“Uno mas!”
La voce di Max Pescatori si fa un po’ più alta del solito nello scherzare in spagnolo con Raùl Perez, al tavolo di fianco a lui nel day 2 dell’evento Limit Hold’em 6-max delle WSOP.
Non si parla di poker, per una volta: gli schermi della Pavillion Room trasmettono la semifinale della Confederations Cup, e Busquets ha appena messo dentro il suo rigore portando il risultato su 6-6, in perfetta parità. Max per l’occasione è bardato con i colori della Nazionale, e il suo interlocutore indossa un inequivocabile cappellino che recita “España“.
L’atmosfera calcistica è senza dubbio tesa, ma un torneo WSOP non si può certo trascurare per seguire la partita, e il Pro di PokerClub lo sa: il suo coinvolgimento nel match si limita a qualche scambio di battute con l’amico Perez e ad alzarsi ogni tanto dopo aver foldato per vedere meglio il monitor, ma il cervello è tutto “focused” sull’altissimo ritmo del Limit Hold’em 6-max, la specialità più veloce di tutte.
Arriva il rigore decisivo, ma Max ha le carte in mano e non vede in diretta l’errore di Bonucci seguito dal centro di Jesus Navas. Appena foldata la sua mano, butta l’occhio sui festeggiamenti delle Furie Rosse e lancia uno sportivo sorriso a Perez.
Poi mi racconta: “Non l’ho vista bene la partita, il tavolo di oggi è piuttosto difficile e non mi potevo certo distrarre. Però so che il primo tempo abbiamo giocato molto bene: un vero peccato.”
Perez invece è di poche parole: “Sono spagnolo, ovvio che sono felice!” mi dice, prima di tornare a immergersi nel Limit.








