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il 24 Feb 2015

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Barare a poker: le nuove tecniche dei professionisti spiegate da Gianfranco Preverino

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Barare a poker: le nuove tecniche dei professionisti spiegate da Gianfranco Preverino

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Come barare a poker? Con Gianfranco Preverino, maggiore esperto in Italia di tecniche dei bari, chiacchierammo piacevolmente un paio di mesi fa, quando ci aiutò a far luce sulla vicenda del giocatore danese colpevole di aver truffato online alcuni colleghi per milioni di euro.

Adesso, invece, abbiamo spostato il discorso con lui essenzialmente sulle partite live, per comprendere quali siano oggi i sistemi più all’avanguardia per barare a poker.

A scanso di equivoci chiariamo subito che si può stare tranquilli quando si partecipa a importanti manifestazioni ben organizzate. Il discorso cambia, invece, per quanto riguarda le partite private e l’attività di alcuni circoli che di legale hanno ben poco.

 

METODI PER SEGNARE LE CARTE

“Oggi è molto più complicato segnare le carte rispetto al passato – spiega Preverinoperché la qualità delle stesse è alta, sono infatti plastificate ottimamente. Tuttavia è possibile che un baro riesca a segnarle mentre gioca, senza necessità di essere d’accordo col dealer, con uno speciale inchiostro a infrarossi. Attraverso poi delle speciali lenti a contatto (ma esistono anche degli occhiali appositi) vede durante la partita i segni identificativi che lui stesso ha fatto, solitamente sul dorso. In questo modo è difficile che venga scoperto, sempre che qualcuno dell’organizzazione non abbia le medesime lenti per monitorare la situazione. Un altro metodo simile, per cui però serve la ‘collaborazione’ del dealer, permette a uno scanner di ‘leggere’ i segni fatti sul bordo delle carte e il baro, attraverso un piccolo auricolare, saprà in quale posto verrà distribuita la mano vincente e regolarsi quindi di conseguenza. Il baro ha però la necessità di stare di fronte al dealer, perché lo scanner deve poter leggere indisturbato i segni che sono posti sul lato lungo delle carte. Questo metodo è ancora più triviale”.

UN PO’ DI STORIA: IL DAUB

“Il daub è un metodo che si usava qualche secolo fa per segnare le carte, che oggi sarebbe però facilmente intercettabile. E’ qualcosa somigliante al fondotinta che usano le signore per truccarsi, che allora veniva utilizzato dai bari per ‘sporcare’ volontariamente il bordo delle carte al fine di renderle riconoscibili. Come è facile comprendere, attualmente è un metodo superato, perché un occhio attento si renderebbe presto conto dell’anomalia del mazzo”.

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Preverino durante uno show a Torino

IL BARO 2.0

“Chi crede che oggi i bari non esistano più – spiega Gianfrancosbaglia. Questi si sono evoluti e sanno dove poter sfruttare al meglio la loro abilità. Quasi impossibile lo facciano nei tornei di poker, perché ci sono troppe variabili che intralcerebbero il loro operato. Più frequentemente ‘lavorano’ in partite private, dove magari sanno perfettamente chi è il ‘pollo’ da ripulire. Spesso poi i bari vivono in località termali perché c’è un costante ricambio di persone che frequentano la zona. Queste ultime in genere hanno abbastanza soldi, vivono quella rilassata quotidianità che finisce per annoiarle, così si informano su dove poter giocare… Magari proprio col proprietario dell’hotel che sa bene a chi affidare il nuovo pollo”.

gianfry

QUELLE ‘STRANE’… CONSULENZE

“Non lo nego, alcuni giocatori mi hanno chiamato perché li aiutassi a capire bene le tecniche utilizzate. Magari erano in procinto di prender parte ad alcune partite private ricche e, chiaramente, non volevano essere messi in mezzo. Ho detto no, invece, ad aspiranti bari, ovvero persone vogliose di imparare da zero, mentre ho fatto da consulente ad alcuni bari, già esperti del settore, che sentivano il bisogno di migliorare qualcosa del loro bagaglio tecnico…”.

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