Thursday, Sep. 18, 2014

Strategia

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il 7 mag 2012

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Isolare i giocatori scarsi nel poker cash game

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Isolare i giocatori scarsi nel poker cash game

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Tutti sappiamo che nel poker un giocatore bravo guadagna dagli errori che commettono gli avversari: vien da sè capire che piu i nostri avversari sbagliano, più noi guadagniamo; ecco perchè è fondamentale capire quali sono i giocatori più scarsi del tavolo, e giocare quante più mani possibili contro di loro.

A limiti bassi ci saranno molti giocatori che giocano male. Talvolta tuttavia ci saranno tavoli in cui, anche se abbiamo edge su tutti i giocatori, questi faranno meno errori dei classici fish, e di conseguenza avremo solo un modesto guadagno: il grosso guadagno viene dallo spremere i giocatori scarsi!

La situazione ideale, è quella di avere alla nostra destra un giocatore scarso, contro il quale vorremo giocare quanti piu piattipossibili, in posizione. Dando un occhiata ai tavoli 6max NL20 disponibili, ne troviamo uno che presenta un posto libero, alla destra del posto è seduto un giocatore con queste statistiche: VPIP 66 PFR 17 AGF 0.9
Alla nostra sinistra invece abbiamo due nitty, con statistiche 11/9 e 12/8.

Gli altri due posti sono occupati da un TAG, con statistiche 18/16, e un altro giocatore piutosto scarso, con statistiche 28/13.Il nostro fish ha uno stack superiore ai 100bb, e noi ci sediamo naturalmente full stack.

Il vantaggio che avremo nel sederci alla sua sinistra, sta nel poterlo isolare nel preflop e nel giocare in posizione su di lui postflop; questo, unito alla nostra maggiore abilità, porterà un guadagno. In un tavolo con giocatori preparati, isolarsi contro un fish risulterà più difficile, perchè i nostri avversari capiranno quello che stiamo facendo e cominceranno a 3bettare i nostri rilanci di isolamento, coscienti del fatto che spesso non avremo una mano molto forte, e saremo costretti a foldare.

Ma questo succedrà meno spesso di quanto dovrebbe, specialmente in un tavolo di giocatori mediocri e chiusi. Andiamo a vedere come applicare l’isolamento.

Primo esempio

Il giocatore scarso, che d’ora in avanti chiameremo “omino”, limpa per 0.20$ dal Cut Off.
Noi siamo sul bottone e spilliamo . Questa è una mano che solitamente folderemo contro un rilancio, in questo caso invece è sufficente per giocare contro il limper. Rilanciamo dunque a 1$. I bui foldano e omino chiama.

Al flop scendono .

Il flop ci manca completamente, ma la maggior parte delle volte non aiuterà nemmeno il nostro avversario, e quando lo farà, avrà comunque una mano debole come una coppia di 5, o una donna con kicker debole. Omino fa check, noi puntiamo 1.70$, omino folda.

Secondo esempio

L’omino da HiJack fa un rilancio minimo da 0.40$. Abbiamo visto più volte rilanciare questo giocatore con un miniraise con mani deboli, o con delle coppie basse servite, o semplicementi con mani a caso. Ci ritroviamo sul Cut Off con . Dobbiamo nuovamente isolarci, anche se la nostra mano è marginale, è sufficente per giocare contro questo giocatore.

Vogliamo evitare che il bottone o i blinds entrino nel piatto, quindi dobbiamo fare una 3bet tra 1$ e 1.40$. Prenderemo il controllo della mano, ci isoleremo, e potremo anche vincere il piatto direttamente nel preflop.
3bettiamo dunque a 1.20$, il bottone e i bui foldano, mentre il nostro limper fa call.

Il flop recita: .

Abbiamo legato solo la seconda coppia con un buon kicker, ma la maggior parte delle volte sarà la mano migliore. Omino fa check, qui dobbiamo fare una continuation bet per valore. Il nostro avversario chiamerà con schifezze di ogni tipo, probabilmente 9x, 4x, Jx, 22+, e qualche A high, piu tutti i draw a incastro, oesd, e flushdraw.
Il piatto è ora di 2.70$, puntiamo 1.50$. In una situazione come questa, vogliamo prendere un po di valore, ma preferiamo comunque tenere il piatto basso.

Contro questo tipo di giocatori, possiamo benissimo cambiare le nostre size in base alla forza della nostra mano, perchè loro guarderanno soltanto le proprie carte, tralasciando il piatto e il nostro range. L’omino chiama la nostra puntata, e al turn scende il . L’omino fa nuovamente check.

