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il 6 Apr 2011

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Grinders e salute: proteggere gli occhi

Grinders e salute: proteggere gli occhi

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Quando eravamo piccoli e, magari, tutt’ora, ci sentiamo dire da madri o nonne preoccupate che stare ore e ore davanti al pc rovina la vista e che di qua a poco tempo saremo costretti a portare pesanti occhiali sul naso.

Se da un lato, ognuno di noi, crescendo ha capito che il realtà è solo una scusa che genitori innervositi dalla nostra sedentarietà accampano per spingerci a fare dell’altro, sotto un altro aspetto, come in ogni storia ridicola, ma sentita e risentita, un fondo di vero c’è.

Iniziando dal principio, escludiamo subito, per non far venire ulteriori complessi inutili, il fatto che stare davanti ad un monitor per ore crei danni alla vista, dove con vista intendiamo la capacità del nostro occhio di vedere e includiamo eventuali danni materiali a quest’ultimo. E’ assodato che la vista, dal principio fino alla fine della giornata, tenda ad affaticarsi rendendoci meno reattivi, ma non c’è in nessun modo nulla di irreversibile, per il quale un buon sonno o una valida attività ricreativa non possano ristabilire le condizioni ottimali. Chiarito questo primo punto, basilare, non resta che capire come fare ad affaticarci di meno, impresa spesso difficilmente realizzabile, in quanto le nostre sessioni di grinding partono alle 15.00 e terminano ben dopo il tramonto.

La necessità di creare un equilibrio tra una decina di ore al giorno trascorse sulla poltrona del computer e quella di pianificare momenti di relax, fisico e mentale, è alla base, oltre che di un’ovvia condotta di vita sana, di una resa al 100% per tutto l’arco della giornata.

Il fattore principale per evitare di forzare i nostri occhi durante uno spinto multitabling, con tavoli che poppano dal nulla ogni quattro/cinque secondi di media, è quello che consiste nel creare un ambiente salubre dentro al quale vivere, con condizioni di luminosità adeguate e aria fresca con una certa costanza.

Evitate di giocare al buio, magari con la luminosità del monitor o del notebook al massimo, ma cercate, anche di sera, di tenere una luce accesa, eventualmente dall’altra parte della stanza, per non forzare la vista con un netto contrasto luce/ombra; ogni momento buono che cogliate durante la sessione, fate un balzo alla finestra e apritela per un paio di minuti. Cambiare l’aria ogni due ore circa è molto importante per tenere il cervello fresco e reattivo.

Se notate un affaticamento fuori dal comune agli occhi, non esitate a prendervi una pausa alla prima occasione utile; se il problema è costante, potrebbe essere collegato al tipo di monitor che state utilizzando.

Spesso monitor piccoli dalle dettagliatissime risoluzioni (alcuni modelli di notebook hanno questo problema) rendono la visione molto stressante per le ridotte dimensioni, ma la sovrabbondanza di dettagli. Se state per fare un acquisto in tal senso, pensateci bene, per evitare di trovarvi un monitor dalla indubbia qualità, ma di una ‘pesantezza visiva’ tale da rendere lunghe sessioni al PC molto difficoltose da sopportare.

Se, viceversa, il problema è saltuario, potrebbe essere che, per ragioni esterne, magari d’estate con i condizionatori accesi, i vostri occhi siano più secchi, quindi si irritino e ‘brucino’ dopo poco tempo davanti al computer; la soluzione migliore, in questo caso, è ricorrere alle lacrime artificiali, che potete chiedere in qualsiasi farmacia e parafarmacia, un collirio con il preciso scopo di tenere bagnata la superficie del bulbo, rendendo lo scorrimento della palpebra più agevole e provocando sollievo contro la spiacevole sensazione di irritazione.

 

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