Thursday, Oct. 2, 2014

Strategia

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il 12 ott 2012

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Trucchi per il Poker: L’importanza del porsi domande

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Trucchi per il Poker: L’importanza del porsi domande

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Saper formulare ragionamenti corretti dipende dalle proprie capacità di interpretazione del board, di individuazione delle caratteristiche degli avversari e dei dettagli che compongono la mano. Una volta che il quadro generale appare chiaro, diventa fondamentale sapersi porre delle domande, con lo scopo di estrapolare considerazioni che portino alla mossa corretta in quella situazione e nel lungo periodo. Vediamo un semplice esempio con una mano al Cash Game.

Ci troviamo in un tavolo cash game 2-4 al Casinò Perla. Il tavolo è abbastanza complesso e presenta giocatori con cui ho molta history. Il giocatore under the gun decide di fare straddle a 8. Io mi trovo in middle position e decido di isolare lo straddler rilanciando a 24 con K 10. Il bottone si appoggia e lo stesso vale per lo straddler.

Caratteristiche dei player in gioco:

UTG è un regular, abituato a sedersi al tavolo sempre in deep stack. È un buon giocatore loose-aggressive, capace di leggere bene le situazioni e di massimizzare i propri punti sfruttando la propria immagine. Stack: 1.000 euro.

BOTTONE è anch’egli un regular, ma completamente diverso da UTG: tende a essere loose-passive preflop, per diventare aggressivo nel postflop. È capace d’aggredire al minimo segnale di debolezza e di inventarsi giocate fantasiose quando non te l’aspetti. Ciononostante, è un giocatore sensato e da non sottovalutare. Stack: 670 euro.

IO. La mia immagine è quella di un giocatore loose-aggressive, ed entrambi gli avversari mi conoscono bene, avendo condiviso molte ore di gioco al tavolo. Stack: 1.250 euro.

Flop: K Q 9. Piatto 78 euro, 3 giocatori.

UTG passa la parola a me. Il flop non è male: ho top pair con second best kicker e un progetto gutshot. Il range di flat call preflop di UTG compren de probabilmente l’80% delle combinazioni di mani possibili, essendo in gioco con lo straddle, mentre quello di BOTTONE è un po’ più ristretto e spazia dai suited connector ad A-Q o meno/9-9 o meno.
Decido di valorizzare il mio punto scegliendo una size di puntata di 48 euro. BOTTONE chiama e UTG, dopo qualche secondo di esitazione, chiama anche lui.

1. Con che mano questi due giocatori chiamano la mia continuation bet?

BOTTONE può chiamare la mia puntata con flush draw o coppia e incastro (A-J, A-10, K-J, K-10, Q-J, Q-10, 10-9). Escludo che possa avere A-K, K-K, Q-Q, in quanto avrebbe sicuramente controrilanciato preflop in posizione. Inoltre, è difficile che, con scala, set di 9 o doppia coppia, questo tipo di avversario decida di chiamare solamente su un flop così “drawy”; avrebbe probabilmente rilanciato per estrarre valore dai progetti avversari.

Inoltre, BOTTONE sa che difficilmente in questa situazione tendo a uscire puntando in bluff contro 2 giocatori e fuori posizione, per cui il flop dovrebbe avermi aiutato in qualche modo: a maggior ragione, con un punto monster al flop avrebbe rilanciato.

Per quanto riguarda UTG, la sua situazione è particolare: deve mettere 48 euro su un piatto di 174, per cui potrebbe decidere di rimanere in gioco con più o meno lo stesso range di BOTTONE, ma con pot odds più convenienti. Se invece avesse scala, set o doppia anch’egli sarebbe portato sicuramente a rilanciare essendo fuori posizione su entrambi.

Turn: 3. Piatto: 220 euro.

UTG passa nuovamente la parola a me. Il turn chiude un eventuale progetto a quadri, ma è poco probabile che UTG possa avere colore, in quanto sarebbe uscito puntando per non rischiare un nostro check behind. Io faccio check a mia volta. Puntare non ha molto senso, non avendo nessuna copertura a quadri: non farei altro che alzare un piatto nel quale potrei anche non avere più la mano migliore. BOTTONE decide di puntare 180 e UTG passa istantaneamente.

