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il 15 ago 2012

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David Einhorn, il poker diventa beneficenza

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David Einhorn, il poker diventa beneficenza

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David Einhorn è un genio della finanza. Vive a New York e da lì gestisce il suo impero economico fatto di manovre milionarie a Wall Street e di gestione della Greenlight Capital, l’azienda di cui è presidente. Dimenticavo, David è anche un grande appassionato di poker.

Se state pensando al classico uomo d’affari spietato dimenticate tutto. Mr. Einhorm è celebre per la filantropia che da sempre esprime, specialmente quando si tratta di denaro vinto ai tavoli da poker.

Nel 2006 prese parte per la prima volta alle World Series of Poker. La sua ovviamente non fu la “prima volta” che tutti potrebbero immaginare per sé: giocò tutto quello che ebbe voglia di giocare e alla fine centrò il piazzamento migliore proprio al torneo più ricco: 18° posto al Main Event. Alla cassa scambiò la bellezza di $659.730 ma nessuno finì nelle sue tasche. Quella volta David scelse la “Fondazione Michael J. Fox”, ente di ricerca e aiuto fondato dallo stesso attore poco dopo aver scoperto di essere affetto dal morbo di Parkinson.

La vincita più importante però Einhorn l’ha realizzata pochi mesi fa e forse i più attenti di voi l’avranno già ricordato. David è il terzo classificato del Big One for One Drop, il torneo da un milioni di dollari di buy-in vinto da Antonio Esfandiari e giocato durante le Wsop appena concluse. Con la sua medaglia di bronzo il business man americano ha staccato un assegno da $4.352.000 e questa volta erano in molti i maligni che pensavano a un dietro front dell’ultimo momento.

Niente di tutto questo. Proprio in questi ultimi giorni Einhorm ha reso noto che l’intera vincita è stata devoluta, come da tradizione, in beneficenza. A raccogliere il terzo posto al torneo più ricco mai realizzato nella storia del poker è l’associazione no profit “City Year” di Boston.

Tra i principali obiettivi di City Year c’è quello di prevenire l’abbandono scolastico cercando di far amare la scuola e lo studio ai ragazzi anche se provenienti da zone o situazioni disagiate. Non meno importante l’obiettivo di sostenere e rilanciare la scuola pubblica statunitense.

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