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il 25 Mag 2013

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Il mondo dei SNG 27max – MorganGuru

Il mondo dei SNG 27max – MorganGuru

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Il moderatore di ItaliaPokerForum Francesco “Les” Baldassarri ci introduce al mondo dei Sit’n Go da 27 giocatori, una specialità di cui si parla poco, ma che si gioca tanto. Forse l’unica tipologia di sit’n go che ancora ha traffico costante, almeno su PokerStars.
Lasciamo la parola a Les per la prima intervista, quella al regular “MorganGuru

Tutti mi hanno sempre detto che non sono comune, qualcuno mi ha pure definito “bizzarro”. Non ho mai dato tanto peso a queste cose e ho sempre tirato dritto per la mia strada. Questo per dire che quando tutti si davano anima, corpo e cu** al cash io ho scelto di ricominciare con quello che più mi si addice, i 27 max turbo.

Con sorpresa appresi che non ero l unico “bizzarro”, tanti reg erano già li a fare massa, a portare a casa profit mensili di tutto rispetto e il traffico era piuttosto buono. Cosi decisi di plannare il mio 2013 esclusivamente sui sit 27 max turbo. Durante quest’anno ho incontrato tante facce già viste e tanti volti nuovi, ve ne presento qualcuno, a partire da “MorganGuru”.

Morgan, perché i 27 e non il cash o altro? I reg aumentano quasi ogni mese a tutti i livelli, è ancora profittevole massarli?

È vero, i reg aumentano, ma il livello risulta ad oggi ancora pienamente battibile, i 27man hanno una struttura tale che l’influenza del reg si sente molto di meno che nelle altre discipline (MTT esclusi) in quanto le posizioni al tavolo cambiano e difficilmente avrai lo stesso reg su più tavoli contemporaneamente.

Per un periodo ho anche grindato cash con profitto, ma gli swing che puoi ricevere sono molto elevati e il mio mindset all’epoca non poteva reggerli, pertanto ho scelto di dedicarmi allo studio e al gioco dei 27man. Non escludo che in futuro prossimo possa ritornare a giocarli in quanto ho lavorato parecchio sull’effetto che gli swing hanno sulla mia persona.

Come hai plannato il 2013 e come hai pianificato la tua giornata tra grinding/lavoro/coaching/interessi personali? E qual è il tuo obiettivo in termini di profit+rakeback?

Nella vita non faccio solo il grinder, gestisco una scuola di poker, sono socio in una società che si occupa di web e comunicazione e convivo con la mia ragazza che amo tantissimo.

Di solito mi sveglio alle 8,30 e fino alle 12,30 lavoro per la società; dopo aver fatto un pranzo leggero comincio le varie lezioni con gli allievi della scuola, rispondo ai forum, leggo le notizie sul mondo del poker nei vari siti. Il pomeriggio non lo pianifico mai, lo tengo come jolly: o continuo a coachare, oppure mi metto ad aprire qualche tavolo (max 3h).

La sera ceno con la mia ragazza, mi rilasso un po’ con lei per poi cominciare la sessione serale che di solito va dalle 21,00 alle 01,00. A sessione finita spesso scambio opinioni e riflessioni con i vari amici regular sulle mani appena giocate, (c’è sempre da studiare)

Attualmente, causa spese impreviste, ho dovuto fare un leveldown di buy-in giocando i 3 e 5 €, questo ha rallentato il mio progetto di raggiungere le 3 milestone (300.000 vpp). Ora sto ricostruendo il Bankroll in modo da tornare quanto prima ai 10€. La cosa difficile di giocare in maniera professionale a poker è sapersi gestire sia in termini di tempo che di bankroll; questo leveldown me ne ha dato la prova.

Ritieni che avere un coach sia fondamentale per diventare un topreg? Chi è stato o è il tuo? Quanto ha cambiato il tuo modo di concepire il grinding?

