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Strategia

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il 11 Set 2018

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Cinque segreti sul poker che i professionisti non vi riveleranno mai

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Cinque segreti sul poker che i professionisti non vi riveleranno mai

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Il poker ormai non ha più segreti. O forse no…

Siamo proprio sicuri che, nonostante sul Texas Hold’em si sappia di tutto e di più, abbiate prestato la dovuta attenzione ad alcuni aspetti fondamentali che potrebbero trasformarvi in giocatori vincenti?

Dopo avervi mostrato i tre errori strategici più diffusi tra i grinder secondo Nick Petrangelo, quest’oggi vi proponiamo cinque preziosi consigli che potrebbero esservi sfuggiti tra una partita e l’altra, tra una sessione online e una capatina ai tavoli live. Siete pronti? Cominciamo subito!

 

1.  Non è semplicemente una questione di carte

Tanti amatori si focalizzano esclusivamente sulle carte che gli vengono distribuite, da cui la frustrazione malcelata per una serie di starting hand poco felici che può durare diverse ore. Tuttavia i professionisti sanno bene che la maggior parte delle mani non arriva allo showdown, perciò: siamo sicuri che le carte siano così importanti?

Una delle armi più efficaci che i professionisti usano per exploitare gli occasionali è la posizione: una volta selezionato l’obiettivo cominciano a martellarli a suon di bet e 3-bet, usandola per outplayarli. E voi avete ma provato a fare altrettanto? Attenzione però a non esagerare!

2. Non mostrate mai un bluff

Il Texas Hold’em è un gioco a informazioni incomplete, perché elargirne più del dovuto senza che sia necessario? Molti giocatori dopo aver messo a segno un bluff provano gusto a girare le proprie carte, quasi come se volessero prendersi beffa dell’avversario.

La gratificazione istantanea che ne scaturisce potrebbe, nel lungo periodo, rivelarsi un’arma a doppio taglio. Non dimenticate che il poker è una guerra e regalare informazioni non è assolutamente ciò che uno stratega metterebbe in conto di fare. Insomma, meno ego e più pragmatismo.

3. Siate gli artefici nella vostra fortuna

La varianza è parte integrante del gioco del poker. Saperla distinguere in modo oggettivo, senza per questo snaturare il proprio gioco, è un passo molto difficile che segna il confine tra un amatore e un professionista.

Nel cash game è possibile entrare in bad run per un centinaio di migliaia di mani, una quantità enorme per chi gioca esclusivamente live. L’unica arma per difendersi dalla varianza è fare scelte EV+ nel lungo periodo, sebbene il malcontento per una serie di eventi sfortunati possa portarci a fare degli adattamenti che di primo acchito possono avere le sembianze di un miglioramento, sebbene invece siano ancora più deleteri a lungo andare.

Il lungo periodo può essere davvero lungo, ma un vero pokerista deve essere in grado di ponderare le sue decisioni avendo sempre uno sguardo più ampio sul suo percorso da giocatore: facendo le scelte giusto anche i risultati, col tempo, arriveranno.

4. Cercate di non essere sempre uguali a voi stessi

L’imprevedibilità è la chiave per avere successo nel poker. Ciò non significa che dobbiate cominciare a inventarvi chissà quale giocata, quanto piuttosto che siate disposti a farlo. Giocando sempre alla stessa maniera con gli stessi avversari vi renderà exploitabili e qui sta l’abilità del professionista.

Mantenere un certo stile di gioco va benissimo, ma fossilizzarsi su una strategia senza mai variare a seconda delle circostanze può diventare il vostro tallone d’Achille. Il vostro avversario vi ha etichettato come uno spewer? Giocate in modo più solido o viceversa…

5. Studio, grinding e tecnologia

Il Texas Hold’em, ai giorni nostri, non è più quello che le leggende del poker come Doyle Brunson giocavano nello scorso millennio. Esistono software di analisi altamente sofisticati che richiedono soltanto un po’ di pazienza per essere capiti e utilizzati al meglio.

Lo stesso può dirsi degli strumenti tecnici in circolazione o della miriade di informazioni presenti sul web, dai corsi veri e propri ai forum di discussione, che possono aiutarvi a migliorare il vostro gioco. Il giusto atteggiamento per esser dei giocatori vincenti è quello di diventare degli studenti a tempo pieno, sempre pronti ad ascoltare il parere degli altri, anche da chi sbaglia. Se quell’informazione non servirà a implementare la vostra strategia potrebbe, al contrario, diventare un prezioso indizio su come pensa un giocatore meno preparato, che domani potrebbe essere il vostro avversario al tavolo.

 

E voi siete sicuri di mettere in pratica questi consigli quando giocate? Scriveteci le vostre opinioni a riguardo commentando sulla nostra Fanpage!

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