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il 13 Set 2018

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3 buoni motivi per bluffare con niente in mano!

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3 buoni motivi per bluffare con niente in mano!

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Una delle ultime clip di Jonathan Little ci fornisce qualche indicazione su quando, come e perché sia profittevole bluffare con una mano priva di equity.

Prendendo spunto dal tutorial del coach americano, abbiamo dunque pensato di darvi 3 buoni motivi per puntare senza avere nulla in mano.

 

Aggredire un avversario tight/nitty

Sapere che tipo di giocatore abbiamo di fronte è fondamentale. Quando c’imbattiamo in player con tendenze tight fare bet, bet, shove non dovrebbe mai essere un vero e proprio errore. Ancor meglio se il nostro avversario è classificabile come nitty (molto tight).

Le prede perfette sono quei giocatori chiusi preflop e straightforward post flop. Utilizzando anche tecniche fastidiose come la overbet al turn (o addirittura flop) potremmo riuscire a vincere pur avendo due biglietti del tram in mano

Fare leva sui range

“Non ho importa ciò che ho io, importa quello che (non) hai tu”.

Il poker, qualora non lo aveste ancora capito, è un gioco di range vs range. E ci sono tante dinamiche di gioco in cui, per forza di cose, ci si ritrova a essere ‘cappati’. Quando è il nostro avversario a esserlo possiamo aggredirlo anche avendo 79 su board AKQ K 6 se siamo noi gli aggressori pre e lui il difendente dai blinds.

Ecco spiegato il motivo per cui molti regular hanno iniziato ad implementare combo quali A-K nel range di difesa da bb su un open da early… Ma contro player occasionali, state certi che vi ritrovereste sempre dinanzi a una tribet. Indi per cui, in caso di flat, potreste aggredire pressoché con tutto.

Farne almeno due!

Non avendo nulla in mano, dobbiamo necessariamente forzare il colpo. Appare molto ambizioso vincere la mano effettuando una sola puntata tra flop turn e river. Effettuando una 2-barrell aumentiamo sicuramente l’opportunità d’incassare il pot. Facendone 3, rischiamo di più, ma tavolta s’adda fa’.

Molto interessante, come variazione vs reg, potrebbe essere una linea bet, check, bet, quasi mai efficace contro giocatori occasionali.

Riagganciamoci dunque allo spot suggeritoci da Little, che pur non essendo andato a buon fine spiega bene le ragioni per cui puntare flop e turn in determinate situazioni.

MTT da 1.500$ di buy-in, blind 150/300, ante 50. Jonathan gioca con uno stack da 50bb.

Little apre a 800 da bottone con J10 ricevendo il solo call di big blind. Il flop recita K73. Oppo bussa.

“Questo è un flop particolarmente dry che hitta il mio range decisamente meglio rispetto a quello del mio avversario. Talvolta sarà sufficiente bettare meno di 1/3 pot per assicurarsi il piatto. Punto 800, big blind chiama.”

Il turn è un 8.

“Ok. Iniziamo a ragionare sul nostro range. Qui non betteremmo mai un 8, coppia di donne o coppia di sette. Betteremmo tutti i K (o meglio), tutti i set, le doppie, più tutti i draw. Proprio per questo, al fine di essere bilanciati, dovremo bettare una parte delle nostre combo con equity bassa o nulla. Possiamo scegliere con quali farlo tra 4-6, 5-6, 9-T, T-J, 9-J. Addando tutte queste combo dovremmo dunque essere disposti a snappare quando veniamo check/shovati e ci troviamo anche un solo con top pair, visto che oppo potrebbe allargare il range di check/raise. Qualora il nostro avversario chiamassi dobbiamo chiaramente essere disposti a puntare, una buona parte delle volte, su tutte le carte che chiudono flush e altre che chiudono scala (non la nostra!)”

Nel caso specifico, come anticipato, oppo check/raisa e Jonathan folda sereno:

“Sono convinto sia un ottimo bluff, profittevole long term. Facendo leva sui range [punto 2 del nostro pezzo] e ribarrellando turn dopo aver bettato su flop dry, possiamo sicuramente vincere dei pot ‘che non ci spettano’, costringendo il nostro avversario a foldare più di quanto dovrebbe.”



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