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Ormai il Poker è diventato fenomeno di massa e di costume, ed ha invaso trasversalmente tutta la nostra penisola.Chi gioca inizia a non vergognarsi, anzi ne fa una argomento di conversazione, certo che in ogni gruppo di amici, di colleghi di lavoro, o di compagni di bevute al bar, ci sia qualcuno pronto ad uscire dall’anonimato e a dire: si, anche io gioco alla texana!
Ma ovviamente non è ancora tutto rose e fiori, visto che sopra alla nostra passione aleggia ancora un velo di “indignazione” misto a una buona dose di falsa morale buonista. E una domanda su tutte mette in crisi i giovani e vecchi pokeristi, e sono sicuro che ognuno di voi lettori almeno una volta negli ultimi mesi ha dovuto far fronte a questa moderna inquisizione: Ma non lo sai che il poker è un gioco d’azzardo?”
E allora cerchiamo finalmente di fare chiarezza, di sviscerare la questione una volta per tutte, per dare un aiuto ai giocatori incalliti e ai nuovi appassionati… ma il poker è un gioco d'azzardo o un gioco d'abilità?
Beh… come tutte le definizioni, anche questa lascia spazio a diverse interpretazioni.
Innanzitutto bisogna capire cosa si intende per azzardo collegato alle carte:
L’accezione più restrittiva del termine implica che si parli d’azzardo ogni qualvolta le carte vengano mescolate, e che quindi non si possa prevedere cosa ci riserverà il mazziere. In questo caso il poker sarebbe azzardo. Anche perché giocare senza mescolare le carte sarebbe sicuramente meno divertente 
L’azzardo inoltre viene definito tale nel senso più dispregiativo del termine quando:
“la somma di danaro o altra posta sia particolarmente grave o addirittura letale, quando l'atteggiamento del giocatore raggiunga altri livelli nella scala dei fini di lucro, dell'aggressività, del gusto della vertigine, delle pulsioni suicide”.
Sinceramente mi sembra un po’ eccessivo, anche perché dare una definizione così generica e soggettiva è sbagliato. Inoltre ci sono giochi totalmente d’azzardo (bingo, lotto e super enalotto, grattini vari) totalmente sdoganati e visti come innocui passatempi.
Condizione necessaria , secondo il mio modesto parere, per definire un gioco “d’azzardo” è che il giocatore non metta nel gioco stesso le proprie qualità, ma sia solo una pedina mossa dall’alto, in una scacchiera da cui non può scappare, se non venendo mangiato. Il poker non è così.. nel poker anche se sei pedone puoi muoverti come ti pare, accelerare e girare, rallentare e tornare indietro.
Ovviamente ci sono discipline in cui l’abilità conta al 100% (penso agli scacchi), ed altri in cui il fattore abilità è sicuramente preponderante ma non totalitario. Come il calcio, leader principe delle discipline sportive italiche, nel quale ci sono le giornate storte, le partite in cui il pallone proprio non vuole entrare, le zolle rimbalzine, senza dimenticare la dura legge del goal.
Quando qualcuno, (la zia malefica, la fidanzata preoccupata, la moglie sospettosa) vi dice che è tutto azzardo, rispondete che nel poker l’abilità conta, e conta parecchio. Sarebbe ipocrita dire che però è tutto.
In fondo, come ho scritto in un mio vecchio editoriale:
Il poker non è un candido sport.
Il poker non è un fosco azzardo.
Il poker è semplicemente di più.
©2007, Carmine "mamma51" Ferro, ItaliaPokerClub™
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