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il 20 Apr 2018

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Phil Hellmuth racconta il suo mito: “Sono sempre stato competitivo. Il poker mi ha cambiato la vita”

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Phil Hellmuth racconta il suo mito: “Sono sempre stato competitivo. Il poker mi ha cambiato la vita”

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Poker Central ha deciso di regalare agli appassionati un altro bel format pokersitico: ‘Pokerography‘, una serie di interessanti documentari sulle vite e le storie dei più famosi giocatori di poker.

Sono davvero tanti gli illustri personaggi che si sono prestati a queste interviste, che adesso sono disponibili anche su YouTube mentre prima si potevano guardare solo a pagamento.

Noi oggi vi presentiamo la puntata dedicata a uno dei più grandi del nostro settore: mister Phil Hellmuth Junior, il recordman delle WSOP.

Sentiamo prima di tutto cosa dicono i suoi colleghi su di lui. Per Esfandiari “è unico, non c’è nessuno come lui“. Jack Effel lo definisce “un genio del poker“. Per Mike Sexton è “un po’ pazzo“.

Scopriamo allora come ha fatto Phil Hellmuth a diventare una vera e propria leggenda vivente del poker… Tutto è iniziato parecchi anni fa a Madison, nel Wisconsin.

Lo stesso Hellmuth racconta: “La nostra era una famiglia numerosa. I miei avevano sette figli e non ricevevo le attenzioni che avrei voluto. A me piaceva fare sport. Nuotavo e giocavo a calcio“.

La madre Lynn dice sul suo pargolo: “Ha sempre cercato di fare le cose a modo suo, mettendoci tanta energia. Era un bravo bambino“.

Il padre Phil senior spiega che il figlio “non era molto interessato alla scuola“: Phil Jr. precisa: “Mio padre ha avuto grande successo nella sua vita e si aspettava altrettanto da me, ma la mia High School è stata molto stressante. Mi venivano perfino dei brutti sfoghi improvvisi sulle braccia nei momenti peggiori“.

C’era un campo però in cui il piccolo Phil si distingueva: “Battevo i miei fratelli e le mie sorelle in tutti i giochi che facevamo. Dama, scacchi, monopoly, scrabble e qualsiasi altro gioco. Ero molto competitivo e cercavo di giocare alla perfezione. Quello era il mio unico scopo nella vita in pratica. Gli altri avevano voti migliori dei miei e altre ambizioni“.

Anche la passione per il poker è nata in famiglia: “Ho scoperto il poker durante una bella vacanza al lago. Giocavamo già a soldi veri con i miei fratelli e non potevamo permetterci di perdere. Lì ho avuto l’illuminazione. Il poker sarebbe diventato il mio gioco. Ero solo un ragazzino ma cominciavo già a giocare cifre sempre più interessanti”.

 

 

Il racconto continua: “Al mio primo anno di università ho trovato una partita seria. Il poker però non era ben visto nell’ambiente universitario. Potevi fumare ma non potevi giocare. In quel periodo ho scoperto l’Hold’em e ho cominciato a fare migliaia di dollari.

A un certo punto mi sono trovato con 20mila dollari nel mio conto bancario e ho preso una decisione cruciale. Ho detto a mio padre che avrei mollato la scuola per diventare un poker player“.

Phil senior ammette: “Non ero contento. Volevo che finisse almeno il college“. Ma la madre Lynn spiega: “Nostro figlio di ha detto che credeva di poter diventare il migliore al mondo nel poker. Allora io gli ho dato l’ok, dicengoli che poteva farcela, se ci avesse creduto e lavorato duramente“.

Phil Jr. conferma. “Volevo diventare il più grande di tutti i tempi. Nel 1988 sono volato a Los Angeles per giocare contro i più forti. Ho vinto e ho cominciato a pensare alle World Series of Poker.

Nel 1989 ho vinto il Main Event della 20esima edizione delle WSOP. Vincere nella tua città è facile, ma a Las Vegas ci sono i campioni di tutte le altre città. Ho incassato 755.000$ all’età di 24 anni.

Ricordo ancora la mano decisiva dell’heads up contro contro Johnny  Chan. Bui 5/10k. Apro con 99. Lui chiama con A7. Board K-K-10-Q-6. Non potevo crederci, ero il campione del mondo. Ho abbracciato subito mio padre. Un abbraccio che non potrò mai dimenticare“.

 

 

Negreanu era a quei tempi uno spettatore interessato e dice: “Phil Hellmuth Jr. è diventato il mio eroe quel giorno“. Phil senior si scoglie: “Tutto è cambiato quel giorno. Mi ha anche regalato una Mercedes“.

La vita di Phil Jr. in quella estate è cambiata in molti modi: “Prima non avevo alcun successo con le donne. Dopo il Main Event ho avuto modo di conoscerne tante…

Il mio incontro con la mia futura moglie è stato molto strano. Le ho chiesto di uscire a cena la sera, ma lei non poteva. Allora le ho proposto il giorno dopo. Ha rifiutato ancora. Ho riprovato con il giovedì. E il venerdì. Ora abbiamo festeggiato 25 anni di matrimonio, quindi direi che è andata bene. Non ho mai tradito mia moglie. Lei è grandiosa, mi ha reso un uomo migliore“.

Tornando al poker, va detto che il 1993 è stato un anno incredibile per Phil Hellmuth che ha fatto man bassa di braccialetti. Nel nuovo millennio è diventato una star anche in TV e i suoi ingressi alle WSOP sono diventati leggendari.

Jennifer Harman dice: “La gente mi chiede sempre se Phil recita davanti alla telecamera. Io devo rispondere di no, lui è davvero così“. La madre Lynn ribadisce: “È troppo competitivo. Mi imbarazzo quando lo vedo arrabbiato in TV“.

Comunque sia, nel 2007 Phil Jr. ha vinto l’undicesimo braccialetto WSOP superando Doyle Brunson e Johnny Chan. Si è meritato così un posto nella mitica Hall of Fame del poker.

Lui però di vanta anche di un’altra cosa: “Sono fiero di aver contribuito a donare tanti soldi in beneficenza grazie al poker“. E come padre ha le idee chiare: “I miei figli sono liberi di scegliere la loro strada“.

 

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