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il 23 Ott 2014

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“Nessuna partita cash in tv al WPTN!” I dubbi di Savinelli, Musso e Bendinelli sulla sfida di Venezia

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“Nessuna partita cash in tv al WPTN!” I dubbi di Savinelli, Musso e Bendinelli sulla sfida di Venezia

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Negli ultimi giorni la comunità pokeristica italiana è stata attraversata da un tormentone che, nel bene o nel male, è finito sulla bocca di tutti.

Stiamo parlando della partita di Cash Game High Stakes – con livelli 10€/20€, straddle 40€ della durata di 7 ore – proposta in seguito a un diverbio nato su Facebook tra Carlo Savinelli, Maurizio Musso e Giuliano Bendinelli.

Giocatori e addetti ai lavori hanno espresso opinioni divergenti, dividendosi tra chi mostra una grande attenzione alla querelle e chi invece preferirebbe si parlasse più di poker giocato che di gossip pokeristico.

Riassumendo l’accaduto, dopo un intenso scambio di battute su Facebook, sotto proposta di Enrico Mosca si è pensato di “risolvere” la questione organizzando una partita di Cash Game High Stakes.

In un primo momento era ventilata l’idea di una sfida sotto le telecamere da giocare durante il WPT National Venezia, ma l’ipotesi è poi sfumata.

Adesso si parla di una partita cash privata. Tra gli eventuali partecipanti sono stati tirato in ballo nomi illustri del panorama pokeristico nazionale, in alcuni casi a sproposito come abbiamo avuto modo di appurare.

Abbiamo dunque deciso di far luce sulla questione sentendo i diretti interessati. 

Ecco allora le dichiarazioni sulla sfida rilasciate dai protagonisti: Giuliano Bendinelli, Carlo Savinelli e Maurizio Musso.

Giuliano Bendinelli: “Francamente non so se parteciperò, in quanto la situazione è estremamente mutevole e affidata al caso. Io non ho nessun problema a giocare qualsiasi livello cash, dal momento che a Londra mi siedo abitualmente ai tavoli 25/50£. A questo punto però, non so proprio se valga la pena di andare sino a Venezia per giocare un tavolo che non andrà nemmeno in tv. Ovviamente per questioni di sponsor prenderò seriamente in considerazione l’ipotesi nel caso fosse garantito il format televisivo, in modo da garantire la massima visibilità. Così su due piedi la mia decisione rimane in forse, anche perché a quanto ho capito, sarò tra i pochissimi abituati a giocare quelle cifre. Il che deporrebbe a mio svantaggio, nel caso in cui mi trovassi contro avversari molto chiusi che non mi consentirebbero di fare il profit adeguato alle mie skill”.

Carlo Savinelli: “Carlo Cavaliere (poker manager di GDpoker, sponsor del WPT National, ndr) mi ha comunicato che la partita sarebbe stata rimandata per il prossimo WPT National, salvo comunque la possibilità di poterla giocare in privato. Io in privato credo di poterla giocare tranquillamente, perché partite del genere le ho sempre giocate e in generale son sempre stato presente ai Cash Game più alti giocati in Italia. Sono un poco favorevole al modo in cui è stata strumentalizzata la questione, perché in fondo la partita è stata organizzata da Mosca, che onestamente non era stato chiamato in causa da nessuno. Perciò, se decidessi di non prendervi parte sarebbe esclusivamente per via della grossa strumentalizzazione di cui è stata oggetto. Concludendo, ancora non ho dato la mia conferma, ma eventualmente ho tutta l’intenzione di giocare la partita privata”.

Maurizio Musso: “La vicenda in sé ha avuto dei contorni poco auspicabili, raggiungendo un livello di speculazione enorme. La diatriba iniziale è nata da uno scambio di battute con Bendinelli, in cui cercavo di fargli capire in maniera colorita di essere meno arrogante. Successivamente Savinelli ha pubblicato un post sul suo profilo in cui attaccava entrambi. Nello specifico bacchettava Bendinelli per il suo stile di vita e il sottoscritto per questioni inerenti ai tornei live, consigliandomi di lamentarmi di meno. Al culmine di tutto ciò è sopraggiunto Mosca che ha organizzato questo tavolo Cash. La proposta che ho fatto, nel caso in cui la partita dovesse avere una copertura televisiva, è stata quella di devolvere il rake in beneficenza. Personalmente ho anche dichiarato di voler devolvere parte dell’eventuale profit maturato nel corso del gioco. In aggiunta, considerato il ritorno di immagine che la diretta televisiva avrebbe garantito agli organizzatori, ho chiesto che venissero pagate le spese di trasferta a tutti i giocatori. Mi sembrano richieste condivisibili, ma nessuno ancora mi ha fatto sapere nulla. Probabilmente non ritengono opportuno devolvere il rake in beneficenza o pagarci i costi della trasferta, il che mi fa pensare che tutta questa vicenda sia stata montata esclusivamente per pubblicità. Dal canto mio posso confermare che sono disponibile a giocare, a patto che le condizioni vengano rispettate; una partita privata la si poteva organizzare anche a casa”.

 

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