Sunday, Sep. 27, 2020

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il 29 Gen 2020

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Il vincitore dell’Explosive Sunday iPoker è Antonio Volpicelli: il racconto

Il vincitore dell’Explosive Sunday iPoker è Antonio Volpicelli: il racconto

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Sul versante degli specialisti dei tornei di poker online, la tornata dei domenicali appena conclusa non ha registrato solamente il successo di Domenico ‘domenlan’ Lando al Sunday Special Progressive KO di PokerStars.

Questa mattina abbiamo infatti scoperto che dietro al nick ‘c4ligola’, che si è imposto all’Explosive Sunday iPoker, si cela Antonio Volpicelli, giocatore di lunghissimo corso, meglio noto con il suo nickname storico di PokerStars ‘mrprinco riv’.

Ne abbiamo approfittato per una bella chiacchierata con il 30enne siciliano.

 

Che fine ha fatto Antonio Volpicelli?

Visto che da almeno un paio di anni Antonio era scomparso dai nostri radar, in prima battuta viene naturale chiedergli cosa stia facendo oggi:

“Vivo nel centro della Sicilia in mezzo ai monti in aperta campagna – spiega Antonio – Gioco poco. Se devo fare una stima di quanto grindo effettivamente, credo sui 3-4 mesi l’anno e principalmente durante gli eventi. Anche perchè il resto del tempo che dedico al poker è per i miei coachati: con loro ho dei contratti annuali e quindi mi richiede parecchia costanza”.

Per l’anno appena iniziato, da un punto di vista strettamente pokeristico, Antonio crede di ricalcare il 2019:

“Nel 2020 penso di giocare al massimo 2.000 tornei perchè mi sto attivando con altri progetti in real life. Il poker non mi piace più tanto, gioco perchè è il mio lavoro ma non mi appassiona più molto. Nella vita voglio fare qualcosa che mi appassioni ed è per questo che ora sto allevando animali in mezzo ai monti. Spero di continuare così”

 

La vittoria all’Explosive Sunday iPoker

Volpicelli spiega che il nickname con cui ha vinto il domenicale di iPoker è quello che usa su SNAI e con cui in passato aveva raggiunto due secondi posti all’Explosive Sunday.

“Al Day2 sono partito settimo di 55 e fino a 30 left ero terzo. Da lì in poi ho giocato diversi showdown fino a 11 left diciamo, perdendone qualcuno. A 10 left avevo 30x e lì c’è stata la mano della svolta: su apertura di Rucchetta da bottone ho uno stack di 30bb e tribetto coppia di Dieci da small blind, Fabrizio ‘fabrywct’ Privitera da big blind 4b-shova, io chiamo, gira K-K e sul board arriva un T grande quanto una casa che mi fa arrivare chipleader al Tavolo Finale.”

L’ultimo atto del torneo merita una parentesi a sè stante:

“Ho giocato qualche showdown favorevole, poi però dopo l’eliminazione di Privitera, tolto Rucchetta, il tavolo è stato facile perchè erano tutti su stack ridotti e quindi potevo continuare ad aggredire. Anche se ho perso gli showdown grazie alla deadmoney ho mantenuto lo stesso stack fino a 7 left, quando ho piazzato un bluff e l’avversario mi ha chiamato. Da lì è stato un tavolo un po’ più duro perchè ho dovuto restringere parecchio i range e ho dovuto resistere. A 4 left vinto shovando 10x JJ>AJ di Rucchetta, poi a 3 left ho vinto un altro coinflip sempre contro Rucchetta AK>22 per 29x effettivi. Poche mani dopo ho eliminato Rucchetta e sono arrivato all’heads-up con un bel vantaggio di chips.”

 

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Come è cambiato il field dei tornei

Con una lunghissima esperienza alle spalle, Volpicelli spiega il suo punto di vista su come sia cambiato il field negli ultimi anni.

“Oggi bene o male tutti sanno cosa devono shovare, quali sono gli spot da potcontrollare e quelli in cui invece prendere valore. Diciamo che fino ai buy-in da 30€ ci sono ancora una infinità di errori, specialmente da parte dei giocatori occasionali. Secondo me però accanto alla evoluzione degli occasionali c’è stata anche quella dei regular: fino a buy-in 30€ non credo ci sia questa grande differenza rispetto a un tempo, io stesso se vado ad analizzare il mio grafico ho un ROI totale superiore a quello dei 4 anni precedenti perchè se anche il field si è indurito io sono migliorato in modo proporzionale”.

Antonio però aggiunge anche che fare una stima oggettiva, a suo avviso, è impossibile:

“E’ dura dire quanto sia cambiato oggi l’atteso di uno specialista di tornei rispetto a qualche anno fa – dice – Per me è una questione troppo soggettiva, dipende da quanto una persona studia e da quanto bene si sa adattare in base al tavolo e agli avversari. Io quando iniziai a giocare mtt senza coaching avevo un ROI del 17-18%. L’anno scorso non è andata benissimo e credo di aver tenuto un ROI del 20%, ma nel 2017-2018 avevo un ROI tra il 30 e il 40%, quindi quasi doppio rispetto a quello dei miei primi anni da torneista”

 

Il futuro del e nel poker

Guardando avanti, al medio e lungo periodo, Antonio non crede che andrà ad aumentare i suoi volumi di gioco. Sul futuro del poker online italiano, la sua voce va un po’ fuori dal coro:

“Non vedo così male il futuro del poker online italiano perchè sono convinto che c’è sempre la possibilità di fare un discreto guadagno. Il problema è che forse non vale la pena farlo. Non puoi avere grandi prospettive e aspettative perchè il field è abbastanza ridotto, anche se tutto sommato è facile. Però, onestamente, se uno è disposto a spaccarsi la schiena 12-13-14 ore al giorno e a lasciar perdere il resto della sua vita per guadagnare 40.000€ l’anno, che per me è un target fattibile per un buon giocatore che mantiene una buona mole (ovvero, che giochi 6 giorni su 7 per almeno 12 ore al giorno), credo che potendo scegliere sia meglio dedicarsi ad altro, con tutto che per carità, stiamo parlando di un discreto gruzzolo”.

Di sicuro Antonio non si butterà sui tornei dal vivo per cui nutre una vera e propria idiosincrasia:

“Mi ero promesso di fare un live all’anno perchè mi piace molto meno dell’online. Non mi piace l’ambiente del casinò, non mi piace dover stare due-tre giorni a seguire un lifestyle che è infinitamente peggiore di quello che hai grindando a casa. Soprattutto non mi piacer dover giocare un solo torneo: non è proprio quello che voglio fare! A las vegas non credo che andrò mai più”

Volpicelli continuerà invece a seguire i suoi coachati:

“Stiamo chiudendo l’annata con quattro ragazzi, con qualcuno di loro credo che rinnoverò, però se si dovesse presentare un giocatore in cui vedo grosse potenzialità potrei pensare di prenderlo, anche se onestamente darò la precedenza a quelli che ho adesso per il rapporto che si è andato a creare in questo tempo”.

 

 

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