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il 13 ott 2012

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Il gatto di Schrödinger e la “Mono Mano”

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Il gatto di Schrödinger e la “Mono Mano”

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“C’hai per forza assekkappa” disse il player italiano, alzando gli occhiali da sole sulla fronte per vedere meglio il suo avversario in volto. Ma l’austriaco Erwin Schrödinger, noto nel circuito come Schrödy, continuava a rimanere impassibile, ostentando un sorrisetto divertito sul suo viso bonario. Sorrideva, e non faceva altro che coccolare il suo gatto nero. Nemmeno lui si ricordava alla perfezione quali carte gli erano state date dal dealer all’inizio della mano. Ma una cosa la sapeva, ed era il motivo della sua smorfia d’ilarità: non aveva “per forza” asso e kappa.

Se siete già corsi a cercare il nome di Erwin Schrödinger su Hendon Mob, rimarrete probabilmente delusi. Non si tratta di un fortissimo grinder austriaco, habitué dei circuiti europei di poker più prestigiosi.

Erwin Schrödinger è stato un brillante fisico, una delle menti più illuminate del ventesimo secolo, premio Nobel per la fisica nel 1933. E’ particolarmente noto al pubblico per un suo esperimento mentale, detto “il gatto di Schrödinger“: ingegneri, matematici, fisici e nerd come me sicuramente sapranno bene di cosa si tratta. Per chi invece non lo conosce, mi improvviserò divulgatore scientifico da quattro soldi.

Supponiamo di mettere in una scatola, chiusa ermeticamente, un gatto (ovviamente nero!). In questo contenitore, assieme all’animale, c’è un meccanismo mortale, una fialetta di cianuro con un martelletto che può romperla, liberando i vapori mortali che non lascerebbero scampo al felino. Ma non siamo noi a decidere quando si romperà questa fiala di cianuro: il marchingegno è collegato ad un contatore Geiger che rileva il decadimento di una particella radioattiva, e questa particella ha il 50% di probabilità di decadere nel corso di un’ora.

Dopo 60 minuti di attesa, ci chiediamo se il nostro gatto sia sopravvissuto o se sia andato incontro alla morte (tranquilli, è un esperimento mentale: nessun gatto è stato messo in pericolo né da Schrödinger né da ItaliaPokerClub); fino a che non apriremo la scatola non potremo conoscere la risposta alla nostra domanda. E qui sta il nocciolo della questione.

Schrödinger ci dice che “La funzione \Psi dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso“. Tradotto in parole povere, significa che finché non apriamo la scatola, il gatto non é vivo e non é morto. E’ contemporaneamente vivo E morto, in una sovrapposizione perfetta di due stati quantici.

Erwin Schrödinger

Il poker è un gioco basato sulla matematica e in particolare sulla statistica. Esattamente come la meccanica quantistica. E ragionamenti di questo tipo sono perfettamente applicabili anche al tavolo verde.

Fare call, raise o fold è una scelta complessa, che deve sempre tenere conto di molteplici fattori. Le carte dell’avversario non sono mai perfettamente definite, ma se abbiamo una lettura corretta possiamo definire il suo range: una “nuvola” quantistica di stati, tutti associati ad una probabilità discreta, e non possiamo avere nessuna certezza finché oppo non decide di voltare le sue carte a faccia in su.

Certo a volte le cose sono più semplici. Se abbiamo il nuts, mettiamo allegramente tutti i gettoni in mezzo al piatto. Se abbiamo 5 alto, ci pensiamo un po’ per fare scena e poi buttiamo via le carte. Ma quando la decisione da prendere non è agevole, e bisogna stimare bene la mano dell’avversario, c’è da ricordarsi sempre una regola empirica fondamentale: mai “battezzare” la Mono Mano.

Il nostro avversario non avrà mai “per forza” asso e kappa in quello spot. E non starà mai “per forza” bluffando su quel board. Anche il donk più incapace di tutto il tavolo ha un range composto di mani di tipo diverso: polarizzato, depolarizzato, pieno d’aria, pieno di valore, ma sempre di range si tratta. Quante combo di valore? Quante combo di bluff? Che mani trasformerebbe in bluff qui? Che progetti si sono chiusi? Le domande da porsi le conosciamo, bisogna solo resistere alla tentazione di mettersi a pensare alla singola mano, all’esatta coppia di carte in mano all’altro giocatore.

La prossima volta che qualcuno, in TV o al tavolo con voi, esclamerà “C’hai sicuramente due assi” convinto di aver azzeccato la lettura del secolo, fatevi una risata mentale pensando al faccione di Schrödinger e accarezzate il vostro gatto invisibile. Perché anche se dovesse avere indovinato le vostre carte, se doveste avere proprio due assi in mano, comunque saprete che il vostro avversario sta commettendo un errore nell’assegnarvi una singola mano. E gli errori altrui, a poker, significano più soldi per noi!

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