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il 20 Feb 2018

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“Anche dall’aumento della tassazione sul gioco i 17 miliardi per il reddito di cittadinanza” Di Battista conferma i progetti sul gaming del M5s

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“Anche dall’aumento della tassazione sul gioco i 17 miliardi per il reddito di cittadinanza” Di Battista conferma i progetti sul gaming del M5s

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Dopo l’ospitata a “Che tempo che fa?” di Fabio Fazio, in cui aveva annunciato un aumento della tassazione sul gaming in caso di vittoria alle urne, questa mattina Alessandro Di Battista ha ulteriormente chiarito la posizione del Movimento 5 Stelle alla trasmissione “Mattino Cinque”.

L’argomento è venuto fuori quando il conduttore Francesco Vecchi ha chiesto a ‘Dibba’ di uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati, il reddito di cittadinanza:

“Ci vogliono 17 miliardi di euro – ha risposto Di Battista – Tra le coperture che abbiamo trovato per finanziare il reddito di cittadinanza, che non è una misura assistenzialista, abbiamo individuato l’innalzamento della tassazione del gioco d’azzardo, che va contrastato”.

L’aumento della tassazione sull’azzardo già annunciata dai pentastellati, quindi, andrebbe a finanziare il reddito di cittadinanza, la cui copertura è stabilita in 17 miliardi di euro.

Considerato che nel 2016 gli italiani hanno speso in totale 1,2 miliardi di euro nel gioco online,18 miliardi sulla rete fisica, si tratterebbe comunque di gocce nel mare.

Ma le parole di Di Battista confermano comunque una decisa presa di posizione politica del Movimento5Stelle contro l’azzardo:

“Il gioco è un cancro – ha detto il pentastellato – ci sono cittadini che si vanno a giocare 20-30 euro nella speranza di vincere e di pagare in tempo le bollette. Il gioco d’azzardo va contrastato».

Ancora una volta specifichiamo che Di Battista non ha parlato di poker in particolare, ma di azzardo in generale.

Non possiamo quindi dire con certezza alcuna se il politico dei M5S si riferisse anche all’amato Texas Holdem: ma visto che la natura sportiva del nostro gioco preferito in modalità torneo è stata riconosciuta a livello giurisprudenziale, e che la tassazione gravante sul poker online è già ingente, tenderemmo a escludere questa eventualità.

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