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il 18 apr 2012

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Cercando alibi alla Varianza

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Cercando alibi alla Varianza

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Inizio primavera 2011: Ero andato rotto…
Non era come prima della mia presa di coscienza pokeristica, prima finivo i soldi depositati, adesso avevo bruciato il bankroll!!!, la cosa era molto più seria…
Stordito vagavo per la rete in cerca di conforto… Non ero il primo a finire in questa situazione, e come me, molti prima di me avevano cercato di lenire il dolore, bisognava capire cos’era successo e ripartire. Le cause del fallimento si potevano raggruppare in tre: incapacità da parte mia. software truccato, sfortuna nel ricevere le carte.

La prima ipotesi era impossibile, assiomaticamente falsa, cozzava in pieno con il “Principio di Conservazione dell’EGO”, ergo doveva essere scartata come ipotesi di lavoro. (e poi avevo già letto il libro di de Toffoli: sapevo tutto sul poker!!!). La seconda (disciplinata come “Grande Teoria del Rigged”) era accattivante, L’idea di una Volontà suprema, responsabile dei tuoi mali, gestore della tua vita, capace di premiare buoni e punire cattivi, aveva un certo fascino…

Poteva spiegare tante cose, poteva servire per nascondere le mie paure e forse anche per creare dei gruppi di potere che come sommi e unici interpreti della Volontà, approfittassero
delle mie badbeat per guadagnare dei privilegi… É strano che nessuno abbia sfruttato ancora queste idee… Forse dalle parti di un colle a Roma… La Volontà Suprema andava contro il mio pensiero liberale e logico (sono Vulcaniano ad honorem) quindi la scartai.

Restava la terza soluzione, ero sfortunato nel ricevere le carte… mmm. Sembrava la causa più logica, molti ne parlavano, essendo un gioco di carte è possibile avere un periodo che non ricevi carte, sopratutto se il periodo in esame è corto (-200€ in 300 sit si qualifica abbondantemente come periodo corto – e ripido e pieno di merda, come la famosa scala del pollaio).

OK, ci stavo, ero sfortunato, …sembrava una buona soluzione… ma ammettere che si è sfortunato ha una piccola deriva semantica… finisci per essere considerato uno sfigato o un iettatore, ed entrambe di queste cose entravano in conflitto, con il “Principio di Conservazione dell’EGO”. Mi ero cacciato in un ‘cul de sac’ la cui unica uscita era finire con il poker, relegarlo a un antro della mia memoria e negare che quel periodo fosse mai esistito.

Ecco pero che le Grandi Menti accorrono nel mio aiuto: Queste vicissitudini pokerisitiche non son sfortuna, sfiga, iella o altre cose mondane. No, il poker è una disciplina con basi solide nella matematica e nella statistica, e in quei campi non c’è la sfortuna: esistono eventi casuali che provocano una diminuzione nel valore numerico dei soldi depositati; esistono: I PERIODI DI VARIANZA NEGATIVA.

Periodo di Varianza Negativa, ecco cos’era successo, non ero io, erano le circostanze; Periodo di Varianza Negativa suonava proprio bene.

Adesso potevo andare con la giacca in tweed, il foularino, e la pipa a dire con supponenza “Sono in un Periodo di Varianza Negativa”, probabilmente detto al cocktail d’inaugurazione di una mostra, me avrebbe persino procurato una trombata. Mi sentivo molto meglio, avevo il mio alibi, adesso potevo iniziare a pensare davvero cos’era successo.
Fichissimo ‘sto Poker: anche quando hai perso tutto, ti da qualcosa…

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