Wednesday, Aug. 21, 2019

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il 22 Mar 2019

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Firma la petizione per la liquidità condivisa!

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Era il 6 luglio 2017, a Roma si riunirono i regolatori di Italia, Francia Spagna e Portogallo per firmare il documento sulla liquidità condivisa che finalmente avrebbe permesso al poker online italiano di allargare i propri confini e avere uno slancio internazionale.

Da allora è passato più di un anno e mezzo, Francia Spagna e Portogallo hanno dato vita a un nuovo mercato comune mentre noi italiani siamo ancora fermi al palo!

Per DIRE BASTA a questa ghettizzazione e far diventare realtà quanto stabilito nell’accordo di Roma noi di ItaliaPokerClub, assieme ad AssoPoker e PokerItaliaWeb, abbiamo lanciato una petizione all’indirizzo del direttore AAMS Benedetto Mineo.

Del resto al momento non sembra più esserci alcun veto della politica per l’ ‘allargamento’ del punto it: la partita si gioca ora sui tavoli dei tecnici, dove purtroppo la liquidità condivisa non sembra più essere all’ordine del giorno.

L’unico modo che abbiamo per farvela tonare è farci sentire in massa: se anche tu vuoi che l’Italia entri nella liquidità condivisa firma subito la petizione che abbiamo lanciato sulla piattaforma Change.org! (ATTENZIONE, perchè la firma sia valida è necessario confermare il proprio indirizzo mail: senza conferma la firma non viene conteggiata! Se non trovi la mail di conferma nella posta in arrivo, controlla la cartella dello spam).

Ecco il testo completo della petizione indirizzata al direttore AAMS Benedetto Mineo in favore dell’ingresso dell’Italia nella liquidità condivisa del poker online:

Siamo i tre principali siti di poker in Italia, il nostro compito è quello di informare ogni giorno i giocatori, spronarli a comportamenti responsabili e promuovere il gioco LEGALE ed autorizzato dalle autorità italiane.

In questi mesi abbiamo ricevuto il pensiero di diversi giocatori italiani (dagli amatori ai professionisti come Gabriele “Galb” Lepore) delusi dal mancato accesso dell’Italia nel nuovo mercato condiviso del poker online, nonostante gli accordi firmati a Roma nel luglio del 2017.

Abbiamo cercato di sintetizzare le loro testimonianze ed il loro pensiero in poche parole:

Giovani o anziani, esperti o amatori, siamo persone accomunate da un amore: il poker.
Lo abbiamo giocato, seguito, commentato, con sempre in testa un minimo comun denominatore: la passione.

Il poker ci ha insegnato negli anni che bisogna lottare per raggiungere gli obiettivi e che solo con impegno e sacrificio si può trovare la strada giusta.

Abbiamo cominciato a giocare gratuitamente per il gusto di divertirci, per imparare.

Ci siamo affezionati ai nostri beniamini, abbiamo sottratto loro lezioni di tecnica, carpito segreti, divorato i forum di poker, sgualcito le pagine delle riviste.

Ci siamo impegnati, alcuni diventati bravini, per altri il poker è rimasto un passatempo piacevole, tale lo è tutt’ora per tantissime persone, vincere o perdere fa parte del gioco.

Qualche anno fa abbiamo cominciato a sperare di confrontarci con giocatori di nazioni come Francia, Spagna e Portogallo, eravamo tutti eccitati dall’idea di sederci al tavolo contro i migliori giocatori europei, oltre che contro quelli della nostra nazione.

Due anni fa sembrava tutto fatto: l’Italia firmò un accordo con quelle tre nazioni, ma, al giorno d’oggi, noi siamo rimasti l’unico paese che non lo ha rispettato, lasciando passare il treno giusto.

Un ritardo tanto più grave, anche nei confronti degli altri Paesi firmatari, se si considera che proprio in territorio italiano l’accordo è stato sottoscritto.

Le presenze sulle poker room italiane diminuiscono sempre di più, mentre i nostri “cugini” possono giocare tra di loro iscrivendosi a tornei e partite di cash game con un ricambio di persone ancora oggi sorprendente.

Noi non vogliamo giocare sui siti illegali! E non vogliamo più vedere ogni giorno nostri amici giocatori che fanno le valigie ed emigrano all’estero solo perché è l’unico modo per confrontarsi contro i players stranieri. Se succede tutto questo vuol dire che qualcosa non funziona.

Le autorità degli altri Paesi hanno comunicato ufficialmente che il gioco internazionale non ha creato alcun problema e che vengono mantenute tutte le tutele sulla sicurezza, protezione dei minori e controllo del gioco problematico. Insomma: non c’è alcun motivo per restare fuori!

Se l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli finalmente mette in atto l’accordo, il poker online legale può diventare molto migliore, più competitivo rispetto a quello illegale e più divertente per le migliaia di italiani che amano questo gioco.

É passato ben più di un anno da quando tutto sembrava fatto, ma quel sogno sembra svanito: come al solito, purtroppo ci siamo abituati, proprio l’Italia è l’unica che è rimasta indietro, fanalino di coda di un gruppetto che procede spedito e che ci aspetterà solo ancora per un po’.

Ecco perché è il momento di farci sentire e di smettere di sognare, ma semplicemente di ottenere quello che era già nostro.

Per il bene di tutti, giocatori in primis ma anche per le casse dello Stato, noi VOGLIAMO IL #POKERSENZAFRONTIERE

Il pensiero di un gruppo di appassionati italiani di poker

La petizione è stata promossa dai portali Assopoker, ItaliaPokerClub e PokerItaliaWeb

 

Se anche tu vuoi che l’Italia aderisca alla liquidità condivisa firma la petizione su Change Org (ricorda che devi confermare la tua e-mail per far convalidare la firma 😉 )

 

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Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari