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il 29 Gen 2022

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Intervista al vincitore del Maxi Spin&Go, Paolo Hank400 Compagnucci

Intervista al vincitore del Maxi Spin&Go, Paolo Hank400 Compagnucci

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio, recita l’adagio.

E fu così che, anni dopo aver appeso il mouse al chiodo e aver smesso di scommettere professionalmente, una anonima domenica mattina di metà gennaio Paolo ‘Hank400’ Compagnucci decise di aprire uno Spin&Go da cinque euro trovando il moltiplicatore massimo e incassando 50 mila euro nel giro di appena 11 minuti.

Ecco la nostra chiacchierata con il 53enne jesino.

 

Ciao Paolo, per iniziare raccontaci come è andata domenica mattina: sappiamo che non giochi a poker da tanto tempo, come ti è venuta l’idea di aprire qualche tavolo?

Domenica mattina mi sono svegliato allo stesso orario degli altri giorni lavorativi, ossia verso le sette e mezza ero in piedi. Su PokerStars avevo ancora degli spiccioli, tipo 60€ o 70€, e mi sono detto di aprire la lobby per fare qualche spin. Ho smesso di giocare professionalmente da anni ma ho continuato a frequentare gli Spin&Go ogni tanto… Negli ultimi quattro anni, a naso, ne avrò giocati una cinquantina ripartiti in cinque-sei sessioni. Ne faccio dieci un giorno e poi per un anno nulla. Solo a limiti bassi, 2€ e 5€, una volta credo di aver giocato uno Spin da 10€ perché c’era una promo. Poi è arrivato questo maxi spin che è un po’ come vincere la lotteria, di meriti personali non ce ne sono.

Come hai reagito quando hai visto il moltiplicatore massimo?

In realtà non mi sono reso conto subito che era uscito il moltiplicatore massimo, per l’appunto mentre stava girando la rotella mi è arrivato il messaggio del buongiorno della mia compagna quindi mi ero allontanato dal pc per prendere il telefono. Quando sono tornato ho visto il colore diverso del tavolo, mi sono avvicinato, ho visto la scritta dei premi e ho iniziato a capire… Ho rivisto la scritta “50.000€” almeno tre o quattro volte prima di convincermi del tutto.

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Hai condotto la partita come se fosse un normale Spin&Go con montepremi basso o hai avuto qualche accorgimento in più vista l’importanza del primo premio?

Quando ho visto il montepremi ho pensato subito “devo giocare come se fosse uno Spin normale cercando di massimizzare tutto”. Ma ho pensato anche che magari gli avversari avevano timore e quindi di credere alle loro giocate senza pensare che fossero in bluff. Soprattutto alla luce del fatto che erano giocatori della domenica mattina, che è un orario in cui i regular – per quanti ce ne possano essere agli Spin da 5€ – non giocano. Ho creduto molto alle loro mosse, questo è stato l’accorgimento principale. In heads-up ho aperto quasi tutte le mani, l’altro invece openfoldava quasi sempre. Ho foldato un 2-5o a fatica da bottone che stavo aprendo.

Ricordi qualche mano in particolare?

Ricordo una mano del testa a testa in cui ho aperto io con Qx, su flop 88Q andiamo in doppio check, al turn esce un 9 e l’avversario potta, io chiamo, al river arriva un 6, punto non tantissimo e lui mi puhsa 260 chips. Gli ho creduto e ho foldato, magari era in bianco ma sul momento ho pensato che avrei avuto altre occasioni. Alla fine la mia mano su quella action era un bluff catcher e quindi ho bet foldato.

Dopo l’ultimo showdown hai esultato? Userai una parte del gruzzolo per toglierti qualche sfizio nella vita di tutti i giorni?

Ho esultato poco perché vivo da solo. Ho comunicato subito la vincita alla mia compagna, quindi credo che festeggerò con lei. Sicuramente la vincita non andrà nel poker. Probabilmente farò degli investimenti, forse cambierò casa. Non ho intenzione di rimettermi a giocare a poker, se non appunto ogni tanto per qualche spin and go per divertimento, sempre ai cinque euro. Non ho intenzione di alzare il buy-in nè altro perché ho già fatto quello che dovevo fare quando erano tutti scarsi. Al tempo giocavo mtt, purtroppo tablando poco sennò avrei fatto più soldi, poi dopo non sono stato più in grado di battere i regular. Contro quelli che giocano ogni tanto mi muovevo bene ma con i regular ho avuto sempre difficoltà, anche per la mia scarsa attitudine allo studio. Il poker è un gioco meritocratico: il più forte sul lungo periodo vince. Ho smesso quando mi sono reso conto che non avevo edge e poche ambizioni di migliorarmi. Considero il poker un gioco di bravura, dico tanto di cappello ai regular che nel tempo mi hanno portato via i soldi che io avevo portato via ai giocatori più scarsi di me.

Negli anni d’oro hai avuto diversi exploit ai tavoli verdi: la gioia di questa vittoria in che posto si colloca rispetto a quelle del passato?

Quando arrivai secondo al Sunday Special fu una sensazione simile a quella di questo Spin, anche se lì c’erano meriti in più. In realtà alla fine il secondo posto allo Special fu anche una delusione perché non riuscivo ad accettare il fatto che ero arrivato sul più bello senza vincere. Comunque non mi pento assolutamente della vita che ho vissuto. Quello che per gli altri era azzardo per me non lo era affatto, la matematica non mente!

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