Un coach non è solo essenziale per apprendere le dinamiche del gioco in sè, ma per la gestione e l’approccio alla vita pokeristica. Come dico a tutti i miei allievi: puoi essere il migliore player al mondo ma se non hai una gestione intelligente del bankroll, del mindset e non hai una buona dose di pazienza non raggiungerai mai dei buoni risultati. Il poker è una maratona, non uno sprint.

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Il mio coach è stato all’inizio Stephane84 (Supernova Elite qualche anno fa) poi sono cresciuto molto studiano le dinamiche con Inv3rno (regular del livello di qualche anno fa): ora entrambi sono miei grandi amici. Attualmente ho stretto un ottimo rapporto di stima ed amicizia con Saturn5ive: ci confrontiamo costantane in quanto siamo convinti che per grindare sempre ad un buon livello sia indispensabile il confronto e lo studio costante e continuo nel tempo.

Esiste una soglia fisica per il multitabling? Qual è secondo te, se esiste, il rapporto migliore tra tabling e A-game?

Questo è molto soggettivo anche se vedo molti reg multitablare 40/50x e missare tantissimi spot abbastanza standard. Onestamente credo sia impossibile giocare l’A-game massando più di 35 tavoli contemporaneamente.

Poi dipende anche dallo stile di gioco del singolo player, esistono regular che giocano molto ABC e tutte le loro scelte sono molto semplici (push/fold/call) pertanto possono aumentare il tabling. Attualmente la mia soglia per un giusto mix tra buon gioco e tabling è di 25x.

Per tenere certi ritmi anche la tecnologia ha bisogno di un continuo aggiornamento. Come è la tua configurazione hardware/software e che tipo di postazione consigli?

Io partirei dal fisico: stare seduto 4/5 ore davanti ad un monitor mentalmente concentrati richiede tutta una serie di accorgimenti, altrimenti ci ritroveremmo fra qualche anno con qualche diottria in meno e qualche chiletto in più. Io consiglio intanto un buon monitor abbinato a degli occhiali per il gaming, un’ottima poltrona ergonomica, un ottimo mouse, meglio addirittura sarebbe grindare con il joypad inquanto riesci a scaricare meglio la tensione che si accumula sul collo durante la sessione.

Per quanto riguarda la configurazione hardware io mi concentrerei sull’hard disk che dovrebbe essere solido e avere una buona dose di RAM dato che per multitablare spinto hai bisogno di programmi come Table Ninja e Holdem manager che assorbono RAM e hanno un costante accesso ai dati.

Come ti immagini il futuro del poker e come ti vedi immerso in questo mondo? Cosa pensi del livello che attualmente giochi?

Il futuro è abbastanza incerto, molto dipenderà da come si evolverà il mercato europeo, si parla sempre più insistentemente di mercato condiviso e di liquidità comune: questo dovrebbe portare nuova linfa a tutto il panorama pokeristico.  C’è stata una prima “bolla” qualche anno fa ed ora stiamo vivendo un periodo di transizione ma a mio avviso il mercato potrebbe riprendere. Molto dipenderà dalle politiche di marketing che le varie poker room intenderanno cavalcare e dall’opinione pubblica: attualmente c’è troppa disinformazione e il poker costantemente subisce attacchi mediatici di ogni sorta, tutto questo sicuramente non fa bene.

Il mio futuro in questo mondo lo vedo positivo, vorrei continuare a giocare, magari cominciando ad approcciare anche nuove discipline, frequentando maggiormente i circuiti live. Inoltre vorrei utilizzare le mie conoscenze in materia di comunicazione e marketing all’interno del movimento per potenzialo renderlo credibile agli occhi del pubblico ignorante.

Uno dei grossi limiti che vedo nei player medi italiani è l’individualismo: utilizzando il poker solo come fonte di reddito fine a se stesso, non costruendo relazioni sociali, non sfruttando tutta una serie di opportunità che questo mondo può offrire: si limitano a coltivare il proprio orticello alzando un muro alto 10m verso il giardino del vicino. Essere professionisti di un movimento non vuol dire solo cliccare per fare soldi ma diventare quasi dei “testimonial” nel proprio piccolo del movimento stesso.

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