Wednesday, Sep. 24, 2014

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il 26 set 2012

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Accordo tra Spagna, Francia e Italia. Si avvicina il mercato .eu?

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Accordo tra Spagna, Francia e Italia. Si avvicina il mercato .eu?

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In un panorama dove ultimamente fioccano le brutte notizie per il mondo del poker, la svolta potrebbe invece arrivare dal mercato dell’online che (viste anche le difficoltà crescenti confermate dai dati degli ultimi raccolti) si appresta a cercare soluzioni per un accordo comune che apra la strada ai mercati del punto eu.

Un altro passo è stato fatto proprio nei giorni scorsi, quando i vertici spagnoli del DGOJ e i pari francesi del ARJEL (gli organi che da noi equivalgono all’ AAMS) si sono incontrati per firmare un accordo bilaterale che rafforzi la cooperazione ed il reciproco scambio di informazioni sulla regolamentazione del gioco online  oltre che sulla possibile condivisione della liquidità.

Come sappiamo Spagna, Francia e Italia hanno un’efficace regolamentazione e tassazione per il poker on-line , ma proprio in virtù di questo hanno un separato bacino di utenza. Per questo già da mesi i tre organi di controllo si stanno incontrando per cercare una via comune verso la condivisione del mercato, che sarebbe un vero tocca sana visto che anche Francia e Spagna stanno subendo la stessa nostra flessione per quanto riguarda i numeri del poker on-line.

A dare fiducia in questo senso era stato Enrique Alejo, direttore generale della DGOJ, che già a luglio scorso aveva affermato come gli accordi tra Spagna e Italia per un bacino di utenza condiviso tra le due nazioni sarebbe potuto partire già dal prossimo anno.  Diversa la situazione per l’accordo con la Francia invece. Sempre Alejo aveva infatti dichiarato come nonostante le risposte positive, i francesi abbiano espresso una minore disponibilità ad agire in un periodo di tempo breve.

L’accordo tra Spagna e Francia di questi giorni però, potrebbe riaprire (e magari velocizzare) nuovamente la possibilità di un accordo a tre che comprenda anche l’Italia. Accordo quanto mai essenziale per ridare vigore al mercato del poker on-line, da troppo tempo segregato nei singoli paesi che ne limita non solo il numero ma anche le possibilità di crescita di giocatori e room.

 

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