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il 25 set 2012

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Come essere poco leggibili al tavolo da poker?

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Come essere poco leggibili al tavolo da poker?

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Leggere i nostri avversari ad un tavolo da poker è uno dei vantaggi più grandi che si possa avere. Immaginatevi di riuscire a sapere esattamente che cosa ha in mano ogni volta, quanto potrebbe spostare l’esito della mano. Folderemmo tutte le volte che sappiamo essere sotto, e potremmo spingere ogni volta che siamo sopra. Easy Game.

Di solito nella maggior parte dei film che abbiamo visto sul poker questa consapevolezza della mano avversaria avviene in virtù di un “Tell” fisico particolarmente eclatante (chi non si ricorda il movimento d’orecchio del “marsigliese” in Asso…) ma nella realtà questo accade decisamente poche volte e son ben altre le cose a cui dobbiamo stare attenti per poter “leggere” al meglio il nostro avversario.

E’ certamente vero che la postura, il battito cardiaco o altri tell fisici possono influenzare le nostre scelte, ma di sicuro sono molte di più le volte che prendiamo decisioni in base alle puntate che abbiamo visto fare, alla size delle stesse, a determinati “pattern” che ci svelano dopo tante mani giocate insieme, come stanno giocando i nostri avversari.

Allo stesso modo, però, più giochiamo insieme ad altri giocatori e più anche loro potranno capire alcune cose di noi e renderci leggibili ai loro occhi.

Come fare quindi per cercare di essere il meno leggibili possibile?

Potremmo riassumere in tre punti un buon modo per essere meno leggibili al tavolo da poker.

1) Variare le nostre puntate

Dopo diverse ore che si gioca con gli stessi avversari, di certo saranno molte le informazioni in loro possesso sul nostro gioco (e viceversa naturalmente). Se abbiamo sempre puntato 3/4 di piatto in C-Bet dopo l’apertura iniziale, non sarà molto difficile che qualche avversario cominci a prendere le relative contromisure. Questo ovviamente non significa che non dovremmo mai C-Bettare, ma semplicemente che è utile variare il nostro  gioco durante una sessione. E’ un concetto abbastanza basilare che molti giocatori fanno in relativo automatismo, ma non per questo meno importante. Se giochiamo allo stesso modo le nostre mani forti, con la stessa tipologia di puntata e le stesse size, presto esse perderanno di valore (o meglio sarà facile per i nostri avversari non pagarci più). Idem si può dire per quando non avremo punti forti.

Per questo è essenziale alternare con una certa percentuale sia i nostri pattern di gioco, sia le size di alcune giocate. Se per esempio siamo riusciti a dissimulare bene le nostre mani forti (che magari abbiamo spesso 3bettato pre, qualche volta anche flattato) con i nostri bluff (che abbiamo a volte 3bettato pre, a volte flattato), possiamo poi puntare anche su un’ulteriore manovra di “Dissimulazione” variando anche le size a nostro piacimento in modo da riuscire ad avere piatti più grandi quando abbiamo una mano forte e più controllo quando non l’abbiamo. Anche in questo caso non può essere una regola, visto che di nuovo sarebbe troppo facile per i nostri avversari capire che quando vogliamo alzare il piatto siamo forti, mentre quando controlliamo siamo deboli. Un buon mix però, spostato a nostro vantaggio, nel lungo periodo potrebbe darci margine di guadagno.

Per non essere leggibili attraverso le nostre puntate insomma, la parola d’ordine è variare il proprio gioco tenendo sempre d’occhio le mosse più vantaggiose per noi. E’ la scoperta dell’acqua calda ma molti a volte sembrano dimenticarsene.

2) Prendersi il giusto tempo di decisione

Anche questo è un aspetto forse poco considerato soprattutto da chi non è molto esperto di gioco live (nell’online i tempi di reazione sono spesso dettati da limiti predefiniti o comunque variabili a seconda del numero di tavoli aperto).  E’ estremamente importante valutare bene il tempo di azione al tavolo, non tanto perchè sia necessario prendersi molto tempo per la nostra decisione, quanto perchè “A volte” sarà necessario farlo e se lo si fa solo quando abbiamo scelte difficili ecco che allora tutte le altre volte che agiamo più in fretta saremo facilmente leggibili.

Chris Ferguson (oggi noto per ben altre vicende), ripeteva spesso che per valutare la sua azione successiva gli bastavano pochi secondi, ma ogni volta ritardava volutamente la sua azione proprio per non dare alcuna informazione riguardo ai suoi tempi. Ricordo persino che c’era qualche player non molto esperto che all’inizio della sua carriera live aveva un orologio in tasca che gli teneva i “tempi” per le sue decisioni in modo che o fossero sempre costanti, o viceversa apparissero in maniera completamente random.

In generale l’idea è quella di non mettere subito i nostri soldi nel piatto colti dall’eccitazione di giocare quella mano molto forte, e nemmeno quella di attendere tempi infiniti quando il conflitto sul da farsi blocca le nostre decisioni. Ma trovare una giusta via di mezzo che possa non fornire alcuna indicazione utile sia che per noi sia una mossa facile, sia che stiamo decidendo del futuro del nostro stack.

3) Controllare il proprio corpo

E’ vero. Abbiamo detto che in realtà i “Tell” fisici non sono quasi mai così eclatanti ed importanti come il cinema vuole farci credere. Ma è anche vero che ci sono atteggiamenti al tavolo che spesse volte rappresentano meglio di qualunque altra cosa la forza della nostra mano. Non vogliamo qua fare un’analisi approfondita di tutti i possibili “tell”, anche perchè spesse volte ormai sono proprio gli stessi Player Pro a darci falsi indizi per sviare la nostra lettura, per cui tutto ad alti livelli diventa differente da analizzare.

Vogliamo però indicare uno degli atteggiamenti più comuni tra chi si avvicina ai tavoli live e che spesso trovandosi a dover foldare molte mani in attesa dello spot giusto, cominciano a tenere una postura particolarmente adagiata sulla sedia. Nulla di male, anche perchè i tempi sono lunghi e la posizione scomoda. Quello che non va bene è che se ci troviamo in una posizione di quel genere e poi veniamo serviti di una mano molto forte, generalmente siamo portati a spostarci in posizione più eretta ed avvicinarsi al tavolo e all’azione, dando così un evidente segnale ai nostri avversari.

Dobbiamo pertanto contenere questo atteggiamento con un po’ di disciplina (e postura) al tavolo, il più possibile simile in tutte le mani. Non che dobbiamo stare immobili ovviamente, ma anche in questo caso basterà nella maggior parte dei casi, mantenere un’atteggiamento il più possibile neutro sia in caso di due Assi in mano, sia quando (e saranno certamente di più) avremo due scartini.

Tutto questo forse non ci renderà davvero illeggibili, ma almeno i nostri avversari faranno un po’ più di fatica nel capire quali sono le nostre intenzioni (e la nostra mano).

 



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