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il 29 Lug 2016

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“La fama continua, pensa che Esfandiari e Laak…” Il bilancio della trasferta WSOP di Federico Butteroni

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“La fama continua, pensa che Esfandiari e Laak…” Il bilancio della trasferta WSOP di Federico Butteroni

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Bilancio positivo, pur senza l’incredibile acuto dello scorso anno.

Il Pro Snai Federico Butteroni vede il bicchiere della trasferta WSOP a Las Vegas mezzo pieno:

“Sono molto contento di come sono andati i tornei: fare 8 itm, più quello del Venetian nove, vuol dire secondo me esserci. Poi arrivare a un tavolo finale non è mai facile, soprattutto quando sono tornei che fanno 2.000-2.500 iscritti, arrivare in fondo significa essere top 0,5-1%, e quindi anche solo numericamente è davvero complicato. Non ci sono riuscito ma ho fatto parecchie deeprun che potevano spostare parecchio, giocando uno-due coinflip che potevano cambiare l’esito dei tornei e farmi arrivare in fondo. Il tavolo finale è mancato ma sono ugualmente molto soddisfatto di questa trasferta”

Federico racconta così il suo Main Event 2016:

“In particolare al day3 ci sono stati tanti spot decisivi. Ero salito a 400.000 di stack quando l’average era a 180.000, poi vicino alla bolla ho spinto parecchio però non è andata bene perchè non chiuso due tre draw importanti. Li avessi chiusi mi sarei portato al triplo dell’average, sui 600-700k. Poi sono arrivato in bolla abbastanza corto e quando resti con 15-20bb non è facile perchè se non vedi carte non puoi bluffare: nel field del Main tanti giocatori sono contenti già di essere arrivati in bolla, e le lanciano proprio. Non il massimo trovarsi card-dead in questa situazione, peccato”

Nella corsa all’incredibile back-to-back tra i November Nine riuscito due anni fa a Mark Newhouse, secondo Federico, sono stati fatali due spot in particolare:

“Al day4 avevo 250.000 di stack su bui 5.000-10.000. Spillo Coppia di Re da big blind sull’apertura da bottone di un ragazzo aggressivo e decido di appoggiarmi. Se avessi tribettato normalmente avrei raddoppiato perchè lui aveva Coppia di Nove. Invece al flop è sceso un J-T-Q che ha freezato l’azione e gli ho vinto solamente 2,5bb, rispetto ai 25 che potevano essere se avessi tribet-chiamato. Poco dopo con JTs chiamo in posizione l’apertura di un fish da utg, flop T carta alta con due quadri e andiamo rotti. Lui gira un Asso suited a quadri e al river trova la sua per il colore”

Proprio il Main, in cui tra l’altro ha dato lo shuffle insieme ai November Nine dell’anno scorso, ha sancito la caratura mondiale raggiunta dal nostro Federico:

“Tornare alle WSOP è stato davvero bello, negli States mi hanno dato tantissime attenzioni sia al tavolo che fuori. Anche in giro a Las Vegas mi hanno riconosciuto, mi continuavano a fare i complimenti, mi offrivano drink, volevano foto con me… E’ stato davvero fantastico”.

Butteroni ha anche riallacciato i rapporti coi pokeristi di fama mondiale cui si era avvicinato l’anno scorso:

“Ho visto Daniel Negreanu e abbiamo scherzato insieme, è stato sempre gentilissimo – dice Federico – ho salutato anche Merson, ma quello che mi ha più colpito è stato Esfandiari. Il ‘mago’ è venuto a salutarmi dopo avermi visto al tavolo al Rio, poi l’ho incontrato in disco e mi ha offerto da bere, è stato davvero un signore. Anche Phil Laak mi ha incontrato in coda per l’iscrizione a un torneo e abbiamo fatto due belle risate assieme, mi ha fatto veramente tanto piacere”

Prima di salutarci, Federico spiega che la coda di notorietà legata al tavolo finale del Main sta durando più di quanto si aspettasse:

“Sto frequentando poco il circuito italiano, ma a livello mondiale questa trasferta mi ha confermato di essere entrato nel cuore dei player. Credevo che questa ondata di entusiasmo finisse dopo il tavolo finale, invece ho notato che sta continuando e mi fa veramente piacere”.

 

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