“Sì, anche Phil Galfond, Sì!”
Chi ha conosciuto il poker negli anni d’oro ricorderà la sommessa esultanza di Pippo Candio dopo aver vinto una mano nientemeno che a Phil Galfond: correva il 2010 e lui era già un’istituzione del poker mondiale.
A distanza di 8 anni le cose non sono cambiate più di tanto: Phil è ancora oggi tra i più amati e rispettati cash gamer high stakes, sia per quanto dimostrato al tavolo da gioco che per il suo ruolo di poker coach su RunItOnce.
Nell’episodio di ‘Deep Issue‘ che andremo a presentarvi quest’oggi, il format condotto da Drea Renee su PokeGo, Galfond parla un po’ della sua vita trasmettendo una calma invidiabile. Ed è proprio da questo punto che cominciano le domande:
Nessuno ha qualcosa da dire conto di te, come è possibile?
“Dovresti chiedere a loro! – esordisce Phil – Sono generalmente un tipo positivo, e più di chiunque altro mi piace star bene con le persone. Quando ho cominciato a giocare tanto ai tavoli live mi sono accorto che i dealer iniziavano a ringraziarmi per il mio comportamento, senza che io facessi nulla di trascendentale s’intenda.”
Qual è il tuo rapporto coi soldi dopo tanti anni di carriera?
“Col tempo son diventato più nitty, ma non dal punto di vista delle spese nella vita privata! Solamente nel poker: più alzavo il livello e più diventavo oculato, ricordo che acadde quando passai alla 100/200 e allo stesso modo successe per la 200/400. Prima invece shottavo le partite high stakes avendo a disposizione una decina di buy-in: ricordo una volta che tentai uno shot alla 300/600 (in quel periodo giocavo la 50/100 e qualche volta la 100/200). Ai tempi la game selection non era così importante come lo è ora, una partita era una partita: insomma, mi son trovato heads-up contro Phil Ivey! Alla seconda mano ho 3-3 da BB, il flop è 9-8-3 con due fiori, check-raiso e andiamo all-in. Lui ha due Nove e io perdo tutto lo stack in sole due mani. Tutavia non mi destabilizzò e tornai a giocare i limiti abituali senza problemi.”
Come gestisci i downswing?
“Premesso che non sono facili per nessuno, lo spettro emozionale che attraverso è lo stesso di qualsiasi altro giocatore, semplicemente non sono uno che tende a manifestazioni esteriori troppo eclatanti, quindi potrebbe sembrare che sia quasi indifferente ad essi anche se non è così. Un downswing non è solamente una perdita economica, in quei momenti si mette in discussione il proprio modo di giocare, il livello di competenze, ecc. Se non è troppo pesante faccio una pausa e tutto passa, quando è più brutto c’è bisogno di più tempo.”
Tua moglie ha cominciato a giocare qualche partita high stakes…(qui il piatto gigantesco perso da Farah contro Bellande)
“L’esperienza con gli high stakes le ha fatto capire molto di più sugli swing e su tante cose che prima non le erano chiare sul poker e sui tavoli nosebleed in generale.”
Cambierai come giocatore dopo la nascita di tuo figlio?
“Sto già cominciando a essere più responsabile, almeno da quando mi sono sposato! Ora sto facendo degli investimenti e per il poker c’è sempre meno spazio. Attualmente ho un approccio più da live poker player che da pro dell’online.”
Si dice che nel poker in tv manchino i personaggi di una volta, come mai?
“Oggigiorno nel poker trasmesso in tv ci sono talmente tanti soldi in ballo che è difficile anche solo pensare di chiedere a un Jason Koon, o chi per lui, di prenderla ‘più alla leggera perché tanto è un gioco’ e lasciarsi andare a qualche sorriso o altre esternazioni. Con tavoli più bassi le dinamiche sarebbero più divertenti e rilassate.”
Phil Hellmuth?
“Lo conosco bene. Prima di conoscermi ero uno dei suoi obiettivi, da giovane era molto più aggressivo, alcune cose che dice o fa sono un po’ fuori luogo, ma non penso sia una brutta persona. In fondo gli interessa solo fare il meglio e continuare a vincere: lo definirei un bravo ragazzo con grandi problemi di self control!”
Infine piccolo gioco di associazioni: un aggettivo per ogni nome.
Phil Ivey: Duro.
Erik Seidel: Gentile.
Jason Koon: Teddy Bear.
Vanessa Selbst: Acuta.
Daniel Negreanu: Divertente.
Phil Hellmuth: Intrattenitore.
E voi cosa ne pensate di Phil Galfond? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!







