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il 6 ott 2012

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ElkY: “Katchalov mi ha rotto il c…? Quasi, ma solo in bici”

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ElkY: “Katchalov mi ha rotto il c…? Quasi, ma solo in bici”

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I pokeristi, si sa, amano le scommesse. E più pazze sono, più loro si divertono. Tanto che a volte capita perfino che alcuni top pro non si giochino nemmeno soldi, ma solo onore e fatica.

Come Bertrand “Elky” Grospellier e Eugene Katchalov, che in estate avevano scommesso che chi avesse vinto meno soldi nel corso delle Wcoop, i campionati del mondo on line organizzati ogni autunno da Pokerstars.com, avrebbe dovuto farsi in bicicletta tutti i 115 chilometri che separano Cannes, location dove fino alla settimana scorsa si svolgevano le World Series Europe, e Sanremo, dove entrambi i pro di Stars erano attesi per l’EPT.

Eugene ha vinto più di me, qualcosa tipo diecimila dollari in più, e quindi io ieri ho dovuto noleggiare una bici, mettere la tutina da ciclista e salire in sella” racconta Grospellier. Bontà di Katchalov, però, Grospellier non è stato lasciato solo nell’impresa. Dato che lo stesso Katchalov, il preparatore dei due e la sua ragazza hanno deciso di unirsi alla pedalata.

Quindi ieri mattina, scortato dai tre amici, Elky è salito in bici, un po’ alla bersagliera dato che Bertrand non montava su due ruote a pedali da qualcosa come quindici anni, e via, verso Sanremo, manco si corresse la Milano-Sanremo. “E’ vero, non vado in bici da una vita – spiega il pro francese -. Mi piace molto andare in cyclette quando vado in palestra, faccio spinning di tanto in tanto, però non sono proprio abituato alla strada.

Quindi è stata dura. Un po’ per il traffico, dato che non mi trovavo granché a mio agio a guidare la bici in mezzo alle macchine, specie sulle strade strette che si trovano da queste parti. E anche per il culo, devo dire. Perché le selle delle cyclette da palestra sono morbide e non dure come quelle di una bici da strada. Però oggi va già meglio. Tutto sommato riesco a rimanere seduto, le sedie del casinò di Sanremo sono sufficientemente comode.

Non mi pare quasi di essere rimasto in sella per oltre cinque ore. Siamo partiti alle otto e mezza del mattino e siamo arrivati nel pomeriggio, verso le quattro, dopo aver fatto una sosta di un’ora e mezza per mangiare”.

Alla fine quindi non possiamo dire che Katchalov ti abbia rotto il fondoschiena.Beh, insomma, in parte ci è riuscito. Però il fatto che, nonostante avesse vinto la scommessa, sia venuto a pedalare e faticare assieme a me col nostro preparatore Lincon Rodrigues e la sua ragazza Petra Janssen mi ha aiutato in molto. Se si soffre in gruppo si fatica meno. Anche Eugene, come me, fa attività fisica regolarmente ma non era specificamente allenato per questo tipo di sforzo. Quindi è stata una giornata dura, ma alla fine bella e piena di soddisfazioni, per entrambi. Forse un po’ più per me perché la sera prima a Cannes avevo fatto tardi e avevo dormito poco. Infatti se avessimo fatto lo sprint finale avrebbe certamente vinto lui”.


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