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il 9 Ott 2018

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Due fratelli al tavolo finale del Tana delle Tigri: “La passione per il poker ci ha uniti”

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Due fratelli al tavolo finale del Tana delle Tigri: “La passione per il poker ci ha uniti”

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Nella notte tra domenica e lunedì è calato il sipario sulla terza (e ultima) tappa annuale del Tana delle Tigri al Perla di Nova Gorica.

Abbiamo già celebrato il trionfo del player più atteso, ovvero il pirata Max Pescatori, nel Main Event sloveno da 393 entries.

C’è però un’altra bella storia da raccontare che ci ha regalato quel tavolo finale. Non capita tutti giorni, infatti, di vedere due fratelli giocare a 6 left per la prima moneta in un torneo così affollato!

Ivan e Andrea Martinello da San Donà di Piave se ne sono fregati di numeri e statistiche, piazzandosi tra i finalisti del Main e meritandosi un sacco di complimenti.

Il 34enne Ivan, che è il fratello maggiore, ha chiuso 6° proprio in una mano persa contro Pescatori: la coppia 8-8 non ha retto contro K-10 in un flip decisivo.

Il 29enne Andrea invece è riuscito a resistere da short fino al deal finale, che ha coinvolto gli ultimi quattro superstiti. I due fratelli hanno incassato così 14mila euro in due e sono tornati a casa decisamente soddisfatti.

Ci siamo fatti raccontare da Ivan la loro storia personale. Ecco cosa ci ha detto: “Il poker abbiamo iniziato a guardarlo insieme in TV circa dieci anni fa. Io per primo ho iniziato a giocare freeroll online a quei tempi.

Da lì la passione è cresciuta. Noi avevamo interessi differenti e il poker è l’hobby che ci ha avvicinato, tenendoci sempre uniti. Ci siamo spesso confrontati sull’aspetto tecnico del gioco.

Io sono la parte più seria e scientifica della famiglia, diciamo, mentre lui è quello più estroso. Ognuno quindi consiglia e compensa l’altro.

Non abbiamo mai fatto questo di professione, comunque. Io ho studiato medicina a Trieste e non ho mai avuto troppo tempo libero per grindare. Ci sono stati periodo in cui ho giocato di più o di meno.

Andrea ha giocato anche a livelli piuttosto alti. Diciamo che ha vissuto delle montagne russe, ci sono state giornate in cui ha vinto o perso tanto online. Io invece accumulavo piano piano.

Dal vivo veniamo spesso a giocare in quel di Nova Gorica. Abbiamo frequentato anche Venezia e Campione, finché si offrivano i tornei di poker. I live ci permettono ancora di ritrovarci, visto che Andrea studia e lavora a Trieste mentre io lavoro a Mestre“.

 

 

Ma chi è il più forte tra i due fratelli? Andrea ce lo ha spiegato: “Ivan di solito arriva più lontano nei Main, ma io in compenso ho shippato qualche bel Side“.

Tornando al Main del Tana, va detto che i due Martinello non si sono scontrati in mani particolari. Ivan ci confessa: “Ho foldato Q-J suited su un’apertura di mio fratello perché non volevo impelagarmi contro di lui. Con una mano legittima però avrei rilanciato. Non vado a vedermi un flop contro di lui. Comunque è stato bello perché in tutte le pause ci confrontavamo“.

Ivan ha avuto modo di confrontarsi con Pescatori che è uno dei suoi miti insieme a Dario Minieri: “Anni fa Minieri è stato un esempio. Nei primi anni lo guardavamo multitablare gli heads-up da 5mila dollari. Tanta roba per un ragazzino di 19 anni. Purtroppo non ho mai avuto modo di affrontarlo al tavolo, però l’ho incontrato e gli ho stretto la mano. Mi ricordo sempre della sua deep run nel Main Event delle WSOP, con la sciarpa della Roma al collo. Mi dispiace che abbia avuto dei problemi personali negli ultimi anni“.

Ivan ci tiene infine a spendere delle belle parole per il gioco e le emozioni che trasmette: “C’è ancora troppa ignoranza per quanto riguarda il poker. La gente dovrebbe capire che non siamo qui a giocarci le case. Vietare la pubblicità ha senso fino a un certo punto. Mi dispiace vedere tanta gente giù ai giochi da casinò e non qui in poker room.

Per me il poker è un’occasione di sfogo anche per staccare dal mio lavoro. È bellissimo vedere ragazzini e pensionati che si trovano al tavolo con il professionista di turno, che magari ti racconta gli aneddoti di Las Vegas e un sacco di altre cose interessanti.

Il live mi dà molto, l’online meno. Già al lavoro sto tante ore davanti al computer. Magari un po’ di cash online la sera lo faccio ma i tornei hanno orari improponibili“.

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