Ci deve essere qualcosa di speciale nell’evento H.O.R.S.E. dell’Italian Championship of Online Poker, dato che a distanza di un anno lo zio succede al nipote.
Nel 2013 il titolo lo vinse il pro di PokerStars Vito ‘w1llyss’ Barone, mentre ieri è riuscito nell’impresa suo zio, il ‘variantista’ Michele ‘Lelik53’ Limongi, giocatore di lungo corso con un’esperienza invidiabile alle spalle.
Contattato a Zagabria, città in cui risiede adesso, Limongi ci ha parlato di quel torneo che gli ha regalato un’immensa soddisfazione vincerlo.
“Ho sempre sperato di vincere un evento ICOOP di una variante, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato, quindi questo successo mi ha dato tanta gioia, anche se pochi soldi…”.
Abbiamo chiesto a Michele, quindi, se c’è stato un momento in cui ha creduto di poter arrivare al braccialetto.
“La sensazione, a dir la verità, ce l’ho sempre avuta. Al tavolo finale sapevo che ‘Papuasiano’ è abbastanza bravo ma, poverino, non aveva lo stack per giocare. Molti giocatori, comunque, pur avendo capacità tecniche, non hanno abbastanza esperienza nelle varianti per capire quando cambiare marcia o rallentare, entrando solo con le monster”.
Un’ottima partenza potrebbe dunque lanciare ‘Lelik53’ alla scalata della leaderboard, ma non sembra il suo obiettivo principale, soprattutto per un ‘problema tecnico’.
“Non sono capace a multitablare, quindi farò gli eventi di no limit hold’em solamente quando questi non saranno in concomitanza con le varianti. Mi piace interpretare il tavolo e i giocatori, multitablando, quindi, è difficile notare tutte le sfumature…”.
Dopo questo, abbiamo così chiesto a Michele quale sia il suo rapporto attuale col poker online.
“Gioco quasi tutti i giorni PLO cash e mtt da 100€, sul dot com limit Stud8 e Omaha8, con limite massimo 20$/40$. A un giovane, comunque, direi di fare molta attenzione, perché nel poker, sia live sia online, battere la rake è cosa molto difficile. Possono fare profit persone come mio nipote, a costo però di grandi sacrifici. Personalmente gioco a poker per piacere, campare di questo è un qualcosa infatti che non mi ha mai sfiorato”.







