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il 23 Feb 2018

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Che fine ha fatto Ludovic Lacay? Lavora per una startup di Londra e dice: “Il poker mi ha aiutato”

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Che fine ha fatto Ludovic Lacay? Lavora per una startup di Londra e dice: “Il poker mi ha aiutato”

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Sono passati già tre anni da quando il francese Ludovic Lacay si è praticamente ritirato dalla scene pokeristiche.

Era infatti l’inizio del 2015 quando Lacay, uno dei giocatori europei più vincenti di sempre, ha detto addio a Winamax e non solo.

A differenza di altri suoi illustri colleghi, Lacay è stato di parola. Il vincitore dell’EPT Sanremo del 2012 si è visto davvero poco ultimamente ai tavoli.

Il database Hendon Mob registra infatti nel triennio passato solo un paio di bandierine, ottenute a un EPT di fine 2016 e alle WSOP del 2017.

Cosa sta combinando dunque il nuovo Lacay? Lo scopriamo grazie a un’intervista pubblicata in questi giorni da Edoardo Maggio sul portale Business Insider.

Maggio presenta Lacay come un ex professionista di poker, diventato milionario quando era ancora giovane, che a un certo punto si è stufato del gioco e ha capito che la sua carriera da pokerista era finita.

Ora lavora per una startup di Londra che si chiama Tictrac. Lacay, nell’intervista citata anche da PokerNews, ricostruisce tutto il suo percorso, a partire dai suoi esordi nel poker:

Avevo 19 anni quando iniziai a giocare a poker nella mia città, Tolosa. Pensai che poteva essere qualcosa in cui potevo essere bravo.

All’inizio giocavo in maniera molto tecnica e ‘geeky’. Analizzavo le mani e i modi di giocare. Dopo due anni di carriera ha ottenuto il mio primo sponsor, Winamax. Hanno puntato su un giocatore giovane e ciò mi ha dato accesso ai migliori tornei del mondo.

Al WPT di Barcellona tutto è cambiato. Mi hanno offerto un contratto importante. Ho cominciato a girare ovunque, viaggiando e giocando a tempo pieno.

Sono sempre stato molto competitivo e do sempre il 150% di me stesso in quello che faccio. Voglio essere sempre nell’1% dei migliori nel mio campo. Non pensavo ai soldi, ma solo a giocare bene i tornei“.

I soldi comunque Lacay li ha fatti lo stesso: più di 3 milioni di dollari tra il 2007 e il 2014. Ancora oggi è ottavo nella Money List del suo Paese.

 

 

A un certo punto però le motivazioni sono venute meno a Lacay. All’età di 28 anni ha cominciato a guardarsi attorno e si è reso conto che stava arrivando una nuova generazione agguerrita di giocatori. Così si è ritirato dal poker.

Lacay si è rimesso in gioco (l’espressione ci sta) con la londinese Tictrac, una piattaforma online che si occupa di salute e wellness. Aiuta le persone a prendere decisioni in materia e a sviluppare abitudini sane. Ricorda un po’ Healt dell’Apple Watch.

Lacay ha iniziato a lavorare nella compagnia come uno stagista non pagato grazie a un amico. Lì si è occupato di varie cose, dalle ricerche di mercato al content management.

Cose tecniche e un po’ noiose. Ma le ricerche di mercato non sono male. Ho cominciato a capire meglio il nostro prodotto e a lavorare con i team di design. Sono stato preso poi a tempo pieno come product manager“.

Il poker lo avrà aiutato in questo passaggio lavorativo? A quanto pare sì: “Ho applicato nel nuovo lavoro quello che ho appreso nel gioco. So analizzare i dati e capire qual è la prossima mossa da fare. Per questo ho preso delle decisioni giuste cambiando alcune strategie di Tictrac. Mi sono impegnato per 15 ore al giorno, come quando iniziai a giocare a poker. C’erano un milione di cose da imparare più in fretta possibile. Solo provando si impara. Ogni settimana leggevo un libro o seguivo un corso. Sono stato fortunato, mi hanno dato la possibilità di provare. E ogni volta che ho provato, ho imparato. C’è ancora molto da fare comunque“.

E il poker giocato? Lacay si definisce ormai un player occasionale: “Lo scorso anno sono stato a Las Vegas solo per divertirmi un po’. Ora mi godo di più i tornei, perché non ho lo stress derivante dal dover vincere. Gioco da outsider. Essere famoso è difficile; molto, molto difficile. Ora mi sento più libero mentalmente quando mi schiero a un tavolo“.

 

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