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il 31 Mar 2016

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Aditya Kumar ci racconta il poker in India: “Con 800$ al mese si vive bene, live solo a Goa e Bangalore…”

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Aditya Kumar ci racconta il poker in India: “Con 800$ al mese si vive bene, live solo a Goa e Bangalore…”

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Ci conoscemmo qualche anno fa, in quelle chat ‘poco spaziose’ dei tavoli di PokerStars, chiacchierando tra una mano e l’altra di mtt low buy-in da pochi dollari, comunque bellissimi perché vincendoli ti sentivi di aver battuto il mondo, non solo avversari italiani.

Lui evidentemente ci ha creduto più di me, visto che oggi, da New Dehli, grinda mtt online per vivere e in pochi anni è riuscito ad alzare l’abi e a togliersi qualche soddisfazione.

Si chiama Aditya Kumar, il nickname che usa su PokerStars è ‘adikumar2010’ e ieri sera l’ho intervistato per conoscere più da vicino la situazione del poker in India, nazione con un bacino d’utenza potenziale pressoché infinito.

“Molti giocatori nuovi si avvicinano al poker online quotidianamente in India – spiega Adityanon mancano né tornei né azione ai tavoli di cash game. Ci sono anche diverse partite di cash game live in quasi tutte le città più grandi del paese. Il poker sta vivendo un boom in questi ultimi due anni, quando nel 2010 ho iniziato il ritmo di crescita era invece piuttosto basso. I numeri sono comunque esigui se rapportati alla popolazione del mio paese. Si può giocare online se il sito è legale e si prende cura di pagare le tasse per te, mentre il live è legale solamente in quattro stati su 29 totali. Ci vorrà un sacco di tempo, quindi, affinché sia possibile giocare a poker da vivo in tutta l’India…”.

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Un po’ come avviene anche da noi, per Kumar è un problema dire in pubblico in quale modo si guadagna da vivere. Insomma, il poker anche a quelle latitudini non è sempre ben visto.

“E’ complesso quando hai a che fare con gente che non ha mai giocato, pensano che il poker sia azzardo con le carte. La maggior parte delle persone credono tu sia un gambler perverso ed è inutile spiegar loro cosa il poker sia realmente, neanche ti ascoltano, hanno già in testa la loro idea. E’ più facile parlare con le generazioni giovani, che sono neutrali ed è possibile così far capir loro che si tratta di uno skill game. Scelgo comunque di raccontare quello che faccio solo a chi reputo abbia una mente aperta, sappia ascoltare e provi a capire ciò che sto dicendo”.

Ci sono poche persone, almeno per il momento, che in India fanno del poker la loro principale occupazione, sia live sia online.

“Il 99% dei field è composto da dilettanti o semi-professionisti. Pochissimi indiani sono pokeristi full time. Per giocare dal vivo due città solamente hanno poker room, sono Goa e Bangalore. Ci sono serie di tornei tutti i mesi, con garantiti decenti e lo stesso di può dire del field. Se, invece, vuoi dedicarti al cash game, è necessario che tu trovi un home game nel luogo in cui vivi, ma talvolta si tratta di partite private non aperte a chiunque”.

Aditya, come detto, è uno di quei pochi player che fa questo di professione in India e ci ha così raccontato brevemente qual è la sua routine quotidiana.

“Faccio solo mtt e questi partono dopo le 21.00, ora indiana. Per questo finisco di giocare intorno alle 5/6 del mattino, cosa non ottimale per la salute nel lungo periodo. Però se vuoi fare tornei non hai alternative. Dormo dalle 8 alle 16, poi faccio le faccende a casa, esco per una passeggiata con gli amici oppure vado al mercato. Un giorno alla settimana invece stacco totalmente dal poker, vado al cinema od organizzo qualche altro tipo di uscita. Non è cosa buona giocare tutti i giorni, anche se sei il numero uno al mondo. Preferisco il live, ma grindo online perché non ci sono eventi qui a New Dehli. Talvolta però vado a Goa a giocare qualche torneo, là ci sono pochi casinò che hanno grandi poker room…”.

Kumar non ha online un abi altissimo, ma è più che sufficiente per vivere bene dalle sue parti, visto che il costo della vita è tutt’altro che eccessivo.

“Il buy-in medio è di circa 8 dollari per gli mtt. E’ possibile vivere bene giocando solo a poker, soprattutto perché il costo della vita qua è inferiore se rapportato a quello della maggior parte dei paesi. Se fai 800$ al mese puoi permetterti una vita normale in India. Il governo, comunque, finora non ha fatto nulla per far crescere il poker, che non sarà mai come il cricket, non tanto perché le persone siano esitanti a giocare, quanto perché il cricket semplicemente scorre nelle vene della gente!”.

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