Thursday, Jul. 24, 2014

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il 6 set 2012

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Rapina ad un circolo in Campania – Fatti e commenti dei diretti interessati

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Rapina ad un circolo in Campania – Fatti e commenti dei diretti interessati

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Non è un gran momento per il poker, non bastassero le storie di garantiti non garantiti, di tornei organizzati e poi sospesi,  ecco che arriva quella di una cruenta rapina in una delle associazioni di poker del nostro territorio. Non starò qui a commentare e discutere sul fatto che qualunque circolo di poker stia operando al momento in suolo italiano sia ovviamente al di là delle norme vigenti che proibirebbero la loro apertura. Nè vorrei in questo caso rinnovare l’assoluta necessità di una regolamentazione che tarda (come sempre) ad arrivare.

Nel caso di una rapina come quella accaduta al circolo “ShowDown” in provincia di Napoli, la prima cosa che posso pensare è la massima solidarietà nei confronti di giocatori e organizzatori coinvolti che hanno rischiato la vita per una ventina di minuti. Ma cerchiamo di capire bene che cosa è successo ieri sera,  dalle parole dei diretti interessati e dello staff del circolo napoletano.

Cominciamo a capire come si sono svolti i fatti. Le prime notizie della rapina arrivano come spesso accade ultimamente proprio dalle bacheche di Facebook. Fabio Scepi racconta subito di una “rapina a mano armata” vissuta in prima persona con scene particolarmente cruente. I 5 malviventi infatti, sono entrati armi in pugno all’interno del circolo dimostrandosi subito molto decisi e colpendo senza esitazioni coloro che si rifiutavano di collaborare (sempre stando alla descrizione che fa Scepi della vicenda).

Da cittadino italiano non posso certo erigermi al di sopra della legge, ma da addetto ai lavori è inutile negare una situazione che “de facto” permette il gioco nelle varie associazioni su (quasi) tutto il territorio nazionale non senza il benestare delle questure competenti (o quantomeno il tacito assenso).

Contattando direttamente uno degli organizzatori del circolo vengo a sapere più dettagliatamente le dinamiche di questa rapina.  E’ proprio lui a confermarmi che 5 persone armate hanno fatto irruzione nel circolo intimando il “faccia a terra” e terrorizzando anche con azioni violente le 130 persone presenti al momento. A quel punto hanno derubato dei loro averi tutti i presenti per poi entrare tutti nell’ufficio dove già uno dei rapinatori stava tenendo sotto tiro i membri dello staff.

Il tutto per venti minuti buoni, che come mi racconta “sembravano davvero non finire mai…”.  La convinzione però è che si tratti proprio di una rapina mirata, forse attratti da un possibile bottino che non è stato ancora quantificato. Convinzione derivata dal fatto che nei due lunghi anni di lavoro nei circoli del territorio, non era mai successo niente del genere. Non un problema, non uno screzio, tanto meno mai una rapina proprio per merito dell’organizzazione che fino a questo momento sempre era riuscita a gestire al meglio la propria attività (e la sicurezza dei loro clienti) anche in una zona così difficile.

Ovviamente è scattata subito la denuncia, che però si teme non possa avere molto seguito visto che tutti e 5 i banditi erano a volto coperto e hanno subito disperso le loro tracce.

Ancora più chiare le parole di Stefano Skianos, direttore artistico di Campania Poker, che era ovviamente presente al fattaccio e che ci tiene a sottolineare alcune cose a cui mi unisco volentieri :

“E’ un brutto giorno per il poker live, ma non saranno questi individui a toglierci la voglia di andare avanti e di fare quello per cui lottiamo da 2 anni. Vorrei ringraziare pubblicamente tutti i nostri players affezionati che ci hanno dato da subito calore e solidarietà e mandare un augurio di pronta guarigione a tutte le persone che sono rimaste contuse. Per quanto riguarda la passione, la volonta, le capacità…quelle non ce le ruberanno mai!”

Già un brutto giorno davvero per il poker tutto, ma del resto non è solo il mondo poker a dover affrontare rapine quotidiane. Per cui che sia regolamentato o meno il poker live, non possiamo non condannare pubblicamente questi episodi come lo faremmo per un Bar, un Tabaccaio, un Gioielliere o una Banca (che certo ha regolamentazioni e misure di sicurezza di rilievo ma che spesso purtroppo non servono a fermare i malavitosi che colpiscono ogni settore dove vi sia del denaro), e mostrare solidarietà alle persone coinvolte.

 

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