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il 5 ott 2012

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Hellmuth, numero uno o godrunner? L’opinione dei Pro all’EPT Sanremo

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Hellmuth, numero uno o godrunner? L’opinione dei Pro all’EPT Sanremo

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Tutti parlano di lui, lo criticano, lo mettono in discussione. E lui, orgoglioso e supponente com’è, non si fa problemi a rispondere. A ripetere che “il più forte al mondo” è lui.

Ma a supporto delle parole, a differenza del 99% dei pokeristi, Phil Hellmuth Junior fa seguire i fatti. Ultimo nell’elenco, il tredicesimo braccialetto Wsop vinto a Cannes mettendo in riga i 420 iscritti del Main Event delle World Series of Poker Europe. La domanda, come dopo ogni suo successo, è sempre quella: Phil Hellmuth è il miglior torneista al mondo, o è solo un “live god-runner”, uno che ha solo una gran fortuna nei momenti che contano?

Non aspettatevi che esista una risposta univoca. Anche la crema della comunità pokeristica internazionale è divisa. Italiapokerclub, a margine dell’Ept di Sanremo iniziato il giorno dopo il trionfo di Phil a Cannes, ha posto la domanda a gente che di tornei ne sa qualcosa: Jason Mercier, dal punto di vista tecnico uno che potrebbe a buon diritto ambire al riconoscimento, Max Pescatori, unico italiano ad aver vinto due braccialetti alle World Series, Joe Hachem, vincitore del Main Wsop 2005, e Jonathan Duhamel, che il titolo di campione del mondo l’ha vinto nel 2010.

Cominciamo con Mercier, che è uscito ottavo nel tavolo finale Wsope vinto da Hellmuth. “Ho giocato molto con Phil in questi giorni, e di sicuro non posso dire che sia il miglior torneista del mondo – racconta il 26enne di Miami -. Probabilmente è vero quello che ha dichiarato nelle interviste dopo il successo di Cannes, dicendo di aver giocato il suo miglior poker di sempre: confermo infatti di averlo visto giocare piuttosto bene, senza fare nessun errore grave. Però non è vero che è il più bravo di tutti. Sa essere coerente con il suo stile di gioco, glielo riconosco. Fa molto bene alcune cose, e riesce a usarle al meglio, arrivando spesso in fondo ai tornei. Poi però, nelle fasi ad alta varianza, gli va molto spesso bene anche grazie alla buona sorte, credo. A meno che non abbia capito delle cose di cui nessuno di noi altri è a conoscenza. Nonostante questo però posso dire che resterà per sempre il più vincente alle World Series, perché raggiungerlo è davvero impossibile visto il vantaggio con cui è partito in un’altra epoca”.

Dall’altro capo del casinò, non sono granché d’accordo con Mercier due iridati del passato come Joe Hachem e Jonathan Duhamel. “Credo che i fatti parlino da soli – attacca l’australiano -. Nessuno è neanche lontanamente vicino a quel che sta facendo Hellmuth. Credo che a Cannes abbia fatto una impresa davvero incredibile”. “Non ha senso – gli fa eco Duhamel – dire che ha vinto molti dei suoi braccialetti in un’altra epoca, quando c’erano pochi giocatori. Negli ultimi anni ne ha comunque vinti sette, e nessuno a parte Ivey è riuscito a fare tanto. Quindi riconosciamogli semplicemente di essere il numero uno, o almeno uno dei numeri uno”. “Hellmuth ha lavorato molto sul suo gioco negli ultimi anni – rilancia Hachem -. E’ riuscito a riadattare il suo stile ai nuovi standard di gioco dell’era post internet, e i risultati, ripeto, gli stanno dando ragione”.

Concorda nella sostanza anche Max Pescatori. “E’ sempre difficile parlare di migliori in assoluto in una disciplina come il poker. Però Phil è certamente uno dei migliori in assoluto nel no limit hold’em, mentre credo resti scarso rispetto ai top pro in tutte le altre varianti, anche se i suoi ultimi risultati dicono che sta migliorando”.

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