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il 8 Ago 2018

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Hand review – La mano che ha spianato la strada a Bonomo nel testa a testa contro Holz al Big One!

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Hand review – La mano che ha spianato la strada a Bonomo nel testa a testa contro Holz al Big One!

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Se avessimo dovuto inventarcelo non avremmo osato tanto.

L’epilogo del Big One for One Drop da 1.000.000$ di buy-in ha avuto dei contorni fiabeschi, con tanto di duello finale tra il bon(omo) e il cattivo.

Da una parte il giocatore più in palla del momento, dall’altra uno che troverebbe diamanti scavando sotto la sabbia e che, seppur “in pensione”, risponde sempre presente agli appuntamenti che contano: un vero mostro da battere, sotto tutti i punti di vista.

Se a ciò aggiungiamo la sua caratteristica “run indecente” il gioco è presto fatto: Fedor Holz è destinato a centrare una clamorosa doppietta al Big One for one Drop a distanza di due anni, a meno che…

Ecco lo spot che ha stravolto i piani al diavolo di Saarbrücken spedendo in orbita “mister 25milioni in 7 mesi”, Justin Bonomo. Un’altro che la sfortuna, almeno al tavolo verde, la osserva col telescopio a qualche galassia di distanza.

Hand #135 – Day3, blind 500K/1M, ante 1M, da circa una ventina di mani si gioca in heads-up.

mano-holz-bonomo

 

PREFLOP : Apre Fedor a 2.8m, Justin 3-betta a 9.5M, call.

Osservando le mani precedenti relative alla fase heads-up, notiamo un approccio più creativo da parte di Bonomo contro uno più lineare messo in atto da Holz. Gli stack in gioco fanno la differenza: Holz partiva con un grosso vantaggio in chip di circa 3:1 mentre l’avversario doveva necessariamente rischiare qualcosa per incrementare i 25BB a disposizione.

Registriamo due 3-bet shove da parte dell’americano: la prima per circa 25x con A-8o, dove trova il raddoppio su 4-4 di Holz grazie a un Asso preso al turn. La seconda invece per ben 45x: breve riflessione, count e carte nel muck. Quando Bonomo 3-betta 9.5M sull’apertura di Holz, si tratta della terza 3-bet su dodici mani: un campione insignificante a livello statistico, che però potrebbe indurlo a riflettere sul range col quale il suo avversario gioca in questo modo da BB.

FLOP: Q 4 3, Bonomo c-betta 5M, chiama Holz.

Entrambi hanno più di 50x a disposizione a inizio mano, ma già prima del flop il piatto raggiunge i 20 milioni: si gioca per i 45M effettivi di Bonomo, che dopo la c-bet e il call di Holz diventano 40M su pot da 30M. Su questo tipo di texture Bonomo è quasi obbligato a c-bettare con gran parte del suo range e la size (1/4 pot) sembra scelta apposta per non dare indicazioni sulla forza della mano e giocarsi il colpo nelle street successive.

TURN: 8, Bonomo checka, Holz punta 11.5M, call.

Il turn è una carta che agli occhi di Holz non cambia assolutamente nulla, anzi gli da la forza per bluffare visto che un discreto numero di volte il check di Justin è sintomo di “give-up”. La sua mano ha due blocker importanti che riducono le combinazioni di K-Q/Q-J con cui Bonomo avrebbe potuto adottare una condotta simile, oltre ovviamente alle pair (K-K/J-J) e mano come A-K/A-J con cui avrebbe potuto 3-bettare.

Con una mano come A-Q, Justin avrebbe potuto puntare nuovamente per valore e il check al turn fa pensare che tra le sue hole cards non ci sia un Asso e una Dama. Tante invece le mani che checkano per mollare la presa al turn. La size scelta da Holz lascia a Bonomo le odds per qualche call più ardito con un flush draw (che non è detto non punti nuovamente al turn) o gutshot che potrebbe combinarla su alcuni river pericolosi per il range del tedesco. In generale anche mani come Q-Ts, Q-9s, Q-8s (non a fiori per ovvie ragioni) punterebbero al turn, lo stesso dicasi per le overpair o i set (Q-Q/8-8, su cui però non sappiamo se avesse optato per la 3-bet pre) motivo per cui nel  range di valore ci sono pochissime mani che checkano per chiamare al turn, disposte a fare la stessa cosa anche al river.

Dall’altro punto di vista Bonomo ha una doppia che lo fa sentire quasi imbattibile sulla maggior parte dei river. Holz potrebbe benissimo avere una Dama che chiama flop e punta for value/protection al turn, da cui potrebbe prendere ulteriore valore al river. A carte viste sembrerebbe che il plan di Fedor sia quello di andare all-in su qualsiasi river ‘safe’ non a fiori, non avendo un blocker dalla sua. Ma ovviamente sono solo supposizioni…

River: 6, Check Bonomo, all-in Holz, snap-call.

Il pot ha raggiunto i 55M e si gioca per i 28x effettivi di Bonomo, circa mezza Pot Size Bet. Il river non chiude nessun draw e dopo il secondo check, Holz mette ai resti l’americano che ovviamente, su un river così innocuo chiama istantaneamente portandosi a casa il pot. Dal minuto 4:00 potete trovare la cronaca dell’action commentata da Joe Ingram:

In base alle nostre analisi, che lungi dall’aver la pretesa di esser Vangelo, – d’altronde noi siamo qui a scrivere e loro a giocarsi i milioni – chi ha giocato meglio/peggio tra i due?

A voi la sentenza: scriveteci cosa ne pensate lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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