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il 10 Mag 2019

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Cosa è meglio NON dire ai tavoli delle WSOP? Ecco i cinque argomenti da evitare

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Cosa è meglio NON dire ai tavoli delle WSOP? Ecco i cinque argomenti da evitare

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Questa estate gli occhi del mondo del poker saranno puntati sulle WSOP. Per due mesi all’anno, come ben sappiamo, la capitale mondiale del poker diventa Las Vegas.

E in occasione della 50esima edizione ci saranno sicuramente molti più debuttanti rispetto al solito. Come devono avvicinarsi i principianti al grande appuntamento? Cosa devono sapere? Come ci si comporta ai tavoli negli oltre 80 tornei che mettono in palio un braccialetto al Rio?

Il campione americano Phil Hellmuth ha provato a dare cinque consigli utili ai novizi mentre i colleghi di PokerNews si concentrano sugli argomenti da toccare e non toccare durante le lunghe sessioni di gioco.

Qualche tempo fa vi avevamo proposto già cinque argomenti che si possono trattare a un tavolo live. Ora vediamo invece quali sono i cinque argomenti da evitare.

Le chiacchiere al tavolo sono da sempre un argomento controverso. Pensate alle mani memorabili che hanno coinvolto Scotty Nguyen, Phil Hellmuth, Will Kassouf o Daniel Negreanu. Lasciando perdere il discorso del “trash talking”, ecco cinque cose da lasciar perdere al tavolo da poker in generale…

 

1 – Politica

In questo momento storico tante persone sentono il bisogno di parlare di politica, specialmente in America. Sarebbe bello che democratici e repubblicani trovassero un terreno in comune per unirsi. Sarebbe bello essere aperti a idee trasversali. Ma è il caso di iniziare una conversazione sulla politica al tavolo da poker? Diavolo, no!

Portare la politica in una partita di poker molto probabilmente alienerà almeno un terzo di quelli seduti attorno al tavolo, forse di più. Non importa se sei un fan di Trump o se l’unico muro buono per te è quello di chips. Fare una chiacchierata su rosso e blu è come andare all-in con gutshot: il più delle volte non finirà bene.

Lo stesso discorso si può estendere alla politica di casa nostra: sei sicuro che parlare di Salvini o Di Maio sia la cosa migliore per farsi degli amici al tavolo?

2 – Religione

John Lennon cantava: “Niente per cui uccidere o morire e niente religione“. Immagina tutti i giocatori di poker che vivono in pace, potremmo aggiungere noi.

Un’altra cosa che non dovresti mai, mai portare al tavolo da poker, infatti, è la religione. Guai a citare la Bibbia, il Corano o il karma.

In una kermesse internazionale come quella delle WSOP arriva gente da ogni parte del mondo. Non puoi prevedere a quale divinità crede il tuo avversario, se è un integralista incazzoso o se è un ateo convinto. Limitati a pregare gli dei del poker per poter contare sui river giusto e basta.

3 – Sfortuna

Torniamo sulla terra per un consiglio che ormai dovrebbe essere superfluo. Ricordatevi: a nessuno interessano i racconti di mani sfortunate!

Pensate che alle WSOP c’è stato perfino chi si è piazzato fuori dal Rio con una sorta di cabina e si faceva pagare in dollari contanti per ascoltare storie di bad beat. Non è uno scherzo.

Nelle sale da poker c’è sempre il personaggio convinto di essere la persona più sfigata della terra. Pensa che solo a lui siano stati scoppiati gli assi e che tutti i grandi campioni siano in realtà solo molto fortunati. In realtà non ha ben capito la natura e la varianza del poker, oppure ha dei seri problemi di protagonismo o memoria selettiva.

Se proprio hai bisogno di sfogarti e raccontare mani di poker sfortunate, riservale per i tuoi amici che di poker non sanno nulla. Potrai stordirli di chiacchiere con più facilità.

4 – Strategia

Parlare di strategia durante un torneo potrebbe sembrare una buona idea a molti. Dopotutto, discutere di cose tecniche tra giocatori dovrebbe risultate piacevole e interessante, giusto? No, sbagliato! Provate a pensare alle conseguenze negative di questa abitudine…

Può capitare per esempio che un giocatore poco esperto si senta insultato da certi consigli o da certe considerazioni. Nel peggiore dei casi, chi blatera di strategia potrebbe istruire i suoi avversari sui propri punti deboli e spiegar loro come batterlo!

Se c’è una strategia da apprendere, puoi farlo in totale silenzio al tavolo, celando la tua “natura spugnosa” ai tuoi avversari.

5 – Il dealer

Tutti amano parlare, no? Ma i dealer? Loro vengono lasciati fuori da ogni conversazione al tavolo. Silenziosamente distribuiscono le carte, raccogliendo chips e ante a ogni mano. Di certo anche a loro farebbe bene parlare un po’, no?

No. I dealer hanno dei lunghi turni e hanno visto molte più mani di te in carriera. Potrebbero essere anche dei discreti giocatori. E ora sono circondati non solo da nove giocatori, ma da 99 tavoli e 999 metri quadri di sala con la climatizzazione a palla.

Nel frattempo i loro amici stanno mandando messaggi invidiandoli, sostenendo quanto sia bello lavorare alle World Series mentre altri postano foto di spiagge su Instagram.

Insomma, la battuta ogni tanto con il dealer ci può stare, ma loro sono seduti al tavolo per fare un vero lavoro che richiede concentrazione. Non disturbateli troppo.

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