Thursday, Oct. 6, 2022

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il 20 Ago 2022

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Il fantastico percorso di Said Chegdane, da un sat online da 25€ al 38° posto del Main Event EPT Barcellona

Il fantastico percorso di Said Chegdane, da un sat online da 25€ al 38° posto del Main Event EPT Barcellona

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In questo momento il Main Event EPT by PokerStars è al day 5 e tra i 13 left c’è Giuliano Bendinelli al tavolo televisivo (ecco il link per seguirlo in diretta: lo streaming andrà avanti fino alla composizione del tavolo finale a sei di domani).

Tra le eliminazioni italiani registrate ieri al day 4 ce n’è una più particolare delle altre, passata però un po’ sotto silenzio.

Parliamo di quella di Said Chegdane. Il 29enne romano di origini marocchine ha alzato bandiera bianca in 38° posizione, per una moneta di 31.220€, dopo essersi qualificato al Main EPT con un satellite online da 25€ di buy-in. Ecco la nostra chiacchierata.

 

Ciao Said, per iniziare presentati: quanti anni hai, di dove sei, cosa fai nella vita? Quando hai iniziato a giocare a poker e oggi mediamente quanto giochi?

Sono nato a Roma ma sono originario del Marocco, ho 29 anni e nella vita lavoro come receptionist d’hotel. Ho iniziato a giocare a poker una decina di anni fa, non ho una media di ore precisa, tendo comunque a fare tornei di lunga durata e con payout sempre sostanzioso. Gioco per divertirmi ma da tempo vorrei intraprendere una carriera, chissà… Gioco ovviamente studiando sempre l’avversario, sia nei suoi modi sia di fare che di giocare, e ovviamente rivedo e ricordo sempre le mani giocate. Penso che questo sia veramente essenziale per poter cercare di arrivare al livello dei più grandi.

Raccontaci a ruota libera come è andato questo Main EPT dal day 1 fino alla mano fatale.

Per come ci sono arrivato è stato già un gran risultato essere giocare il mio primo EPT. All’inizio la tensione ovviamente cresceva sempre di più e l’emozione di essere lì altrettanto. Passata la prima ora, un terzo dello stack se n’era già andato. Fortunatamente le pause e le videochiamate con amici e famiglia mi hanno veramente sostenuto e dato la forza di rialzarmi. Alla fine ho chiuso il day 1 a quota 97.500 chips.

Il day 2 è stato altalenante, ho iniziato subito con un double up nei primi venti minuti e mi sono stabilizzato sulle 200 mila chips. Poi sono salito fino a quota 440 mila per poi chiudere la giornata a 261 mila.

Al day 3 dopo una mezz’oretta ho perso un colpo pesante e sono sceso a 70 mila. Lì mi sentivo veramente morto ma poi mi sono rialzato: alle 23 avevo 600 mila chips e poi ho chiuso la giornata a 520 mila.

Al day 4 ho avuto un inizio incredibile vincendo un all-in preflop con coppia di dieci contro coppia di re grazie a un dieci turn che mi ha portato a 900 mila chips. Poi, vuoi per i bui alti vuoi per i giocatori rimasti che erano tutti di altissimo livello, ho iniziato a calare e mi sono ritrovato a 600 mila. Nell’all-in finale ho cercato di leggere l’avversario che già conoscevo da giorni e ho ipotizzato che potesse mandare all-in con una coppia bassa. Infatti aveva 77 contro il mio AJ. Alla fine sono uscito veramente veramente soddisfatto.

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Quale è stata la mano di questo Main Event che ricordi con più piacere? Ai tavoli hai incrociato qualche giocatore che già conoscevi e magari rispettavi particolarmente?

Di mani da ricordare ce ne sono state parecchie, per me essere riuscito a leggere i comportamenti e il gioco di tanti professionisti mi ha fatto pensare che forse un posto là in mezzo potrei guadagnarmelo. Credo che la mano migliore sia comunque quella dei 10 perché mi ha permesso di incassare una sostanziosa differenza di payout. Se invece la vogliamo vedere più romantica ti dico la prima mano del mio primo EPT: K2 a picche, che sicuramente non dimenticherò mai.

Ho incontrato diversi professionisti che già guardavo e seguivo da tempo ma una persona che veramente mi ha colpito è Jack Salter, con cui ho condiviso il tavolo nel day 3 e che è un po’ uno dei miei idoli pokeristici insieme a Phil Ivey e Tom Dwan. Una persona di una umiltà unica e di una bravura clamorosa. Lo ringrazio ancora per avermi fatto sentire al suo livello e per avermi fatto sentire a mio agio in un tavolo circondato di telecamere. Ho scattato una foto ricordo con lui che conserverò con cura, un sogno per uno come me che ha sempre amato questo gioco. La tensione e l’emozione che ho provato credo siano tra le più grandi della mia vita.

jack salter said chegdane

Said con Jack Salter

Prima dell’inizio del Main EPT che obiettivo ti eri posto per il torneo? Arrivato al day 4 un pensiero al tavolo finale lo hai fatto?

Il mio obiettivo a dire la verità era già stato raggiunto, ossia quello di arrivare a giocare il Main Event EPT vincendo due satelliti. Certo che arrivato al day 4 il pensiero di arrivare al final table l’ho avuto ma devo dire che l’esperienza, soprattutto nel giocare tornei di questa durata, fa  non poca differenza. Posso ritenermi più che soddisfatto del 38 esimo posto.

Con chi sei andato a Barcellona e in generale come è andata la trasferta?

E’ stato tutto molto bello, ho viaggiato col mio accompagnatore di fiducia, Matteo Tosches, che ringrazio di cuore ancora. L’hotel stupendo, poi c’è stato il benvenuto al Carpe Diem che è un locale di Barcellona che offriva un benvenuto ai soli giocatori di PokerStars in un posto da favola. Infine lo staff del casino, una cosa incredibile, una organizzazione clamorosa, lavoratori instancabili, sfrecciavano a destra e sinistra sempre cortesi ed educati. Li ho ringraziati vivamente perché per un ragazzo come me, alla prima volta a Barcellona, sentirsi così a casa è veramente una bellissima cosa,non finirò mai di ringraziarli,quindi si, Barcellona ci rivedremo presto.

Come sono andati i satelliti online e mentre li giocavi credevi davvero non solo che avresti giocato il Main Event EPT, ma che poi saresti arrivato al day4?

Il satellite da 25€, se posso dirlo, è stato una passeggiata perché bastava il piazzamento e quindi mi ero già piazzato con largo anticipo. La finale da 250€ invece era già un torneo importante e con un solo pacchetto in palio, quindi ci speravo ma in fondo non ci credevo più di tanto. Poi piano piano sono arrivato al tavolo finale, ho visto il mio stack e con una piccola porzione di fortuna sono riuscito ad arrivare primo e a vincere il ticket da 5300€ del torneo più 1700€ per il viaggio che francamente mi sono stati parecchio utili.

Sai già come userai questo bel gruzzolo vinto? Ne userai una parte anche per il poker? Quali sono i tuoi obiettivi pokeristici adesso?

Come prima cosa credo sia inevitabile dover ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine organizzando una festa o qualcosa di simile. Per quanto riguarda il poker credo che parteciperò alle prossime edizioni dell’EPT  e chissà, magari un giorno oltre che dal Casinò di Barcellona concederò una intervista da quello di Las Vegas…  Vorrei dire a tutti quei ragazzi che come me non ne hanno mai avuto l’occasione pur essendo dei buoni giocatori – ed è pieno il mondo – di non mollare e di lavorare su sè stessi sempre: i sogni sono fatti per essere infranti.

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