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il 14 Apr 2018

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Reg Identikit – Il giramondo Carlo ‘AUMNAMASHIVA’ Gatti: “Il passaggio al ‘punto it’ è stato traumatico”

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Reg Identikit – Il giramondo Carlo ‘AUMNAMASHIVA’ Gatti: “Il passaggio al ‘punto it’ è stato traumatico”

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Gioca a poker praticamente da quando era maggiorenne e di recente ha vinto 7.870 euro in uno degli ultimi eventi High dello SCOOP.

Stiamo parlando del 32enne milanese Carlo ‘AUMNAMASHIVA’ Gatti, grinder di PokerStars.it con un grosso bagaglio di esperienza maturato in diverse nazioni straniere.

L’abbiamo contattato qualche giorno dopo il suo shippo allo SCOOP e ci siamo fatti raccontare tutta la sua interessante storia. Ecco cosa ci ha detto Carlo:

Gioco a poker da quando avevo 18 anni. Mio padre è sempre stato uno scommettitore professionista e anche un pokerista. Io ho scoperto il Texas Hold’em sul ‘punto com’ per caso, quando conoscevo già il poker a cinque carte e frequentavo l’università. Mi ricordo che ho iniziato a giocare a soldi finti su Everest Poker per poi investire 20 euro iniziali. In principio quello era un hobby per me, ma in seguito il grinding è diventata una cosa seria su Full Tilt, che è stata la room dove ho guadagnato di più in carriera. Avevo gli status più alti e ricavavo molto dalla rake interna ed esterna al sito. Giocavo anche molto heads up up tra 1-2 e 2-4“.

Ora quei tempi sono lontani. Carlo nel frattempo ha girato parecchio prima rientrare in Italia per motivi familiari: “Per cinque anni ho lavorato (e giocato) in Thailandia. Avevo un ristorante e un ostello. Il poker lì era diventato un secondo lavoro, anche perché gli orari dei tornei erano alienanti. Iniziavano tardissimo la sera e finivano al giorno dopo. Difficile anche per un animale notturno come me.

Adesso gioco quasi tutte le sere, il poker è diventato di nuovo il mio lavoro principale. Dall’Italia gioco soprattutto su PS.it perché nelle altre room italiane il palinsesto non è molto allettante“.

Il passaggio dal ‘punto com’ al ‘punto it’ a suo tempo è stato un po’ traumatico per Carlo: “Il field del .it all’inizio era molto morbido, ma ho avuto comunque difficoltà ad adattarmi perché ero abituato ad altri avversari. Quando c’erano ancora gli americani sul .com si facevano moves che poi non funzionavano contro gli italiani“.

Anche il nickname di Carlo cela un aneddoto legato a un Paese straniero: “AUMNAMASHIVA è una preghiera induista. Quando ho aperto quel conto ero appena tornato da un viaggio di sei mesi tra le montagne dell’Himalaya in India”.

Ecco il grafico correlato al nick che vanta circa 70mila euro vinti:

 

 

Volete scoprire qualche altra curiosità su Carlo? Beh, per esempio ci ha raccontato chi sono i suoi amici pokeristi:

Mi sento spesso con Antonio Barbato e Luca Daelli. Non ho mai fatto coaching, ogni tanto mi è capitato di dare una mano a qualche amico“.

E il live? Girando il mondo Carlo si è seduto a qualche tavolo fisico:

Dal vivo ho giocato nei circoli e un po’ di cash game. In Thailandia in particolare avevo trovato una bella partita di cash live. Nel 2010 sono stato invece per tre mesi a Las Vegas ma non ci sono poi più tornato. Ero andato là per giocare tornei durante le WSOP, invece alla fine mi sono dato al cash 1-2 e 2-5. Le cose mi erano andate bene, ma poi ho perso il guadagno in una tappa in Canada“.

Adesso la vita di Carlo è diversa: “Questione di priorità, sono rientrato in Italia perché sono diventato da poco papà di una bambina. Ora grindo mtt e Spin da 100 ma ho diminuito i volumi di gioco. Prima facevo centinaia di Spin e 300/400 euro al giorno di rake. Con i bauli non ha più senso.

A un giovane aspirante pro consiglierei di approcciarsi agli Spin che offrono più libertà. Con gli mtt bisogna rispettare certi orari e gli shot annuali importanti che si possono fare sono ormai pochi. All’estero è più difficile ma più stimolante. Ogni giorno in pratica c’è un torneo che ti può spostare parecchi“.

A proposito, ecco cosa ci rivela Carlo sul suo ultimo SCOOP: “Ho fatto diverse deep run ma senza successo nel recente Championship primaverile. Ero sotto di oltre 2mila euro prima di vincere l’evento 18H. È stata una bella soddisfazione. In heads up abbiamo deciso di fare deal alla pari e lasciare da parte i mille euro minimi per il vincitore. Sono contento perché già una volta ero andato vicino alla vittoria SCOOP. Mi ricordo che avevamo fatto un deal a 4 quella volta. Mi piazzai 4° ma incassai il secondo premio più ricco“.

Chiudiamo con un ringraziamento speciale: “Devo ringraziare i miei genitori per avermi sempre appoggiato nella mia scelta di giocare a poker. Potevo anche prendere un’altra strada e proseguire la mia carriera universitaria, visto che mi sono laureato a pieni voti in Lettere e Filosofia“.

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