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il 22 Mar 2019

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Le partite cash a Las Vegas di Max Pescatori: “Il Bellagio è il mio ufficio, non sto mai più di otto ore al tavolo!”

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Le partite cash a Las Vegas di Max Pescatori: “Il Bellagio è il mio ufficio, non sto mai più di otto ore al tavolo!”

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Qualche giorno fa, grossomodo in concomitanza con lo spiacevole episodio in cui è rimasto coinvolto al Bellagio, Max Pescatori ha postato sui social delle belle e simpatiche montagnuole di chips al tavolo.

Siccome non capita molto spesso che il Pirata ‘bragghi’ gli esiti delle sue partite, subito abbiamo contattato Max per farci raccontare di quella sessione in particolare e più in generale delle sue partite cash game nella Mecca dei pokeristi, ove risiede da oramai più di 25 anni:

“Quelle chips le ho vinte in una partita 40$-80$ di Mixed Games al Bellagio – spiega Pescatori – Di solito gioco nella sezione High Limits dove tutti i giorni i tavoli dei Mixed Games partono da 30$-60$ per arrivare a 200$-400$, ma ce ne sono anche di più alti. Io comunque indipendentemente dal buy-in della partita cerco di sedermi al tavolo più bello che trovo: quel giorno era appunto il 40$-80$”

 

albero di natale chips max pescatori

L’albero di Natale elaborato da Max Pescatori con le chips del Bellagio

 

Max spiega che il Bellagio è di fatto il suo ufficio, visto che nella casa di gioco sulla Strip gioca tutti i giorni o quasi:

“Quest’anno il 95% delle mie sessioni le ho giocate al Bellagio, poi ci sono un altro paio di casinò dove vado più che altro per fare pratica: se voglio giocare Omaha Hi-Low vado all’Orleans, per gli allenamenti di PLO invece vado all’Aria. Principalmente però gioco sempre e solo al Bellagio dove ci sono costantemente diverse partite Mixed di cui oramai conosco molto bene il field. Generalmente se arrivo al tavolo e c’è qualcuno che non conosco significa che non è troppo forte. A questi aspetti faccio sempre attenzione perchè nel cash game la table selection è importantissima”

 

La durata della sessione perfetta (senza stop-loss)

Raccontandoci il suo grinding cash ai tavoli live di Las Vegas, Max spiega di aver trovato un equilibrio perfetto anche per quanto concerne la durata delle partite:

“A differenza di altri professionisti cerco di non giocare mai troppo a lungo. Di solito resto al tavolo per 6-8 ore al massimo perchè ormai mi conosco e so che dopo otto ore non gioco troppo bene, quindi generalmente se anche la partita è bella bella passate le otto ore al tavolo me ne vado lo stesso. Poi ci sono le eccezioni in cui posso arrivare fino a dieci ore di gioco, ma generalmente è difficile”.

Max spiega che non adotta meccanismi di stop-loss o stop-win nelle sue sessioni di cash live.

“A mio avviso non ha un senso logico decidere di smettere di giocare in base a quanto vinci o quanto perdi. Il professionista di poker piuttosto deve vedere come sta giocando… Comunque io non ho mai adottato lo stop loss forse anche perchè sono uno che non ha mai giocato molto sopra le sue possibilità. Sto bene attento al mio bankroll, e se da una parte è forse questo il motivo per cui non sono arrivato a giocare alla Bobby’s Room, dall’altra è sicuramente quello per cui non sono mai andato sul lastrico nè ho fatto buchi, come purtroppo è capitato a tanti giocatori anche noti e conosciuti”.

Qual è il casinò più +EV di Las Vegas?

A un profondo conoscitore di Las Vegas come lui non potevamo esimerci dal chiedere quali siano i casinò in cui è più conveniente sedersi a giocare:

“Diciamo che tutti i casinò che non siano il Bellagio o l’Aria che sono a valore atteso positivo, ma il vantaggio di questi due è che sono pieni di turisti e ricchi, mentre i casinò meno conosciuti hanno più presenza locale quindi magari ci puoi trovare dei pro scarsi, che per quanto scarsi possano essere sono comunque sempre dei professionisti. Di recente sono andato all’Orleans e ai tavoli ho trovato tanti pro che battevo regolarmente anni fa. Dei buoni giocatori, assolutamente non degli scemi, che magari sono entrati nella seconda fase della carriera e sono contenti di stare lì a grindare tavoli più piccoli di un tempo pur di continuare a vivere di poker. Ritrovare gente con cui mi affrontavo 15 o 20 anni fa ai tavoli del Mirage è stato un bel revival. Comunque ricordo che io non gioco partite cash di No Limit quindi le mie considerazioni sull’EV valgono solamente per le varianti in cui mi cimento”.

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Il Bellagio dall’esterno

 

Le partite private

C’è poi da parlare delle partite cash private con ricchi businessmen, che nell’immaginario collettivo sono quelle in cui si muovono le vere cifre da capogiro.

“A Las Vegas non ne ho mai giocate, è proprio il concetto di partita privata a Las Vegas che non mi piace e tra l’altro non è neanche molto comune. Però ho partecipato a una partita nella parte migliore di Hollywood dove mi hanno invitato dei produttori cinematografici. Andai a casa loro e devo dire che erano molto generosi, aprivano delle bottiglie di vino pazzesche… Una volta postai sui social la foto delle dieci bottiglie che avevano aperto e dei fan conoscitori avevano commentato che assieme valevano almeno un 10-15.000€! Dal loro caveau pazzesco avevano tirato fuori dei Gaja e altre bottiglie italiane veramente importanti. Erano i coproduttori di Seinfield, una roba che è stata venduta a qualche centinaio di milioni. Quindi stiamo parlando di gente veramente veramente ricca”

 

Il futuro prossimo

Ma nel futuro prossimo Max metterà in pausa le sessioni cash game di Mixed Games al Bellagio. All’orizzonte infatti si profila un ritorno in Europa nel breve termine:

“La settimana prossima tornerò in Italia per il Tana delle Tigri che si giocherà tra due settimane: devo assolutamente difendere il titolo vinto nell’ultima edizione!”

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