Dobbiamo nuovamente puntare. Qualche volta lo troveremo con un J che sta giocando in modo passivo, o con un set. Altre volte chiuderà un draw sul turn. Ma la maggior parte delle volte la nostra mano sarà buona. Solitamente, quando lui è avanti, avremo lo stesso 5 out per migliorare. Puntiamo dunque 3.20$, e l’avversario folda.

Terzo esempio

Il nostro amico apre nuovamente con un miniraise a 0.40$, questa volta da UTG. Spilliamo . Normalmente sarebbe un fold piutosto scontato. Ma contro questo giocatore è una buona occasione per isolarci, pertanto rilanciamo a 1.20$. Veniamo flattati dall’original raiser.

Il flop presenta .

Dopo il check di UTG, facciamo una Cbet di 1.80$ su un pot di 2.70$; lui fa un miniraise a 3.60$.
Dobbiamo foldare. Un giocatore che si è sempre mostrato passivo nel preflop, si mostra ora aggressivo con un A in tavola, continuare in questa mano è solo uno spreco di soldi.

Quarto esempio

Foldano tutti sino al giocatore scarso sullo SB, che completa. Noi di BB spilliamo . Il piatto è ormai testa a testa, e abbiamo posizione sul nostro avversario. La nostra mano è sufficente per rilanciare dai 3 ai 4 BigBlinds. Rilanciamo a 0.80$, il nostro avversario chiama.

Il flop mostra .

Questo flop legherà raramente con la mano del nostro avversario, e al peggio avrà legato una coppia di 4, o una 2nd pair con le PP basse. Abbiamo quindi ancora 6 out per migliorare, e per lui proseguire fuori posizione con una bottom pair non sarà comunque facile.  Lui fa check, noi puntiamo 1.20$ e lui folda. Ovviamente alcune volte avrà trovato il trips, o il full house, pertanto se incontriamo troppa resistenza non conviene forzare le mano, foldiamo e aspettiamo un altra occasione

Quinto esempio

Foldano tutti fino al giocatore scarso che limpa dal bottone. Il giocatore sul BB è un reg, con statistiche 17/14. Noi siamo di SB, e spilliamo . Spesso il primo pensiero qui è di completare lo SB, e cercare il set ad un prezzo economico. Invece dovremmo prendere in considerazione un rilancio, per far foldare il bottone, e giocare il piatto in HU contro il limper. Aumenteremo la nostra possibilità di portare via il piatto uncontested, e possiamo sempre chiudere un set, ed essere pagati bene. Rilanciamo a 0.80$, e veniamo chiamati sia dal BB che dal Bottone.

Il flop è .

Abbiamo legato il set, e ora dobbiamo giocare la mano aggressivamente, proprio come faremmo le volte che non avremo legato nulla. Non commettiamo l’errore di mostrarci aggressivi per molte mani, e poi fare slowplay le volte che chiudiamo un punto forte. Quando un giocatore scarso ci vede giocare molto aggressivamente, comincerà a pensare che stiamo sempre bluffando, e comincerà a chiamarci con moltissimi punti marginali.

Il piatto è 2.40$, puntiamo 2$, il BB folda e il Bottone chiama. Al turn esce il . Potrebbe essersi chiuso il flushdraw, ma moltissime volte il nostro avversario ci avrà seguito semplicemente con un incastro, o una coppia servita, o ancora la top pair o 2nd pair. Inoltre, abbiamo sempre 10 outs per migliorare. Puntiamo perciò 6$ su un piatto di 6.40$, e il bottone chiama. Al river scende il , noi spingiamo i nostri resti, e veniamo chiamati dal nostro avversario con .

Questi sono alcuni esempi su come sfruttare i giocatori scarsi che troveremo ai tavoli. Piu avanzeremo nei livelli, più questi giocatori scarseggieranno, e sarà fondamentale riuscire a vincere il più possibile le volte che avremo uno di questi giocatori al tavolo.

Sfruttiamo le tendenze del nostro avversario, se gioca passivo al flop, foldando spesso, aggrediamolo senza pietà. Dopo diverse mani in cui lui sarà costretto a foldare, comincerà a pensare che stiamo bluffando sempre, e allargherà in modo sorprendente il suo range di call dopo il flop, e per noi sarà semplice prendergli i resti quando legheremo un punto forte.

Ovviamente, se notiamo che sta cominciando a seguire due o tre street anche con la seconda o terza coppia, tiriamo il freno e aspettiamo una mano buona per spingere su di lui. Una volta che avrà perso i suoi resti, se deciderà di restare al tavolo, probabilmente tornerà a chiudersi notevolmetne, per paura di perdere ancora, e noi torneremo ad aggredirlo.

Articolo liberamente tratto dal capitolo “Isolating Bad Players” da “Small Stakes No Limit Hold Em” di  Miller, Mehta e Flynn

Bankonota (utente di ItaliaPokerForum)



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