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il 7 ago 2012

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Le 10 Domande da farsi sulla vicenda Full Tilt e PokerStars

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Le 10 Domande da farsi sulla vicenda Full Tilt e PokerStars

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La notizia del ritorno di Full Tilt, ha ovviamente messo in agitazione il mondo del poker. Tutti i giocatori che avevano anche solo un euro nel conto, stanno ora stappando champagne (o coca cola) per il ritorno insperato dei fondi ormai pensati perduti. Senza contare la possibilità per tutti di poter riavere presto uno dei software più amati al mondo. Ma in una lunga disamina fatta da Aaron Todd (giocatore e noto divulgatore di poker dalle sue pagine del Casino City Times), rimangono alcune domande a cui presto o tardi si dovrà dar risposta.

Ecco le dieci principali domande che ci possiamo porre sulla vicenda Full Tilt :

Domanda 10 : Come influirà sul mercato globale del Poker Online?

Non c’è dubbio che Poker Stars abbia avuto un grande ritorno di immagine dalla community del poker dopo l’acquisizione di Full Tilt e aver fornito i fondi per il rimborso dei giocatori. Ma cosa sarà del mercato del poker online resta da vedere. Ora che i due marchi più affermati del poker saranno controllati da una sola proprietà ed un management che è tra i più affidabili al mondo, chi potrà opporsi al loro strapotere? Come si muoveranno le altre grandi piattaforme quando vedranno i giocatori affollare FT e PS ? Ed i network più piccoli si limiteranno a vedersi soffiare tutti i player internazionali in attesa della riapertura in USA?  Sono tutte domande a cui avremo risposta soltanto al momento della riapertura di Full Tilt, probabilmente questo autunno.

Domanda 9 : Proseguirà PokerStars l’azione legale contro i cloni del Rush Poker?

Su Full Tilt si può dire tutto, ma non che non fossero innovativi. Sono loro infatti i pionieri dello stile “subito spostati ad altro tavolo quando si folda”, che con il Rush Poker ha avuto migliaia di affezionati giocatori che lo utilizzavano per mettere da parte tonnellate di volume di gioco (alias rakeback). Si dice che l’imitazione è la forma più sincera di adulazione. Ed ecco che PokerStars è la prima a imitare il formato con il lancio di Zoom Poker. Altri però hanno fatto lo stesso. I funzionari di Full Tilt hanno sostenuto di essere in possesso dei brevetti per il concetto “Rush Poker” (anche se AAMS si era già espressa a favore del “poker veloce“). E se questo fosse vero, è PokerStars ora ad averli. Vorrà quindi continuare a procedere legalmente contro le sale da poker online che hanno copiato la variante “Fast” del poker?  E se avrà successo in questa battaglia, di nuovo, che ne sarà delle altre room online?

Domanda 8 : Che ne sarà dei fondi della promozione “Take Two”?

Uno dei modi in cui Full Tilt era riuscita ad attirare nuovi giocatori sulla room, era la sua promozione “Take Two”. Si offrivano fino a 25$ direttamente sul conto per i giocatori che guadagnavano 5 o più punti FTP giocando sia su tavoli “Rush” sia giocando su più di un tavolo contemporaneamente per gli altri giochi. Questo per un periodo di 10 giorni. I giocatori che svolgevano questo compito per cinque giorni, ricevevano subito 5$, mentre coloro che portavano a termine i nove giorni ottenevano altri 20$. Il “Black Friday” si è verificato dopo sette o otto giorni di questa promozione. A quel tempo “FTP_Doug” comunicò nel forum di “2+2″ che Full Tilt avrebbe rimborsato tutti i giocatori con i 25$ garantiti, a patto che non avessero già perso più di un giorno senza soddisfare i canoni della promozione.  Ma al momento non c’è nessuna garanzia che questi soldi saranno rimborsati anche da PokerStars (per i giocatori non statunitensi) o dal Dipartimento di Giustizia (per gli americani). Ci sono forti possibilità che in effetti, gli americani non vedranno un soldo e, nella migliore delle ipotesi, sia un “coin-flip” per i giocatori del resto del mondo.

Domanda 7 : I giocatori potranno trasferire fondi tra i due siti?

