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il 13 Giu 2017

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“Rail troppo vicino ai tavoli”: polemica alle WSOP dopo il final table del Colossus!

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“Rail troppo vicino ai tavoli”: polemica alle WSOP dopo il final table del Colossus!

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Sarà che un po’ alla gente piace lamentarsi.

Pensare a un edizione delle World Series senza uno straccio di polemica, come puntualmente accadde lo scorso anno con le carte Modiano, era piuttosto difficile.

Ecco quindi che a due settimane dallo start il player statunitense Luke Vrabel, già noto per aver vinto il Sunday Million dei record nel 2011, accende la miccia dopo il trattamento ricevuto all’evento #5 ‘The Colossus’, a detta sua “scandaloso“, in riferimento sia alla fase 10 left che successivamente al final table, dove ha chiuso in nona posizione.

Le lamentele di Vrabel, raccolte in una intervista radiofonica pubblicata sul suo profilo Twitter, sono rivolte principalmente al Tournament Director e alla ragazza di Matt Affleck, anch’egli tra i finalisti. Il linguaggio utilizzato per descrivere il suo punto di vista è piuttosto colorito, noi ci limitiamo a riportare le parti essenziali:

Il rail era praticamente attaccato e in un momento così importante le voci mi deconcentravano, quindi ho chiesto al TD di porre rimedio alla situazione e lui puntualmente è intervenuto. Cinque minuti dopo però, tutto era come prima. Al che mi sono alzato dal tavolo e ho chiesto un nuovo intervento, ma stavolta la risposta è stata: ‘Torna a sederti al tavolo.


In breve il tournament director si frappone tra il rail e il posto 7, quello occupato da Vrabel, il quale però risulta particolarmente sensibile alle critiche provenienti dalla ragazza di Affleck che, stando al suo racconto, lo schernivano e gli facevano perdere la lucidità. Innervosito dalla situazione probabilmente alza anche il tono di voce, sebbene in sua difesa dichiari di essere quasi completamente sordo all’orecchio sinistro e quindi di averlo fatto involontariamente:

Ho commesso un sacco di errori e bruciato un sacco di soldi nella mia vita e quella era la mia occasione, ma invece sono stato danneggiato e non prenderò MAI PIU’ parte a un evento delle World Series. Io amo il poker, amo le WSOP, le gioco ogni anno e ogni anno perdo. Qui potevo vincere un milione di dollari e soltanto perché non mi chiamo Negreanu o sono uno degli ‘high rollers’ i miei diritti sono stati calpestati.

In difesa della sua tesi sul forum americano twoplustwo.com compare una lettera rivolta direttamente a Jack Effel, nella quale il businessman Daniel Dandreo espone la sua versione dei fatti. La sua tesi e quella di Vrabel concordano praticamente su tutta la linea:

E’ inammissibile che il rail sia a un metro, un metro e mezzo di distanza. Io potevo vedere coi miei stessi occhi le carte del player al seat 4 e occasionalmente anche quelle del seat 5: e se qualcuno fosse d’accordo con un player al tavolo e gli dicesse le carte dell’avversario? La distanza andrebbe riportata a tre metri.

A margine della missiva compaiono anche tre consigli pratici per porre rimedio all’accaduto:

Proporrei di trovare un accordo con il player al seat 7, Luke Vrabel, e sentire le sue ragioni, risolvere il problema della distanza del rail dal tavolo da gioco e migliorare il servizio di sicurezza in modo che i player vengano tutelati dalle voci provenienti dagli spettatori.

E voi come avreste reagito al posto di Vrabel se qualcuno vi avesse disturbato al final table della vita? Scrivetecelo sulla nostra Fanpage!

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