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il 20 Gen 2016

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“In Australia tanta deadmoney, ma per fare il poker pro…” I piani di Butteroni per l’Aussie Millions dopo il 31° posto al 6-max

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“In Australia tanta deadmoney, ma per fare il poker pro…” I piani di Butteroni per l’Aussie Millions dopo il 31° posto al 6-max

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Un 31° posto che da una parte brucia mentre dall’altra dà un boost di fiducia in vista del Main Event.

Sensazioni contrastanti per Federico Butteroni dopo il primo in the money raggiunto in terra australiana, all’evento 6 dell’Aussie Millions, $1.150 Six Max No Limit Hold’em:

“Mi sono divertito, come spesso succede nei 6max all’inizio ho vissuto le montagne russe… – dice Fede via WhatsApp – Ero sceso parecchio, poi mi sono rialzato esprimendo un buon gioco: non avendo visto tantissime carte sono riuscito a massimizzare rubando quando potevo. Nove ore per arrivare a premio sono passate abbastanza in fretta e quando si esprime un buon gioco senza arrivare allo showdown significa che si è giocato bene”

Federico ha però da recriminare per la Sorte avversa in uno spot che lo avrebbe lanciato chipleader del torneo:

“Avevo tribettato due volte finto, alla terza ero buono con AQ. L’avversario mi flatta con A9 e poi andiamo ai resti su board flop A-3-2-3… In pratica ero al 90% ma al river arriva l’ultimo Asso del mazzo che ci fa splittare! Poi ho perso AK<TT e sono uscito in bvb pushando da short coppia di Due…”

I progetti di Federico per quel che resta dell’Aussie Millions sono stabiliti nel dettaglio:

“Giocherò solamente l’accumulator e poi sicuramente il Main Event, che resta l’obiettivo principale. Vedremo quanto riuscirò ad andare avanti, se dovessi trovare l’eliminazione presto penserò se schierarmi o meno a qualche side”.

E poi via, in cerca dei tavoli australiani dove si può estrarre maggior valore:

“Il livello dei player australiani ai buy-in da 1100$ è abbastanza buono nel senso che c’è tanta ‘dead money’. Sicuramente è migliorato rispetto a due anni fa, ma resta un buon field. Per capirci, quasi buono quanto quello delle WSOP, ma le WSOP sono migliori perchè affiancano il field a una giocabilità estrema con livelli da un’ora e ai grandi numeri. C’è da dire che anche qui i numeri non sono affatto male: nel 6-max da 540$ di buy-in dove ho chiuso 31° la prima moneta era di più di 122.000€, che non è affatto male!”

Federico crede che per un pokerista Perth abbia più deadmoney da offrire rispetto a Melbourne in questi giorni:

“Con l’Aussie Millions a Melbourne ci sono tanti reg, ma in un mese normale credo che Melbourne sia meglio di Perth… Il grosso problema da queste parti è la rake che uccide, al 10% con cap15%. E il problema con Perth è che lì ci sono regole singolari, per esempio ai tavoli cash ti puoi sedere anche con 10bb snaturando quelle che sono le dinamiche standard del gioco. Ma resta comunque un buon giocare”

Nonostante il profondo amore per il paese dei canguri e la tanta deadmoney che si trova nei suoi Casinò, però, Butteroni non crede che l’Australia sia una meta ideale per chi vuole mangiare con il poker:

“Non credo sia il posto migliore per fare il giocatore di poker perchè il costo della vita è veramente elevato… Credo che ci siano posti migliori. Qui anche tenendo una media di 50.000$ l’anno di vincite cash hai lo stipendio di un cameriere full time. Facendosi due conti in tasca non è il massimo per fare questo lavoro, però sono sincero, qui è veramente bello: se anche uno fa meno di profit è ampiamente compensato dall’alta qualità della vita. Fino a febbraio resterò qui giocando cash, e anche online. Poi andrò a Perth perchè dopo l’Aussie Millions ci saranno tornei interessanti per le Perth Poker Series in programma dal 4 al 14 febbraio. A fine febbraio poi credo che andrò a Sidney, non ci sono mai stato e voglio proprio vedere come è la situazione ai tavoli verdi lì”.

 



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