Questo è uno degli aspetti più interessanti di questa acquisizione. Il fatto che i giocatori possano essere in grado di trasferire fondi avanti e indietro tra le due piattaforme. Particolarmente utile per quei giocatori che dopo aver vinto un buon torneo, desiderano spostare denaro in giro su altri conti. Oltre a evitare diversi problemi ai giocatori, questa possibilità consentirà a PokerStars/FullTilt di poter trattenere sui conti gran parte del denaro dei giocatori ed evitare di dover pagare tutto (e tutti) durante la fase del prelievo che per molti coinciderà con la riapertura di Full Tilt.

Domanda 6 : Che tipo di promozioni incrociate partiranno?

PokerStars ha il suo sistema VIP, che premia i giocatori in base al loro volume di gioco. FullTilt invece aveva l’ “Ironman”, anche se non con lo stesso successo. Stars sposterà quindi il suo sistema VIP anche a Full Tilt? I giocatori guadagneranno punti VIP validi per entrambi i sistemi? Se si ottene un Bonus su Stars lo si potrà prendere anche attraverso FullTilt? I due siti saranno collegati o gestiti indipendentemente l’uno dall’altro?

Domanda 5 : Chi saranno i Pro di Full Tilt?

Full Tilt era riuscita a creare anche un luogo particolarmente interessante per incontrare, chattare e giocare con i migliori professionisti. E avevano uno dei team più forti al mondo a giocare sulla piattaforma. Phil Ivey, Patrick Antonius, Gus Hansen, Tom Dwan e Jennifer Harman hanno ovviamente ancora un appeal ancora molto alto. Ma il management di Poker Stars desidera associare il  brand a questi professionisti? O prenderanno una strada completamente diversa?

Domanda 4 : Cosa accadrà a Lederer e Ferguson?

Non a caso non abbiamo messo i nomi di Howard Lederer e Chris Ferguson nella lista nomi di cui sopra. C’è una buona ragione in effetti. Ad entrambi (insieme a Rafe Furst) è stato proibito di prendere parte a qualsiasi rapporto commerciale relativo al nuovo lancio di Full Tilt. In realtà c’è ancora in corso un’azione legale contro di loro. Ed è difficile prevedere un loro rientro nel mondo del poker perlomeno nel prossimo decennio (forse due). Ovviamente se parteciperanno in futuro a qualche evento WSOP arrivando in fondo, forse un sacco di gente farà il tifo per loro (anche Gus Hansen li ha difesi poco tempo fa). Del resto si da a tutti una seconda possibilità. Ma per quanto li riguarda non credo avverrà prima del 2025.

Domanda 3 : Ci sarà anche la Rakeback su Full Tilt?

Un altro dei motivi per cui la piattaforma di Full Tilt è stata in grado di costruire un così ampio bacino di utenza, è stato senza dubbio il 27% di rakeback che era possibile ottenere iscrivendosi appunto ad uno dei tanti siti che la concedevano. Naturalmente chi la percepiva in precedenza sarà interessato a sapere quali sono le intenzioni del nuovo management. Visto e considerato che sarebbe un’originalità per PokerStars, che invece non concede rakeback se non tramite il loro sistema VIP.

Domanda 2 : Ma arriverà anche in Italia Full Tilt?

La riapertura di FullTilt, avverrà naturalmente su un “.com”. Sarà disponibile per tutti i giocatori del mondo (anche in Europa con la licenza Maltese di Stars), tranne ovviamente per gli Americani (in attesa di nuovi sviluppi che per il momento tardano ad arrivare) e per gli stati europei dove vige già una regolamentazione online (Italia, Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Estonia). Quindi niente FT per i giocatori italiani al momento. Non è ovviamente escluso che presto o tardi si torni a parlare di una possibile .it  (o meglio ancora .eu) per FullTilt, ma i tempi non sembrano per ora maturi.

Domanda 1 : Riusciranno tutti  i giocatori ad avere indietro i propri soldi?

Teoricamente si.  Si sta trattando direttamente tra i responsabili di Full Tilt e gli enti regolatori degli stati europei regolamentati (AAMS compreso) per trovare una buona soluzione di cash out. In considerazione anche la possibilità di accreditare i fondi direttamente sull’account di Stars. Insomma c’è di che ben sperare (valutando bene anche come pagare le tasse su questi fondi). Diversa la situazione per i giocatori americani, che dovranno sottoporsi ad una lunga trafila di documenti per poter richiedere il riaccredito dei loro fondi. Tanto che i tanti che non avevano cifre considerevoli sul loro account, dovranno chiedersi se ne vale davvero la pena o meno.

 

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