Esistono spot che non esistono.
Casino del Sol, Tucson, Arizona. Lunedì scorso il trentasettenne R.J. Bergman decide di sedersi ad un tavolo di cash game 1/2$.
“Il poker è da sempre uno dei miei passatempi preferiti! Amo giocare, sia con gli amici che nei casinò. Vado a Vegas almeno 3 volte l’anno. Ed è meraviglioso sedersi là.”
Bergman si schiera con 200$ e dopo aver perso qualche piccolo piatto si ritrova con 165$ e 9
9
in mano. Apertura da parte di Utg a 8$, call per hijack, chiama il bottone e chiama anche R.J. da small blind.
Il flop recita 10
9
9
. Poker al flop!
Bergman, primo a parlare, decide ovviamente di bussare. Original raiser c-betta 15$, chiamano tutti.
Il turn è un J
.
Check per Bergman, second barrell a 25$ per Utg, call per hijack, raise 50$ da parte del bottone. Bergman si lecca i baffi e opta ancora una volta per un cold-call. Utg passa, hijack chiama.
3 giocatori.
Il river è un 10
.
Bergman, a questo punto, decide di andare all-in per 105$. Hijack, rimasto con appena 30$, chiama rapidamente e bottone, ancor più rapidamente mette tutte le chips al centro ed esclama: “Tens Quads!”
Al buon R.J. brillano gli occhi: vero, ha appena perso 500$ di pot, ma può incassare il Bad Beat Jackpot da 9.000$!
“Fantastico! Ho poker di 9!”
Nemmeno il tempo di alzare in alto i calici che hijack, sornione, mostra le sue carte: K
Q
. Scala colore.
“Non riuscivo a credere ai miei occhi. Straight flush runner runner. Non solo perdo la mano, ma arrivo terzo e vedo svanire la fetta più grossa del Bad Beat Jackpot davanti ai miei occhi. Incredibile.”
Nel marasma più completo – anche il Dealer resta a dir poco basito da quanto combinato – arriva il direttore di sala che annuncia al microfono quanto accaduto. E sentenzia le somme del Bad Beat Jackpot:
“Poker di 10 incassa 9.000$, scala colore ne prende 4.500$ e tutti gli altri player al tavolo ricevono 665$.”
Quel poker di 9 vale praticamente come un fold preflop.
Alla fine dei conti, Bergman si porta comunque a casa 500$ puliti, ma vederne svanire altri 8.335 in questo modo non può che lasciare un tremendo amaro in bocca.
“Non farò mai più slow-play in vita mia!”







