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il 17 lug 2012

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WSOP 2012 – Elisabeth Hille a un passo dal tavolo finale: “Vorrei conoscere Annette!”

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WSOP 2012 – Elisabeth Hille a un passo dal tavolo finale: “Vorrei conoscere Annette!”

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LAS VEGAS – Ad esserci andata tanto vicina da poterlo toccare, quel sogno di un posto tra gli October Nine, non è stata solo Gaelle Baumann, la bionda francesina residente a Malta che ha chiuso in decima posizione portando a casa i 590mila dollari più amari che il poker possa riservare.

E’ andata a due passi dall’arrivarci, diciamo pure a un coin flip di distanza, anche la nuova sensazione del poker norvegese al femminile: l’undicesima classificata di questo Main Event, Elisabeth Hille.

Lizzie, come la chiamano gli amici, ha lunghi capelli rossi, lisci. E’ piccola, carina, ed ha occhi chiari, pieni di dignità anche nella sconfitta. Viso acqua e sapone, che tanto stona con le bellezze urlate che popolano Las Vegas, ha il piglio e le mani curate ma senza eccessi di una ragazza umile che, non a caso, da vivere se lo è cominciata a guadagnare servendo ai tavoli di un tipico ristorante norvegese delle sue parti. “Piacere, Elisabeth” si presenta abbassando educatamente lo sguardo. “Scusa ma non sono abituata a tutte queste attenzioni attorno a me. Sono di Bergen, e gioco a poker da 4 anni circa”.

Cosa fai nella vita? Giochi a poker come professionista?

“Faccio la cameriera. Un lavoro che mi piace tanto. Ma da quando ho conosciuto e apprezzato il poker, beh questo gioco è diventato parte integrante della mia vita. Diciamo che è diventato un hobby a tempo pieno per me. Visto che ci sto investendo sempre più tempo, se potessi presto cominciare a lavorare a tempo pieno nel mondo del poker direi che potrebbe trattarsi…di un sogno che diventa realtà. Ma non mettiamo le mani avanti”.

Come hai conciliato finora un lavoro vero con il gioco? Lavoro tutto il giorno, poi a casa a grindare?

“Più o meno sì. Diciamo che visto che faccio la cameriera tendo a fare quasi sempre turni notturni, o serali per meglio dire. Poi vado a casa e gioco alcune ore a poker on line. E poi…Beh diciamo che al mattino mi alzo molto tardi”.

Ma questo lo fanno anche i pokeristi che non lavorano per davvero. Giochi soprattutto cash game o tornei?

“Per lo più, quando gioco, soprattutto cash game. Ma di recente ho comunque giocato pochino”.

Ho sentito che hai cominciato col poker grazie all’aiuto degli insegnamenti del tuo ragazzo, Harald Olsen.

“Si è vero, anche se all’epoca Harald non era ancora il mio ragazzo. Almeno non all’inizio. Era solo un mio ottimo amico. Allora mi ero semplicemente appassionata al gioco, volevo davvero imparare, e lui mi disse che mi avrebbe potuto insegnare e…lo ha fatto”.

Harald è qui a Las Vegas?

“Sì, sta tifando per me. E urla tantissimo”.

E’ vero che se sei qui oggi è anche merito suo, visto che se non avesse cashato 20mila dollari nell’evento 59 non ti saresti iscritta?

“Sì, vero anche questo. E’ divertente perché l’anno scorso fece un bel piazzamento in un altro evento, anche allora il 59, facendo quinto, e allora entrambi decidemmo di giocare il Main Event. E io mi divertii tantissimo. Al punto che anche quest’anno avevo tanta voglia di rifarlo. Ma non me lo sarei onestamente potuta permettere. Però poi a un giorno dal via del Main lui si è piazzato di nuovo nell’evento 59, e allora abbiamo deciso che ci avrei riprovato ancora”.

Come ha preso lui il fatto di essere il tuo insegnante e vedersi superato dall’allieva?

“Ah ah. Non penso che sarei mai capace di giocare meglio di lui. Lui è un giocatore veramente forte. E’ sinceramente orgoglioso di me. Ed è molto contento per me. Oltre che per se stesso”.

Pensi che dopo questo risultato nel tuo futuro ci sarà una carriera da giocatrice professionista: sponsorizzazioni, tornei live e tutto il resto?

“Davvero non lo so. Avrei tanta voglia di viaggiare di più e giocare di più a poker, ma tutto quello che mi è successo è così straordinario e così inaspettato per me, che davvero non potrei immaginare nulla di preciso per il futuro. Ora come ora devo prendere tutto alla giornata, e vedere solo cosa succederà. A cominciare da domani”.

Una curiosità: ma durante questa incredibile cavalcata sei riuscita a dormire regolarmente?

“Guarda, di solito quando arrivavo in stanza ero davvero stanca e sfinita.  Quindi mi addormentavo molto in fretta. Ma poi mi svegliavo pure abbastanza presto, e avevo tempo di tornare a dormire di nuovo. Probabilmente ero troppo ansiosa di vivere un altro giorno incredibile e quindi ero impaziente di alzarmi”.

Hai parlato di qualche spot con il tuo ragazzo? Ti sei fatta consigliare durante il torneo?

“Credo di avergli raccontato ogni singolo spot che ho giocato o anche solo vagamente pensato di giocare in tutto il torneo. Gli ho chiesto di spiegarmi cosa avrei potuto fare di differente, cosa avrei potuto fare di meglio”.

Ti faccio un nome che sicuramente conosci: Annette Obrestad, l’icona del poker norvegese e del poker scandinavo al femminile. La conosci o l’hai conosciuta personalmente?

“No, l’ho vista girare qui molto spesso. Mi piacerebbe davvero tanto incontrarla perché è una giocatrice straordinaria. Spero proprio che presto succeda”.

Il tuo stile ha qualcosa a che vedere con quello di Annette?

“Non credo di poter dire di essere aggressiva quanto lei. Questo di sicuro lo posso dire. E posso che lei è sicuramente più dura e imprevedibile da affrontare di quanto non lo sia io. Di sicuro da lei avrò tanto da imparare se avrò occasione di parlarle o vederla giocare”.

Hai mai giocato senza guardare le carte come ha fatto lei vincendo un torneo on line?

“Ah, ah. No, non ci ho mai provato”.

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