Thursday, Jul. 24, 2014

Strategia

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il 31 gen 2012

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Le 8 anime del Poker Live

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Le 8 anime del Poker Live

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LE OTTO ANIME DEL POKER LIVE

Recentemente ho accompagnato un amico a un evento di un importante circuito di tornei live italiani. Non avevo alcuna intenzione di giocare a poker, volevo soltanto rivedere alcuni amici e passare un weekend lontano da casa. Durante la serata però il mio amico, bustato nei primi livelli del main event, mi convince a sedermi con lui per un sit and go da 100 euro da nove giocatori. Non avendo molta voglia di giocare mi sono concentrato sui caratteri dei miei avversari, notando che ognuno di loro rappresentava una diversa categoria. Otto giocatori, otto caratteri diversi: le otto anime del poker.

1. IL CHIACCHERONE

Alla mia immediata sinistra c’era il classico giocatore logorroico. Credo sia impossibile non averne uno al proprio tavolo perché è sicuramente l’anima che con più facilità troviamo nei giocatori. Trash Talking: così viene chiamato negli States. Parla con tutti, dal dealer agli avversari, dal cameriere al floorman; spesso chiama anche i tifosi e la propria claque che a volte lo accompagna come fosse un “messia”. Ma a volte va al di là del vero e proprio trash talking: diviene solo una maschera per celare le proprie insicurezze. Il vantaggio di affrontare un giocatore del genere è che si possono carpre una marea di informazioni dalle sue parole.

2. IL SACCENTE

Prima ancora di sedersi per la prima mano ha già detto al dealer come mischiare le carte. Prima ancora di subire la prima 3-bet della serata ha criticato la giocata dell’avversario. Parla poco meno del chiaccherone ma è ancora più indisponente. Regala i suoi consigli tecnico tattici a tutti gli avversari e a volte non manca di chiamare giocatori di altri tavoli per farsi confermare la bontà delle proprie idee. Alla fine della seconda orbita ha già raccontato di quella volta che ha “sculato” (naturalmente lui vi dirà che l’ha dominato) un satellite per un torneo importante.

3. IL NERD

Cuffie sempre ben salde sulle orecchie, telefonino di ultima generazione tra le mani, aria sempre assonnata fino a sera. Proviene dall’online e non lo maschera di certo. Difficile carpire informazioni da lui, ma spesso sottovaluta i tell che lascia con il movimento delle cuffie, degli occhiali e delle altre parti del corpo.

4. L’IMBARAZZATO

E’ l’ultimo a sedersi al tavolo come se fosse stato invitato a un party esclusivo. Parla flebilmente quando deve annunciare un rilancio e ha serie difficoltà a contare le chip e a metterle nel piatto. Si guarda sempre attorno come se fosse nel paese dei balocchi. E anche se non è la sua prima esperienza live è come se lo fosse. Solitamente è super chiuso al tavolo e quindi dobbiamo approfittarne sempre cercando di attaccarlo.

5. IL TACITURNO

L’esatto opposto del chiaccherone: fa fatica persino a dire l’importo del proprio rilancio. Concentrato all’inverosimile dietro agli occhiali scuri anche questo tipo di giocatore spesso si maschera solamente dietro all’aria da colui che parla poco visto che se lo troviamo al bar si lascia andare e esonda come un fiume in piena tutte le parole trattenute del corso del tavolo.

6. L’AMICO

L’amico che avevo accompagnato si trovava sul cutoff quando si trattava del mio turno sul grande buio. I giocatori che hanno quest’anima cercano di lanciarci tell se hanno una mano forte per evitare scontri fratricidi. E non importa che siate veramente amici fin dalle scuole elementari o che avete vissuto uno accanto all’altro solo il primo giorno di un evento della settimana precedente. Si lasciano andare a occhiolini, calci sotto il tavolo pur di non scontrarsi con noi e potrebbero andare fuori di testa se gli sbattete in faccia un bluff ben congegnato.

7. IL PROFESSIONISTA

Naturalmente non poteva mancare uno sponsorizzato al mio sit and go. Imperscrutabile, si dimostra quasi disinteressato al torneino che sta facendo per svagarsi visto che non paga i buy in ai tornei. In realtà è praticamente sempre concentrato su stack, pot odds e tell degli avversari ed è naturalmente l’avversario più difficile da fronteggiare. Da non confondere col finto professionista, che solitamente rientra nelle categorie del saccente o del chiaccherone, il quale spesso ha solamente conquistato una patch da attaccare sulla maglietta perché ha la conoscenza giusta al momento giusto.

8. IL GENTILE

Prime tre orbite e il giocatore sullo small blind mi regala un walk per due volte. Mi parla amabilemente del più e del meno, di come è stato eliminato dal main event, della moglie che lo attende a casa. Cerca di diventare mio amico e per fare questo mi lascia i bui nei primi livelli di gioco. Ma come un vero giuda la maggior parte delle volte sarà pronto a tradire questo rapporto per colpirci alle spalle nei livelli successivi quando il gioco diventa più duro.

E noi? A quale categoria dobbiamo appartenere? L’ideale sarebbe essere dei veri professionisti ma non sempre, soprattutto durante le prime esperienze live, riusciremo a essere freddi calcolatori. E allora il mio consiglio è quello di sfruttare tutte le anime del poker. Essere taciturni contro i chiaccheroni e gentili contro i saccenti e via via. Adattare non solo il nostro stile di gioco ma anche il carattere da tenere al tavolo può essere un’altra chiave vincente per diventare vincenti sul lungo termine.

Articolo pubblicato su Poker Sportivo: il magazine del Poker ogni mese in edicola. Abbonati subito!



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