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il 18 Lug 2014

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Niccolò Caramatti e la maratona di New York: “lo sport è fondamentale nella vita di un pokerista”.

Niccolò Caramatti e la maratona di New York: “lo sport è fondamentale nella vita di un pokerista”.

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Pierre De Coubertin, conosciuto per aver fondato i moderni giochi olimipici,  diceva spesso: “Per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore.”  E’ proprio da qui che vogliamo partire: lo sport può migliorare noi stessi, anche se nella vita ci occupiamo di tutt’altro. Il poker e lo sport sono da sempre due mondi che si incrociano e si mescolano, ma lo sport spesso può sembrare un mondo lontano, viste le tante ore che si passano seduti al tavolo verde.  In realtà spesso diversi poker player dichiarano che nuotare, correre o semplicemente andare in palestra, li aiuta ad affrontare al meglio le giornate di grinding.    

Noi di ItaliaPokerClub abbiamo chiesto al poker pro di Sisal, Niccolò Caramatti di raccontarci il suo rapporto con lo sport e come procede il suo allenamento per partecipare alla Maratona di New York in programma a novembre. 

IPC: Raccontaci come è nata questa idea della maratona di New York e qual’è il tuo obiettivo per un traguardo così importante?

NC: Io ho sempre corso, corro da tanto tempo, ho fatto tantissime mezze maratone e mi ero dato quest’anno l’obiettivo di fare il mio record personale in questa disciplina. Poi è arrivata l’idea della maratona di New York perché non l’ho mai fatta, ed è una sfida perchè non è una corsa a cui si può pensare al tempo perché è molto difficile, però è la maratona più bella, più grande e più importante e quindi mi sono detto: Perché in questo momento in cui mi sto allenando tanto non fare la maratona di NewYork?. Non c’è ambizione di tempo, ma c’è la voglia di farla in un ottimo stato di forma ed  è il culmine della mia preparazione.La nota curiosa è che quest’anno la maratona sarà praticamente quasi in contemporanea al tavolo finale delle WSOP. Se ipoteticamente avessi fatto November Nine non avrei potuto correre la maratona che ho programmato da tanto tempo ma non credo ci sia alcun dubbio: la maratona di New York c’è ogni anno, il tavolo finale del Main Event delle WSOP capita una volta sola.

IPC: Come procede la tua preparazione? 

NC: L’allenamento va molto bene, sono riuscito ad allenarmi anche a Las Vegas anche se solo in palestra per il troppo caldo, ed è stato molto noioso però sono riuscito a farlo. Ora iniziano i mesi più importanti, dove il lavoro diventerà ancora più duro. Sono i mesi che un maratoneta teme di più perché gli allenamenti diventano davvero lunghissimi.

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IPC: Quali sono secondo te le possibili analogie tra poker e corsa? 

NC: Per fortuna non vedo molte analogie con il poker. Dico per fortuna perché io uso la corsa come valvola di sfogo, dopo una sessione mi rilassa tanto, mi svuota la mente e non mi fa pensare al poker. Ci sono delle volte in cui il poker influisce sulla corsa, dopo una sessione andata male è difficile andare a correre e smettere di pensarci mentre quando è andata particolarmente bene ti senti leggero ed influisce quindi molto. Al di là di tutti i benefici fisici, la corsa mi toglie lo stress.

IPC: Nella corsa la preparazione è molto strutturata, legata ad obiettivi piccoli ma precisi, non credi sia simile al poker?

NC: Si e no. In molti aspetti la corsa è totalmente opposta: ad esempio la famosa chimera che nel poker tutti posso vincere non può sussistere in questo sport perché alla partenza spesso troverai atleti, spesso kenioti, che pesano 50 Kg e sai già che non potrai batterli. Mentre il poker è una battaglia contro tutti, la corsa è sola una battaglia con te stesso. Ciò che può aiutarti del poker nella corsa è il mantenere la concentrazione, perché quando stai facendo una gara e devi superare certi limiti ed il tuo corpo ti dice: fermati fermati fermati! Avere una buona testa è fondamentale.

La corsa deve servire ad un giocatore di poker a sfogarsi,  e se dovessi consigliare uno sport ad un pokerista gli direi di correre o andare a nuotare proprio perché molto lontani dal poker. Io ritengo fondamentale per un pokerista, sopratutto un grinder online, praticare dello sport: è un attività sana e aiuta molto a programmare la giornata, perché tu sai che a quell’ora ben precisa ti dovrai allenare e può aiutare a trovare la propria quotidianità.  Ho notato che molti grinder, anche i miei stessi allievi, hanno difficoltà a dare alla loro giornata una giusto ritmo, o per mancanza totale di programmazione, o per un immersione eccessiva nel gioco.  Lo sport invece ti obbliga a darti delle pause, dei ritmi ben precisi e ti fa stare bene anche con la mente. 

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