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il 7 set 2012

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Partouche Poker Tour: cronaca di una disfatta

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Partouche Poker Tour: cronaca di una disfatta

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Doveva essere il torneo più grande mai organizzato in Europa, ma la quinta edizione del Partouche Poker Tour — probabilmente l’ultima — non sarà ricordata per i fasti. Un montepremi garantito scomparso, un goffo tentativo di cancellare le prove e tanta indignazione sono i ricordi che probabilmente rimarranno di questo circuito. Ma andiamo con ordine.

UN GARANTITO NON GARANTITO
La bomba mediatica scoppia nel primo pomeriggio quando viene comunicato il prizepool del Partouche Poker Tour. C’è un ammanco — bello grosso — di circa 700 mila euro rispetto ai cinque milioni garantiti durante la campagna pubblicitaria con la quale da mesi l’organizzazione invitava i player di tutto il mondo a partecipare al torneo più importante d’Europa. L’indignazione è alle stelle e le community del poker invitano i giocatori presenti in sala a boicottare l’evento, decisione difficile quando la spesa per partecipare ammonta a €8.500.

PARTOUCHE INSABBIA, VANESSA SELBST ATTACCA
La reazione degli organizzatori non si fa attendere. I banner pubblicitari dell’evento cambiano in modo repentino eliminando qualsiasi accenno al fantomatico garantito. Una contromossa goffa, smascherata in pochi minuti grazie alla cache di Google che ancora mostrava le pagine web nella versione originale. Smascherato il tentato imbroglio gli umori si inaspriscono ulteriormente.

La versione originale del testo pubblicitario

Vanessa Selbst è tra primi “clienti” a prendere posizione cercando al contempo di far luce sull’accaduto. L’organizzazione non è altrettanto disponibile a dare spiegazioni: «È veramente tiltante. Ho parlato con un loro responsabile — racconta la Selbst in un post sul forum 2+2 — e fondamentalmente ha girato attorno alla questione. Avevano chiaramente un garantito, ma ora hanno dato ordine allo staff di cancellare qualsiasi informazione pubblicata precedentemente. [...] Io e qualche altro giocatore stiamo boicottando i side event e certamente non torneremo il prossimo anno.»

Le sorprese non finiscono qui. Vanessa continua: «Forse nessuno lo sa. Quando vinsi il torneo due anni fa furono tolti 100 mila euro dal prizepool a causa del giocatore squalificato (Ali Tekintamgac, ndr) per frode. Due anni dopo nessuno ha riavuto i suoi soldi e quandoho chiesto delucidazioni in merito nel pomeriggio mi hanno risposto che “il processo è ancora in corso”».

JEAN-JAQUES ICHAI: INTERVISTE E DIMISSIONI
Occultamento delle prove fallito, l’organizzazione cambia strategia: i cinque milioni di euro non sono mai stati garantiti, erano piuttosto un prizepool stimato. In appoggio a questa tesi un ex-dipendente del casinò interviene su 2+2 spiegando che la prassi operativa è effettivamente quella di calibrare il prizepool sulla base del CAP, ovvero considerando un “tutto esaurito” del torneo. L’argomentazione, pur se legittimata dai fatti, non cambia la situazione, in quanto i banner pubblicitari dell’evento parlavano esplicitamente di un montepremi “garantie, un termine chiaro e non fraintendibile.

Di più, cercando sul web è semplice scovare diverse interviste a Jean-Jacques Ichai, responsabile marketing del gruppo Partouche. In queste occasioni non ci si fa scrupolo di parlare esplicitamente di denaro garantito. La più eloquente è stata postata su YouTube da Nicolas Levi: le parole di Ichai non lasciano spazio a dubbi.

Proprio questa intervista sarebbe la causa delle dimissioni di Icahai che, in un comunicato stampa comparso solo per alcuni minuti in chiaro sulla pagina Facebook del gruppo, cerca di alleggerire la posizione di Patrick Partouche: «Non ho alcun ricordo di quell’intervista a ITW TV o di aver annunciato un garantito  per questo torneo. Il mio presidente oggi ha parlato dopo essere venuto a conoscenza di quel video. Devo le mie scuse — soprattutto a lui: il suo discorso è stato coerente con la sua cognizione dei fatti — al gruppo Partouche Poker e a tutti i giocatori. Detto questo, presenterò le mie dimissioni a Patrick Partouche domani mattina.»

LA LEGGE FRANCESE
Un ulteriore angolo prospettico per l’analisi di questa vicenda controversa ci è offerta dalla normativa francese sui giochi che, all’articolo 57 comma 6, specifica che in nessun caso un casinò può contribuire di propria tasca alla costruzione di un montepremi per cifre maggiori ai 250 mila euro. Secondo quanto stabilito dalla legge l’organizzazione sarebbe sollevata da qualsiasi responsabilità che vada oltre a tale cifra, ma al momento Partouche non sembra intenzionato a contribuire per colmare l’ammanco. Nessun gesto conciliante, linea dura.

L’ADDIO
Più che un epilogo sembra una disfatta. Patrick Partouche non fa ammenda e anzi, passa a suo modo all’attacco ribadendo che «Le prizepool de cinq millions d’euro n’a jamais eté garanti das aucune publication». Poi l’addio: «Per quarant’anni ho dedicato la mia vita e il mio nome al gioco, a tutto il gioco compreso il poker, una vera passione. Ora sento che quello che facciamo non è abbastanza, che non è onesto. Il Partouche Poker Tour porta il mio nome, quello della mia famiglia. Nè io nè il mio staff accetteremo che la gente possa dire “quelli del Partouche sono ladri“, “quelli del Partouche sono disonesti“. Il risultato è che questa settimana state assistendo all’ultima edizione del Partouche Poker Tour.»

Ultima o meno che sia, speriamo solo che l’eventuale prossima tappa sia organizzata un po’ meglio.

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