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il 14 Gen 2016

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Andrea “andreandrea” Grieco, il vincitore della leaderboard Micro Series: “Devo tutto al mio amore per l’Omaha”

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Andrea “andreandrea” Grieco, il vincitore della leaderboard Micro Series: “Devo tutto al mio amore per l’Omaha”

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Con la vittoria di “Kelevra0000” al Main Event si sono concluse le Micro Series su PokerStars.

Il festival dei tornei low buy-in ha fatto la gioia di molti micro-grinder, offrendo 50 eventi per tutti i gusti, da tornei Heads-Up a Progressive Knock-out, da tornei di Razz ad Omaha Hi-Lo.

Le cifre in palio in rapporto al buy in hanno attratto molti giocatori, anche professionisti abituati a tornei dal costo d’iscrizione più alto, che hanno cercato di guadagnare il primo posto della leaderboard per garantirsi anche un premio aggiuntivo di €1.000.

Alla fine ad imporsi su tutta la concorrenza è stato Andrea “andreandrea” Grieco, che con il terzo posto al MS-23, un torneo di Omaha Hi-Lo, la sua specialità, ha guadagnato il primo posto riuscendo a tenerlo saldo fino alla fine.

Abbiamo parlato con il vincitore della leaderboard, scoprendo che dietro a quel nickname si nasconde un esperto amante di varianti, con la predilezione per l’Omaha Hi-Lo e una sottile antipatia per il comune Texas Hold’Em:

“Le mie Micro Series sono iniziate subito bene con 3 ITM nei primi 4 eventi, piazzamenti discreti ma che valevano solo 5 punti ognuno ai fini della classifica, che donava riconoscimenti maggiori ai top 18 di ogni torneo. All’evento MS-11, un PL Omaha Hi-Lo da €3, ho chiuso runnerup prendendo €215 di premio, ma ottimi punti ai termini della classifica, che mi lanciano in top 5. Di nuovo ad un evento di PLO Hi-Lo, l’MS-23 da €2, chiudo al terzo posto conquistando i punti sufficienti a portarmi in prima posizione, da quel momento solo per un giorno sono sceso al secondo posto.”

Una scalata abbastanza liscia sembra, non c’è mai stata la preoccupazione per il sorpasso da parte di qualcun altro?

“Avevo giocato tre MTT in meno rispetto agli altri in top 10, ed avevo pochi punti di distanza dal secondo. Mi sono rilassato solo quando mancavano due giorni alla fine, quando avrei potuto perdere solo se qualche giocatore in top5 della classifica fosse riuscito a shippare un evento… in più quel giorno ho vinto un BIG da €15 e altri €500 in un altro torneo, quindi ero sicuramente più tranquillo 😀 Comunque negli ultimi giorni ero riuscito a fare qualche altro punto e la statistica era dalla mia… certo se avessi perso per quei 15 punti che avrei fatto solo iscrivendomi ai tornei che ho saltato sarebbe stata davvero una beffa!”

Senza quei due tornei di PLO chissà in che posizione sarebbe stato Andrea ora. Forse il primo posto è arrivato proprio perché mentre gli avversari si concentravano sui tornei di Texas Hold’Em e giocavano gli altri eventi solo ai fini della classifica, Andrea utilizzava tutta la sua esperienza in varianti per fare più punti “facili” nei tornei meno affollati e dove il field in media è meno preparato:

“Ho fatto 17 ITM totali per arrivare primo e 7 di questi erano in tornei di varianti: 2° e 3° posto agli Omaha Hi-Lo, un 17° ad un Omaha HU e ITM in Stud Hi-Lo, 8-game, Omaha, quindi senza varianti sicuramente non avrei vinto. Penso di aver avuto un vantaggio in questo, l’Omaha Hi-Lo è il gioco dove sono davvero bravo, ho incominciato a giocare a poker proprio con il Cash Omaha Hi-Lo, mai giocata una mano di MTT o di Texas Hold’Em ai tempi!” 

Come nasce un giocatore di Omaha in Italia, dove il traffico non è eccezionale, e soprattutto come ha fatto a stare lontano dalla variante del poker che ha avuto il maggior successo? Le origini risalgono ancora ai tempi della liquidità condivisa…

“Nasco come giocatore di Omaha Hi-Lo Cash, dal 2007 al 2009 ho giocato su .com livelli che poi non ho mai più grindato in vita mia… giocavo 24 tavoli di Omaha a NL50/100 e qualche volta NL200. Ho fatto più soldi in quei due anni che dal 2010 ad adesso, il poker non è il mio lavoro ma mi dà un buon extra. In quegli anni 0 tornei, 0 texana, solo No Limit Omaha Hi-Lo, variante praticamente sconosciuta in italia, ci sono pochissimi tavoli e si gioca solo in modalità pot limit. A carte me l’ero sempre cavata, sono uno di quelli che tra amici e parenti vince quasi sempre…”

Ma perché cominciare proprio con l’Omaha? Di solito ogni novellino si fionda sul Texas Hold’Em, invece “andreandrea” è andato a colpo sicuro:

“Quando nel 2007 ho aperto il conto gioco ho provato tutti i giochi che c’erano e mi sono innamorato dell’Omaha Hi-Lo, lo vedevo molto profittevole, mi sono bastate poche settimane per capirlo. Era un gioco che ti permetteva di fare profit anche giocando chiusissimo dato che con 4 carte e modalità Hi-Lo la varianza è molto minore. Poi all’epoca facevo una montagna di soldi solo di rakeback, non era niente male.”

Poi però è stato d’obbligo adattarsi al nuovo mercato italiano:

“Sbarcato sul .it ho preso delle belle batoste a Texas Hold’Em che conoscevo poco e ho cercato nuove strade nel poker anche se mai buone come nel passato. L’Hold’Em me lo sono fatto piacere all’inizio e ora lo trovo molto bello, anche se resto dell’idea che più carte si hanno in mano più contano le skills 😀 . Mi piace anche il Razz, l’8-game, ma nelle altre varianti ho ancora molto da imparare. comunque anche se l’offerta è poca appena trovo qualche torneo interessante di varianti mi iscrivo subito. Mi piacerebbe sapere come sarebbe il mio grafico su PokerStars eliminando i tornei di poker alla texana, credo sia soprattutto di varianti in genere… un giorno dovrò fare questa ricerca! 😀 “

SharkScopeChart (2)

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