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il 3 Lug 2010

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Marco Wegher ci porta a downtown! Ecco le foto della vera Las Vegas

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Marco Wegher ci porta a downtown! Ecco le foto della vera Las Vegas

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Marco Wegher, uno dei più forti giocatori al mondo di Omaha, membro del Team Sisal Pro, ci ha accompagnato per Las Vegas e, più precisamente, alla “vecchia” Las Vegas: downtown!

Avete presente quelle luci che vedevamo in TV, nei film americani con cui siamo cresciuti?
Bene; a stare sulla Strip, la strada principale di Las Vegas al giorno d’oggi, non è la stessa cosa.Ci chiedevamo quelle luci, quell’atmosfera da Casinò, da spettacoli di strada, quel pò di marcio che dovrebbe caratterizzare la città del vizio dove fosse finito.
Marco ci ha risposto, facendoci da Cicerone in un viaggio che racconta la storia del poker, la storia delle WSOP.

Tom Morehead organizzò un evento denominato WSOP nel 1968, a Reno, sempre nel Nevada; il torneo era ad inviti e considerato comunque importante, ma si è soliti attribuire la nascita delle World Series al momento in cui le WSOP si sono spostate a Las Vegas.

Ieri sera abbiamo visitato infatti il Casinò Binion, della famiglia Binion.

Benny Binion era il padre dell’attuale proprietario del Casinò in questione, mentre la proprietà delle WSOP è stata venduta.

Benny rivoluzionò il mondo del gioco d’azzardo introducendo nei Casinò il poker (con sistemi per prevenire i bari), la moquette, i drink ai giocatori, la limousine per accompagnare i clienti: un contorno fantastico per chi entrava e scommetteva sognando.

A lui si deve quindi il primo evento delle WSOP, che poi diventerà la competizione pokeristica più importante del mondo: nel 1970 ebbe luogo il primo evento al Binion, e da lì, si sa quanto successo ha avuto questa competizione.

La downtown di Las Vegas, dove si trova il Binion, prima era il vero e proprio fulcro della città.

Con il passare degli anni le lobby edilizie hanno creato un monopolio nell’allora periferia, costruendo nuovi Casinò e urbanizzando al meglio per canalizzare la clientela, levando alla vecchia downtown gran parte della clientela.

L’impressione che ho avuto è stata quella della casa da gioco dei poveri, girando per le strade si nota la malavita, le dealers a volte sono abbastanza datate: i Casinò fecero allora dei contratti tali che non possono essere più rescissi, quindi, ad esempio, nel fast food del Binion’s sia gli impiegati che i camerieri erano oltre i 50 anni e questa è una situazione insolita per me che vengo dall’Italia dove regna il precariato e i giovani lavorano 3 anni e poi cambiano sognando una scrivania.

Strana sensazione.

Anche molte ragazze che stavano fuori i Casinò, a regalare collane a chi entrava (per invogliare la gente ad entrare), raggiungevano senza esagerare i 50 anni.
Anni fa venne costruito un tetto di LCD dove ogni ora avviene uno spettacolo di luci e giochi video, mentre nel tempo restante girano spot: questo fa della downtown un ambiente unico e irreale, che abbiamo conosciuto nei film e, con quel pò di marcio, caratterizza la vera anima di Las Vegas.

Ambiente surreale, davvero; questo sassofonista ha un microfono collegato allo strumento musicale e quello che suona si sente amplificato in tutto il complesso, per almeno un kilometro.

Non mancano gli artisti di strada, c’è lo spettacolo….

…chi dipinge….

…o chi balla la black music sotto la consolle del dj che mette la musica per downtown.

Faccio qualche scatto…

Ma chi è quello in mezzo alla foto?

Sebastiano Kisvarday!

Incredibile; anche loro a Las Vegas, dico loro perchè insieme a lui c’è anche la chiptrickstar Erion Islamay, li saluto, scambio due chiacchiere e prometto di incontrarli al Rio.

Intanto continuo il mio giro di foto.

Comincia lo spettacolo di luci!

Sono i Kiss quelli?

Marco Wegher ci fa da Cicerone

Anche da fuori è uno spettacolo.

Entriamo nella Poker Room del Binion’s Casinò e abbiamo l’opportunità di fotografare la Hall Of Fame: ogni giocatore di poker darebbe la vita per avere una sua foto, o un suo ritratto, appeso su questo muro.

Giorgio Miconi e Marco Wegher in primis.

Wegher spiega: “Questo si chiamava “Wild Bill” Hitchcock; era un pistolero, oltre ad essere una leggenda del vecchio Far West è stato anche un abilissimo giocatore d’azzardo. Morì durante una partita di poker a cinque carte, sparato alle spalle. Aveva in mano una doppia agli assi.”

Lo riconoscete Doyle?

Las Vegas è incredibile: le slot anche sul bancone del bar, pur di farti giocare.

E avete presente in quei thriller dove si risale al locale dalla scatola di fiammiferi che ne porta l’indirizzo?

Usciamo fuori…

Questo stupendo tuffo nella storia del poker è finito, ma spero di potervene raccontare ancora.

Ci dirigiamo verso il parcheggio, uscendo dal paese dei balocchi, dove le luci sono di meno e per strada c’è qualche disperato andato rotto, o qualche autista provato dal lavoro, l’altra faccia della città del vizio, quella che non si vede in televisione e che nessuno vuole vedere, neanche dal vivo, neanche quando la vive.

La quiete.

Las Vegas, dal nostro inviato Gianvito Rubino
IPC@WSOP2010 © Riproduzione vietata

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