha sviluppato una strategia particolare per farsi largo nei field oceanici, in cui attutire l’incidenza della varianza è fondamentale:

“Facendo tanti tornei online dove la varianza è infinita sono arrivato alla conclusione che devi costruire un buono stack da subito, perchè quando sei in un torneo con altre 2000 persone devi davvero runnare in braccia a Gesù per vincere 100 showdown in 4 giorni – spiega Andrea – Ovviamente della run non fanno parte solo gli showdown, ma anche gli incroci. E niente, credo che anche grazie a questi accorgimenti ultimamente mi stanno andando meglio questi tornei con field oceanici. Ieri ho giocato tre coin flip, per la cronaca due ne ho vinti e uno l’ho perso, ma per non erano situazioni da dentro o fuori, il più grande di questi tre flip è stato di 14bb”

Per Shehadeh nei tornei live sono principalmente due le skill cruciali:

“La prima è la pazienza, che conta davvero soprattutto nel gioco live. Poi essere concentrati è un fattore clou: tanti regular online vengono qua più per spezzare la monotonia del grinding e beccare gli amici in quella che è vissuta più come una specie di vacanza… Magari stanno al tavolo a cazzeggiare con lo smartphone e non stanno concentrati sul gioco, mentre invece a stare attenti qualche avversario ti può dare qualche informazione fondamentale e magari capisci che anche se hai 20x è meglio non brokare con coppia di dieci 20x in quella data situazione di gioco”

Prima di salutarci Andrea ci spiega di aver già stilato un programma di massimo per il suo 2018 live. Modalità che decisamente preferisce rispetto all’online:

“Non ho ancora il passaporto, mi piacerebbe andare a Las Vegas per le WSOP ma credo che quest’anno salterò. Punterò sui circuiti di PartyPoker e i festival di PokerStars che secondo me sono imperdibili per chi ama giocare dal vivo e in più hanno payout che valgono la pena. Vedere una bella prima moneta da 200.000€ ti dà un boost di motivazione, online invece giocare diventa spesso un obbligo perchè ci sono i domenicali o le Series da giocare”

 

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