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il 21 set 2011

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Full Tilt Poker: denunciati Lederer e Ferguson!

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Full Tilt Poker: denunciati Lederer e Ferguson!

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Si è conclusa “la due giorni” di udienza che vedeva a confronto la AGCC (Alderney Gambling Control Commission) e Full Tilt Poker. L’udienza, come ormai avevamo anticipato, si è tenuta “in camera” ovvero senza la presenza del pubblico. Pochi i dettagli che emergono, ma sono incredibilmente importanti e non molto confortanti per il futuro di Full Tilt Poker.

Una fonte anonima avrebbe affermato: ”Prima di tutto non ci sarà un terzo giorno di udienza, ma ora si è soltanto in attesa di un giudizio finale. E dopo questa udienza e dopo che il DoJ ( Dipartimento di giustizia americano) ha “lanciato una bomba” non riesco a intravedere nessun investitore o società disposta a sborsare soldi per un relitto che è Full Tilt Poker.”

Ma di quale bomba parla questa fonte anonima? Dagli Stati Uniti rimbalza una notizia importantissima: anche Howard Lederer e Chris “Jesus” Ferguson sono stati raggiunti da una denuncia. Nei loro confronti è scattata un’azione civile per richiedere il rimborso di fondi, che stando all’accusa, li vede colpevoli di averli sottratti illegittimamente ai players.

Il tutto si basa sul fatto che Full Tilt Poker ha sempre sostenuto che i fondi dei giocatori erano al sicuro e separati dai fondi operativi, il DoJ invece sostiene il contrario: Full Tilt Poker non agiva legalmente, ma il suo operato può essere ricondotto al classico “schema ponzi”, ovvero un sistema “truffaldino” che permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie.

Inoltre il Dipartimento di Giustizia americano rende note le cifre che contestano ad alcuni, tra i maggiori, azionisti di Full Tilt Poker:

- Furst, $11.706.323.96
- Lederer, $41.856.010,92
- Bitar, $40.954.781,53
- Ferguson, $25.000.000,00

Passa poco tempo ed arriva la risposta dell’avvocato difensore di Bitar, Jeff Ifrah: “Uno schema di ponzi richiede un investimento iniziale per poi ricevere un certo tasso di rendimento elevato. Ma niente di tutto ciò è accaduto. Però forse i fondi finanziari sono stati mal gestiti”.  Anche l’altro avvocato di Full Tilt Poker, Ian Imrich, conferma quanto detto dal suo collega: “Mentre il dipartimento di giustizia sta ovviemnte controllando tutte le attività svolte da FTP, si può ragionevolmente affermare che tutte le operazioni svolte dalle poker rooms mondiali non sono riconducibili ad un cosiddetto schema Ponzi.”

Il futuro di Full Tilt Poker sembra ormai segnato verso l’oblio, ma quello che adesso è importante per il DoJ non è tanto far rinascere la poker room quanto recuperare i fondi per rimborsare i giocatori.

Sicuramente seguiranno altre news e noi di ItaliaPokerClub vigileremo attentamente sugli sviluppi. Dite la vostra sul nostro forum.



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