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Il norvegese Andreas Hoivold è ancora esausto per la recente vittoria a Dortmund oppure finge?
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Nonostante spiacevoli problemi alla rete wireless della sala stampa e qualche “incomprensione” di troppo con lo staff del casinò dell’Hyatt Regency Hotel, eccoci qui per un breve resoconto sul Day 1 A. Una lista (ancora incompleta) degli iscritti a questa tappa dell’EPT parla di 285 giocatori totali, suddivisi come sempre in due batterie iniziali. Otto gli italiani in gioco, compreso Simone Rossi, di nazionalità spagnola ma italianissimo. Con lui in gioco oggi anche
Emanuele Musso,
Pierpaolo Ruscalla e
Tommaso Femminella. Scendono invece in campo domani
Luca Pagano, Antonio Pezzi (fresco del secondo posto al torneo da 500 di Sanremo),
Davide Vanzo e
Andrea Balla, ormai un habitué dell’EPT, che abbiamo incontrato anche oggi in sala con l’ormai classica felpa ItaliaPokerClub, sempre presente quando c’è da incitare dei connazionali!
Purtroppo il suo entusiasmo non è riuscito a trascinare più di tanto i nostri, che arrivano tutti malino alla pausa cena. Musso e Rossi sono seduti allo stesso tavolo e navigano entrambi tra 4.000 e 6.000 chip. Simone ci ha raccontato la mano decisiva che ha compromesso il suo stack: bui 150-300 Simone ha 15.000 circa e rilancia a 1.100 dalla middle position. Foldano tutti tranne il BB, che ha circa 3.500 e va all–in. Simone ha J–J e il BB gira Q–Q. Un J al flop lo fa saltare sulla sedia ma il BB chiude colore runner runner al river e il nostro connazionale si ritrova shortstacked. C’è da dire che il tavolo di Emanuele e Simone è veramente solido e difficile.
Tra i nomi noti presenti al torneo:
Alexandre Poulain, sesto a Copenhagen (che abbiamo incontrato in aereo e ci ha promesso un intervista) che vedremo in gioco domani, Noah Boeken, Andy Black (già fuori; ha giocato veramente troppo loose; pare sia arrivato qui a giocare direttamente dopo una notte insonne, e si è visto!), Tony Cascarino, Dave Colclough, l’italo–scozzese Tony Chessa, l’inossidabile Marcel Luske, Andreas Hoivold, fresco vincitore di Dortmund e accompagnato dell’inseparabile statuina di Topolino (nonché da un’avvenente ragazza che lo ha massaggiato in lungo e in largo per ore!), Mark Teltscher (chi ha comprato i DVD della Gazzetta si è appena rivisto la sua vittoria all’EPT di Londra della scorsa stagione), Roland de Wolfe, i fratello Boatman, Praz Bansi e tanti altri.
Arriviamo alla fine del Day 1A Simone Rossi è l’unico degli italiani ancora in gioco, anche se decisamente shortstacked, con 11.200 chip su una media di quasi 30.000. Out tutti gli altri: Emanuele Musso, Pierpaolo Ruscalla e Tommaso Femminella. Abbiamo seguito da vicino le ultime due ore di gioco di Simone in questa giornata. Purtroppo non ha ricevuto alcun aiuto dalla dea bendata, non vedendo per molto tempo nemmeno una figura. È entrato in gioco una sola volta, con un all–in dal bottone che non ha trovato alcun call. Meglio così per la coppietta di Simone, che è comunque abbastanza soddisfatto di essere sopravvissuto al primo giorno di gioco. Sarà dura recuperare dopodomani, ma tifiamo tutti per lui!
Riportiamo qui una bella mano giocata da Simone nel livello 7.
Simone rilancia under the gun due volte e mezzo il BB, lo vedono un giocatore in middle position e il BB. Il flop è 6–7–7 rainbow. Tutti fanno check e si va a vedere il turn, un K. Check ancora del BB, check di Simone e bet 1.000 del terzo giocatore. Il BB rilancia a 2.700 e tutti vedono. Al river scende un 4 che non sembra poter cambiare le cose. Il BB, un giocatore svedese piuttosto aggressivo, fa check e Simone prende in mano la situazione puntando 5.000 su un piatto ormai di quasi 12.000. Il giocatore in middle chiama e il BB, dopo una lunga riflessione, folda un 7 dicendo a Simone: ”Puoi avere solo un full di K!”. Simone non delude né lui né noi e mostra felice i suoi pocket kings. Questa bella mano lo fa salire a 25.000 chip.
Da segnalare il tavolo 7 dove, a partire dal settimo livello, se ne sono viste veramente delle belle. Secondo Jonas Molander (potrete leggere la nostra intervista al giovane svedese dello Gnuf Team sul numero di Aprile di Poker Sportivo) si è trattato del “tavolo più difficile nella storia dell’EPT”. Allo stesso tavolo si sono infatti trovati, e tutti con stack piuttosto cospicui, Andreas Hoivold (fresco vincitore di Dortmund), il tedesco emergente Tim Gillig, il norvegese Johnny Lodden (13° a Dortmund), Ramzi Jelassi (compagno di Molander nello Gnuf Team) e Andrej Skawinski della squadra polacca vincitrice delle WCP. Jelassi è riuscito a buttare fuori nella stessa mano Lodden e Skawinski e tallona ora lo statunitense Thomas Osmun (qualificato online), chipleader di giornata con circa 80.000 chip.
46 giocatori sui 136 iniziali procedono al Day 2.
Manglewax
ItaliaPokerClub.com