2. Perche BOTTONE sceglie di puntare questo importo?

Osserviamo la mano dal suo punto di vista: egli chiama la mia puntata sul flop e vede che lo stesso fa UTG. Al turn, si ritrova ultimo a parlare dopo i nostri check. Sa che probabilmente UTG sarebbe uscito puntando con colore, valorizzando la sua tendenza ad alzare i piatti con punti forti; inoltre, si rende conto che la mia mano diventa debole dopo il mio check.

Date queste circostanze, non è assolutamente detto che BOTTONE abbia chiuso colore, ma potrebbe sfruttare quel turn per rubare il piatto con la forza, essendo in posizione dopo due segnali di debolezza dagli avversari. Inoltre, è escluso che BOTTONE possa aver chiuso doppia coppia al turn, in quanto K-3, Q-3 e 9-3 non rientrano nel suo range. Certo, potrebbe anche aver chiuso realmente il colore, ma allora perche scegliere questo importo? Sarebbe bastato molto di meno per mandarci fuori odds nel caso avessimo un Asso di quadri.

La situazione quindi è molto delineata: o BOTTONE ha colore o lo sta rappresentando con un punto sicuramente inferiore al mio. Con tutte le altre combinazioni, non sceglierebbe mai questa size di puntata. In questo momento sono a un bivio: passare e lasciare che BOTTONE vinca il piatto o dare credito a questi dettagli e vedere come si comporta al river.
Opto per la seconda mossa e chiamo.

River: A. Piatto: 580 euro.

Io faccio nuovamente check. BOTTONE fa instant all-in di 420 euro. Al contrario di quanto si possa pensare, questo river è per me stupendo. Spieghiamo il perché.

3. Se BOTTONE avesse chiuso colore al turn, diciamo con 7-8 a quadri, perché andar all-in al river, con 4 quadri sul board?

Io potrei tranquillamente essermi messo in check-call, ai suoi occhi, con J/10 di quadri. In questo scenario BOTTONE avrebbe sicuramente optato per un check behind andando direttamente allo showdown, senza investire altri soldi in questo piatto.

4. Che significato ha, dunque, il suo all-in?

O è nuts con Q-x a quadri oppure è bianco, e quel river rappresenta la sua ultima possibilità di rubare questo piatto dopo il mio check. Con colore second o third nuts, BOTTONE avrebbe sicuramente preso in considerazione una value bet, ma non avrebbe mai mandato i resti in quel modo.

Tuttavia, riflettendo meglio, se BOTTONE avesse Q x  al flop avrebbe avuto second pair più flush draw, un buon punto con cui molto probabilmente avrebbe rilanciato sul flop.

5. Ipotizziamo che con queste carte abbia solamente fatto call al flop. Perché puntare al turn 180 su 220 dopo 2 check, con colore second nuts?

Ci sono troppe coincidenze. Inoltre, l’instant all-in è quasi sempre un segnale di debolezza. La somma di tutti questi dettagli può portarmi a fare call in questa situazione: BOTTONE ha le caratteristiche giuste per inventarsi un bluff del genere. Matematicamente parlando, dovrei mettere 400 su 980, per cui mi basterebbe trovarlo in bluff una volta su 2,5 per essere in pareggio.

Decido quindi di chiamare, trovando BOTTONE in bluff con 10 9. L’avversario ha trasformato la sua mano, sfruttando la posizione e l’A sceso al river su un piatto ormai cospicuo: da bottom pair più incastro al flop a bluff totale sul turn.
Il river, in realtà, è stupendo per me, perché rende molto chiara la situazione dopo la puntata dell’avversario.

Con un river diverso, BOTTONE avrebbe facilmente vinto la mano con una value bet, in quanto non avrei avuto modo di capire se un call sarebbe stato una mossa con EV positivo, essendoci molte più combinazioni di mani che avrebbero giocato nella stessa maniera.

Riflettere, analizzare, porsi domande e studiare i propri avversari sono la chiave per sfruttare tutti i dettagli che una mano offre. Questo modus operandi permette di raggiungere conclusioni sempre più veritiere, ma soprattutto di rimanere in costante evoluzione in questo affascinante quanto complesso gioco.



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